ASSOARTIGIANI: VENERDI’ 25 A VICENZA UN INCONTRO SUL NUOVO (E CONTESTATO) SISTEMA DELLE REVISIONI AUTO

21/09/2009ASSOARTIGIANI: VENERDI' 25  A VICENZA UN INCONTRO SUL NUOVO (E CONTESTATO) SISTEMA DELLE REVISIONI AUTO Si svolge questo venerdì 25 settembre, al Centro Congressi Assoartigiani a Vicenza in via Fermi dalle 9,30, un incontro informativo su "MCTC Net 2 e Portale dell'automobilista", ovvero sulle nuove e contestate procedure telematiche per la trasmissione dei dati dei centri di revisione  al Ced della Motorizzazione di Roma. Aperto a tutti i centri di revisione associati, all'appuntamento interverranno, oltre ai dirigenti degli Autoriparatori artigiani, Lucio Pannone (Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti), Roberto Grendene (Ufficio Trasporti della Provincia di Vicenza), Valeria Dragone e Amelia Damato (Poste Italiane).«Potremmo catalogarla come la classica storia di mala tecnologia, di tecnologia all'italiana. Peccato, però, che questa storia di cattiva gestione delle tecnologie metta a repentaglio l'attività di molte imprese di revisione di autoveicoli e, soprattutto, rischi di bloccare moltissime vetture (circa un milione quelle che ogni anno necessitano del servizio in Veneto), tutte quelle che non potranno essere revisionate. A questo punto, occorre un rapido intervento governativo per sbloccare la situazione». È duro il giudizio di Severino Dal Bo, presidente regionale Anara (l'associazione nazionale dei centri di revisione Confartigianato), sul primo mese di vita del nuovo sistema di revisioni delle vetture. «Doveva essere un salto di qualità, che avrebbe dato maggiori garanzie sulle revisioni effettuate e semplificato le procedure – spiega Dal Bo-. Invece, il sistema non funziona, gli operatori non riescono a collegarsi, quindi non possono effettuare le revisioni. E i veicoli, senza revisione, non possono circolare. Noi lo avevamo già segnalato, a fine luglio, alla Direzione Generale della Motorizzazione, chiedendo il rinvio dell'entrata in vigore del nuovo sistema o quanto meno, vista la ristrettezza dei tempi a disposizione (l'entrata in vigore è del 17 agosto), che fosse consentito per un periodo transitorio il "doppio binario": i centri di revisione dovevano poter operare con il vecchio sistema, se quello nuovo aveva problemi, come purtroppo è avvenuto. Invece, niente; e adesso è emergenza». A essere interessate alla vicenda sono, in Veneto, 492 aziende, che revisionano ogni anno veicoli oltre un milione di veicoli tra auto e autocarri. «Il bello è – interviene il vicentino Natalino Bernardi, presidente regionale Meccanici Motoristi – che questa doveva essere una significativa semplificazione, si sarebbe eliminata molta burocrazia e, contemporaneamente, garantite le operazioni di revisione grazie al collegamento con il Centro Elaborazione dati della Motorizzazione. Tutto telematico, niente più carte, e stop alle revisioni fantasma. Una bellezza! Peccato però che il nuovo sistema funzioni nella migliore delle ipotesi al rallentatore, a volte non funziona affatto per giornate intere. Il collegamento per la trasmissione telematica al Ced di Roma della Motorizzazione è estremamente difficoltoso, forse per i volumi di traffico troppo elevati oppure per difetti di progettazione della piattaforma informatica. Succede di tutto – prosegue Bernardi-: frequentemente si verificano ammanchi dei crediti versati al Portale dell'Automobilista, a causa di prelievi non dovuti da parte del Portale stesso, il che potrebbe avere anche risvolti giudiziari. È successo anche che una Opel Corsa sia stata rifiutata dal "cervellone" perché secondo loro pesava ben 35 quintali. Tentare di segnalare i disservizi al numero verde è tempo perso, non rispondono. Ma  più gravi sono i tempi di attesa: si arriva a perdere metà giornata lavorativa per cercare di accedere al "cervellone", e se la vettura non viene revisionata entro il mese di scadenza l'automobilista non può più utilizzarla, pena il sequestro. Lo abbiamo segnalato anche nei giorni scorsi alla Motorizzazione, ma finora non è cambiato nulla. Perciò occorre consentire le vecchie procedure finché il sistema non funzionerà bene per questo siamo pronti a intraprendere iniziative in sede politica».


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