Accordo di libero scambio UE-Mercosur ulteriore sviluppo negoziati

Ricordandovi che Confartigianato Imprese Vicenza ha aperto un desk a Bogotà in Colombia, paese associato al Mercosur, vi informiamo che nelle scorse settimane l’UE e il Mercosur appunto hanno trovato, dopo vent’anni dall’inizio dei negoziati, l’intesa sul testo dell’Accordo di libero scambio tra le due aree, che una volta in vigore porterà ad un significativo abbattimento delle barriere doganali tra i nostri paesi.
Come noto il Mercosur è il mercato comune dell’America meridionale. Ne fanno parte in qualità di Stati membri: Argentina, Brasile, Paraguay, Uruguay e Venezuela. Quest’ultimo non è tra i Paesi firmatari in quanto all’epoca del lancio dei negoziati non era ancora parte dell’organizzazione. I quattro paesi dell’Accordo rappresentano un mercato di circa 260 milioni di consumatori.
In particolare, i Paesi Mercosur dell’accordo liberalizzeranno completamente il 91% delle proprie importazioni dall’UE, che ammontano a 68 mld di euro, nel corso di un periodo di transizione che durerà 10 anni, tranne che per alcuni prodotti più sensibili per i quali la transizione verso la completa liberalizzazione avverrà in 15 anni. Dal canto suo l’UE, sempre nel corso di un periodo di transizione di 10 anni, esenterà dai dazi il 92% dei prodotti importati dai paesi Mercosur.
Per quanto riguarda i prodotti agricoli -che ad oggi subiscono l’imposizione di tariffe particolarmente elevate da parte dei paesi Mercosur – si avrà l’eliminazione progressiva dei dazi per il 93% delle linee tariffarie dell’export agroalimentare UE, pari al 95% del valore delle esportazioni europee del settore. Da parte sua, l’Unione europea procederà con la liberalizzazione dell’82% delle importazioni agricole dai paesi Mercosur, mentre una porzione più limitata di prodotti “sensibili” saranno sottoposti a impegni di liberalizzazione parziale.
Nel complesso si stima a quota 4 miliardi il risparmio annuale complessivo in dazi doganali di cui godranno le imprese europee che esportano nei paesi Mercosur, rendendo l’intesa raggiunta a fine giugno il più grande accordo commerciale mai negoziato dall’UE.
La cancellazione dei dazi darà alle imprese europee anche una serie di vantaggi competitivi rispetto ai concorrenti provenienti da altre parti del mondo e che non beneficiano delle agevolazioni previste dall’accordo tra UE e Mercosur.
Oltre all’eliminazione delle tariffe doganali, il settore agroalimentare godrà anche della tutela sui mercati di Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay di 355 DOP e IGP di cui 57 italiane, in particolare: il prosciutto di Parma; lo speck tirolese austriaco, il formaggio francese di Herve.
Ciò significa che, una volta entrato in vigore l’accordo, l’utilizzo dei termini legati a DOP e IGP per prodotti che non hanno tali qualifiche sarà vietato, così come lo saranno espressioni quali “del tipo”, “in stile”, “simili”. L’accordo inoltre garantisce la protezione dall’uso falsato di simboli, bandiere o immagini che suggeriscano una “falsa” origine geografica del prodotto.
In alcuni casi, UE e Mercosur hanno concordato un periodo di transizione per permettere ai produttori locali di cessare l’utilizzo del nome in un determinato lasso di tempo, mentre alcuni marchi preesistenti coesisteranno con le IGP.
Da parte sua l’UE proteggerà 220 IGP provenienti dai Paesi Mercosur.
Entrambi gli elenchi sono aperti e potranno essere integrati con ulteriori prodotti.
Per la prima volta l’UE e i paesi Mercosur avranno un quadro strutturato per affrontare e risolvere i problemi legali connessi a tutti gli ambiti della proprietà intellettuale: copyright, marchi, brevetti e design industriale.
Questo comprenderà anche un set completo di regole e procedure per la tutela dei segreti industriali e commerciali, così come una serie di disposizioni per il rafforzamento del diritto civile e amministrativo in materia di proprietà intellettuale.
Sempre sul fronte dell’export, una volta entrato in vigore l’accordo, per le imprese sarà più semplice esportare grazie allo snellimento delle pratiche doganali e ad una armonizzazione dei regolamenti e degli standard tecnici.
L’accordo con il Mercosur non cambierà nulla in materia di rispetto delle leggi e standard europei inerenti gli alimenti. L’accordo, inoltre, riafferma che resta in vigore il “principio precauzionale”, garantendo a entrambe le parti la possibilità di adottare misure per proteggere la salute umana, animale e vegetale, inclusi i casi in cui le conclusioni scientifiche non siano ancora definitive.
Alla luce di ciò tutti i prodotti che arriveranno nel mercato europeo dovranno rispettare gli standard UE, in modo particolare per quanto attiene la sicurezza alimentare.
Per quanto riguarda il settore dei servizi e creazione di imprese, si ricorda che i paesi Mercosur hanno finora garantito un accesso limitato al settore dei servizi da parte di imprese provenienti da altri paesi WTO (Organizzazione mondiale del commercio). Con la firma dell’accordo, invece, questa resistenza all’accesso di aziende europee di settori come le telecomunicazioni, i servizi finanziari e quelli dei trasporti, sarà eliminata. Contemporaneamente saranno rese più ampie ed efficaci la certezza del diritto e la garanzia, per le imprese UE, di giocare ad armi pari con le aziende locali.
Grazie all’accordo, le imprese europee potranno accedere senza particolari problemi alle gare d’appalto promosse dagli enti pubblici dei paesi Mercosur.
Si tratta di un considerevole passo in avanti, se si tiene conto che ad oggi questo mercato è per lo più precluso alle aziende dei paesi UE, dato che Argentina, Brasile, Uruguay e Paraguay non fanno parte dell’Accordo plurilaterale sul government procurement, non permettendo pertanto ad imprese di paesi terzi di accedere ai propri tender.
Ad oggi la presenza di piccole e medie imprese europee operanti nei mercati Mercosur è notevolmente limitata. Alla base vi sono una pluralità di fattori che, oltre ai dazi doganali, includono una carenza di informazioni sul quadro regolatorio che consente di esportare e sulle procedure da seguire.
Con l’accordo i due blocchi metteranno in piedi una piattaforma informatica che darà informazioni sui requisiti di accesso al mercato.

DOCUMENTAZIONE

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