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Assemblea Soci Confartigianato Vicenza 2024

In Fiera si è parlato con importanti esponenti della politica e studiosi di “L’Europa per le imprese”. L’importanza di strumenti e misure che tengano conto della realtà delle piccole e medie imprese

Per l’Assemblea 2024 Confartigianato Imprese Vicenza ha scelto come tema l’Europa e il suo ruolo chiave nello sviluppo delle economie nazionali quale propulsore di crescita a fianco delle imprese di fronte alle sfide globali.

“Le elezioni europee sono un appuntamento essenziale per il nostro futuro, come cittadini, ma soprattutto come imprenditori, da qui una riflessione su come e quanto l’Europa può fare per l’artigianato e quanto le nostre imprese possono fare per l’Europa”, spiega il presidente Gianluca Cavion che ha aperto l’Assemblea ospitata in Fiera Vicenza dando il benvenuto alle colleghe e ai colleghi soci (oltre 700 le presenze), agli ospiti istituzionali, e rivolgendo un “sentito ringraziamento a tutto il Consiglio Direttivo per il costante impegno”.

Cavion ha ricordato inoltre i componenti della Giunta Esecutiva che quotidianamente presidiano i temi che toccano da vicino le imprese: Cristian Veller che è il vicepresidente e Roberta Cozza, Felice Baggio, Christian Malinverni, Riccardo Barbato e Ruggero Camerra.

“Dalla sede provinciale a quelle territoriali, siamo a disposizione di 14 mila imprese socie grazie alle competenze e alla professionalità di 400 collaboratori, guidati dal Direttore dell’Associazione Francesco Tibaldo. Anche a loro va un ringraziamento per quanto ogni giorno fanno per i nostri artigiani”, ha aggiunto il presidente.

Gianluca Cavion, presidente Confartigianato Imprese Vicenza

Allora eccoli i numeri degli artigiani: oltre 23 milioni di unità produttive tra Artigiani e Micro, Piccole e Medie imprese che rappresentano il 99,8% del totale delle aziende attive nei Paesi dell’Unione, generano oltre il 64% dei posti di lavoro e il 52% del valore aggiunto. L’Italia e il Vicentino non fanno eccezione come emerge dai dati elaborati dall’Ufficio Studi di Confartigianato: 98,9% la quota di micro e piccole imprese che occupano il 61% degli addetti totali. E a proposito Vicenza è in testa alla classifica nazionale per peso dell’occupazione manifatturiera. Terza invece per volumi di export, mentre si piazza al quinto posto per esportazioni verso l’Unione Europea che, con un totale di 11,5 miliardi di euro solo nel 2023, rappresenta la metà dell’export vicentino nel mondo.

“Le imprese artigiane rappresentano una ricchezza per i territori in cui operano, per il Paese e per l’Europa, contribuendo a creare, con il pagamento delle tasse, quei fondi che poi vanno a beneficio della collettività. Abbiamo perciò buone ragioni per rivolgere un appello ai candidati di tutte le forze politiche, affinché la prossima legislatura sia davvero l’occasione per una svolta, un cambio di marcia. Sappiamo bene infatti, quanto e come le normative europee impattino sempre più su ogni aspetto della nostra vita e delle nostre attività”, ha continuato Cavion.
“Il nostro Paese ha bisogno che le realtà produttive di minori dimensioni siano maggiormente al centro dell’agenda strategica ed economica dello Stato e dell’Europa”, ha aggiunto il presidente”.

“Vogliamo un’Europa e un’Italia ‘a misura’ di piccole imprese. Servono – ha ribadito il Presidente di Confartigianato Imprese Marco Granelli – politiche di sostegno del tessuto produttivo capaci di valorizzare i 4 milioni di artigiani italiani, micro e piccole imprese che nel nostro Paese esprimono l’eccellenza della tradizione manifatturiera e la spinta all’innovazione e hanno dimostrato di saper creare occupazione, benessere economico, coesione sociale. Queste aziende vanno poste al centro degli interventi per rilanciare la competitività, offrendo loro strumenti semplici ed efficaci per affrontare le grandi trasformazioni del mercato, cogliere le opportunità delle transizioni ecologica e digitale, contribuire alla costruzione di uno sviluppo sostenibile”.

Dalla futura Unione Europea Confartigianato si aspetta perciò un approccio normativo del tutto differente, proporzionato alle reali dimensioni anche delle imprese italiane.
“Va maggiormente sviluppato un modo di agire che parta dai contesti e dalle necessità reali, non più calando dall’alto misure e interventi che toccano pochi – ha proseguito Cavion-. Se vogliamo davvero mantenere in vita l’artigianato, le micro e piccole imprese vanno valorizzate e non ‘date per scontate’. Chi fa impresa è per definizione flessibile, compete sui mercati, insomma fa ogni giorno il proprio mestiere. Un lavoro quotidiano che non deve essere confuso con una ‘muta rassegnazione’ ma con la necessità di riempire spazi lasciati vuoti da leggi spesso confuse e inefficienti”.

