La preoccupazione di Confartigianato per il caro tariffe energia elettrica e gas

Per la sopravvivenza di tante aziende. Le imprese rischiano nel 2022 di vedere questa voce di spesa aumentare anche del 200%

29 novembre 2021

“Non riusciamo a prendere gli ordini perché non troviamo manodopera aggiuntiva e a ciò si aggiungono le tensioni relative ai costi e all’approvvigionamento di materie prime tra le quali spiccano l’energia e il gas con una situazione che ci allarma molto in quanto una parte delle imprese rischia addirittura di chiudere per l’impossibilità di trasferire i maggiori costi sulla committenza”: così Gianluca Cavion, presidente di Confartigianato Vicenza, sottolinea l’attuale situazione delle imprese.

Il caro tariffe di energia elettrica e gas infatti sta incidendo pesantemente su aziende e famiglie, spesa destinata a salire con l’inverno alle porte. Una situazione che – evidenzia Confartigianato Imprese Vicenza – avviene perché molte piccole aziende hanno contrattualizzato tariffe legate all’andamento della borsa elettrica, sostenendo così costi non prevedibili e in continuo aumento. Nel solo mese di ottobre, ad esempio, il salto tariffario per l’energia elettrica rispetto al mese precedente è stato del 40% .
“Preoccupano le tariffe di questo ultimo trimestre dell’anno e ancor di più quelle del 2022, anche se è previsto per il gas naturale una riduzione dal periodo primaverile, previsione però tutta da dimostrare”, continua Cavion.
Gli aumenti delle tariffe dell’energia elettrica e del gas stanno, infatti, mettendo in seria difficoltà molte imprese, in particolare quelle di piccole dimensioni. In questa fase sottoscrivere nuovi contratti con forniture a tariffa fissa (quindi molto alte) appare non conveniente perché comporterà il mantenimento delle stesse per l’intero periodo contrattuale. Nel contempo, sottoscrivere contratti a tariffa indicizzata comporterà costi molto alti per il primo trimestre, che è il periodo dell’anno con maggiore utilizzo di energia elettrica e gas, sperando poi di poter beneficiare degli eventuali cali dell’andamento della borsa elettrica, di cui però non c’è certezza.
“La situazione è insostenibile. Le imprese non possono vivere sull’incertezza e il timore di quel che può accadere da qui alla primavera. Come si può programmare la propria attività? – si chiede Cavion-. Il CAEM, che è il consorzio di nostro riferimento per le forniture di energia elettrica e gas, che opera per diverse migliaia di piccole imprese, ha fatto alcune simulazioni sugli aumenti nel 2022, sulla base dell’attuale andamento del prezzo della borsa elettrica sia sul gas che sull’energia. Ne emerge uno scenario davvero incerto”.
Rispetto 2021 un’azienda della plastica che utilizza annualmente 2,5 milioni di kWh avrà un aumento della spesa della materia prima del 205%, passando da 186.257 euro a 566.398 euro; un’azienda meccanica con 1,2 milioni di kWh/anno subirà un aumento del 202%, passando da euro 88.034 euro a 266.360 euro. L’aumento per un’azienda della ceramica con 20.790 kWh annui sarà del 178%, passando da un costo materia prima di 1.798 euro a 4.997 euro, mentre per il gas con 1.981 mc mensili l’aumento sarà del 246%, passando da un costo medio mensile di 450 euro a 1.558 euro. Un caseificio che consuma 534.753 KWh/anno avrà un aumento del 197%, con costi che passeranno da 42.225 euro a 125.506 euro, mentre per il gas a fronte di un consumo mensile di 17.163 mc avrà un aumento del 276%, passando da una spesa media mensile di 3.575 ero a 13.444 euro. Un molino con 1.370.000 kWh annui passerà da un costo del 2021 di euro 99.338 a euro 303.236 con un aumento del 205%.
“Sono solo alcuni esempi di quello che succederà se il livello della borsa elettrica si manterrà com’è attualmente anche per il 2022 – aggiunge il presidente-. Ecco perché ci aspettiamo un intervento legislativo che vada ben oltre i 3 miliardi dichiarati e messi a disposizione dal Governo. È il momento che tutti i soggetti pubblici, per quanto in loro potere, intervengano con formule di abbattimento dei costi energetici”.
Nel frattempo in questi giorni l’Acquirente Unico nel corso di un’audizione alla Camera sull’andamento dei prezzi dei prodotti energetici ha affermato che “sulla base delle informazioni ad oggi disponibili e dei livelli attesi sui mercati internazionali del gas, nel primo trimestre del prossimo anno si potrebbe determinare un aumento delle condizioni economiche della maggior tutela di ben oltre il 20%, rispetto all’ultimo aggiornamento trimestrale, nonostante le azioni predisposte dal Governo sugli oneri. Un peso ulteriore e ormai insopportabile per molte piccole imprese e per famiglie.