Marco Granelli, presidente Confartigianato Imprese

Il presidente ha ricordato quanto “Le risorse che l’Europa mette a disposizione, cui si sommano misure messe in campo dagli attori a livello locale, ad esempio dalla Regione, o dalla Camera di Commercio, rappresentino altrettante occasioni di sviluppo. Spesso, però, la difficoltà per le piccole e medie imprese è venirne a conoscenza, intercettarle ed accedervi”.

Il tema, anche in questo ambito, rimane la burocrazia: 82,9% delle imprese, infatti, segnala l’elevata complessità delle procedure amministrative per l’accesso ai bandi europei (15,1 punti sopra la media Ue). Una semplificazione delle procedure (51,2%), un linguaggio semplice nei bandi e nella modulistica (33,9%), assistenza tecnica per l’accesso ai bandi (19,9%) spiccano tra le richieste delle imprese.
Da Confartigianato l’appello per uno sforzo più inclusivo e incisivo di questi processi, indispensabile in particolare per le imprese che operano nelle filiere produttive e nelle catene del valore, ad esempio automotive e fashion.

Dobbiamo prendere ad esempio da chi si è cimentato e ha avuto concreti vantaggi, come vedremo oggi in un video. Gli ambiti sono molteplici, dal miglioramento energetico, all’acquisto di macchinari, alle iniziative per l’export, senza perdere di vista gli aspetti relativi all’inclusione. Per questo ultimo fattore stiamo portando avanti assieme a partner del terzo settore e dell’università di Italia, Spagna e Romania il progetto europeo “Mind Inclusion 3.0”. Iniziativa che ha l’obiettivo di sostenere la cultura dell’attenzione rivolta a persone con disabilità intellettiva e fisica nei locali pubblici e privati.

Il presidente si è quindi soffermato sui temi operativi: “Per bandi e finanziamenti non vengano previste procedure di selezione inique e inefficienti come il click day. In Veneto questo metodo è stato superato, grazie anche alle azioni avanzate con forza da Confartigianato. Sempre come associazione di categoria, stiamo mettendo a fuoco ulteriori modalità per intensificare l’azione di comunicazione tempestiva rivolta ai soci: sia per promuovere i bandi, sia per spiegare quali e quanti siano adatti alle diverse realtà produttive. Un altro punto importante è la rendicontazione. Velocizziamo al massimo l’iter di erogazione delle risorse, chiedendo la documentazione minima indispensabile a comprovare l’avvenuta realizzazione delle attività e dell’investimento nel suo insieme”.

Da Vicenza quindi una proposta: nell’ambito degli stanziamenti per bandi pubblici prevedere più risorse dedicate agli ambiti specifici dell’artigianato o maggiormente a misura di piccola impresa.
“Dalla “nuova” Europa ci aspettiamo che si individuino gli strumenti e le misure migliori per finanziare l’innovazione e gli investimenti da parte di quella miriade di imprese che sono piccole per singola dimensione, ma non per valore complessivo, per capacità produttiva e occupazionale, per importanza sociale oltre che economica. Compito delle Associazioni come Confartigianato è quello di fare la differenza tra chi sa interpretare il nuovo in un’ottica di progetto complessivo, da qui a 15 anni, che guarda al futuro e chi si ferma al contingente”, ha concluso Cavion non senza ricordare prima quanto “il dialogo istituzionale con la Regione e i Comuni, per chi come noi fa rappresentanza territoriale, costituisce un motore fondamentale per lo sviluppo di soluzioni equilibrate. Come non può mancare il pieno coinvolgimento delle parti sociali nelle politiche economiche, in quelle del lavoro e di welfare, a tutti i livelli”.

“L’Europa è, ed è sempre stata, un’importante opportunità per lo sviluppo economico e imprenditoriale del paese. Sovente si sostiene che i bandi europei siano “tarati” per le imprese più strutturate e dunque che le imprese artigiane siano svantaggiate nell’accesso. Sicuramente una piccola impresa artigiana può incontrare difficoltà a redigere un progetto per un bando e a rendicontarlo adeguatamente – ha commentato Lucio Poma, capo economista di Nomisma-. Ma come abbiamo sentito oggi nel corso dell’Assemblea l’impresa artigiana però non è sola e, coadiuvata dall’Associazione, riesce, come mostrano gli esempi riportati, ad usufruire dei vantaggi dei bandi europei che le permettono di fare investimenti per allargare il mercato o per innovare le tecnologie. La triade Impresa-Associazione-Europa diventa una cruciale leva per lo sviluppo futuro: delle imprese artigiane, del tessuto economico e dell’economia regionale nel suo complesso”.

Lucio Poma (Capo economista Nomisma)

Dopo l’intervento di presidente Cavion, l’Assemblea è proseguita con un dibattito-intervista, moderato da Gianmarco Mancassola direttore di TVA Vicenza, prima con Luca Zaia, presidente della Regione Veneto, poi con Giacomo Possamai, Sindaco di Vicenza. A chiudere, una conversazione di Marino Smiderle, Direttore de Il Giornale di Vicenza, con Marco Granelli, presidente nazionale di Confartigianato Imprese.
A causa invece del protrarsi del Consiglio dei Ministri, il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, non è potuto intervenire (in video collegamento) all’Assemblea.

Gian Marco Mancassola (Direttore TVA Vicenza) e Luca Zaia (pres. Regione Veneto)
Giacomo Possamai, sindaco di Vicenza

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