Il progetto “Era solo una battuta” vince il Digital Tech Warriors, primo hackathon del Veneto dedicato a nuovi strumenti per contrastare la violenza sulle donne
Alla fine di 36ore ininterrotte di lavoro è stato il progetto “Era solo una battuta” a vincere il 1° Premio, assegnato congiuntamente dalla Giuria Tecnico-Scientifica e dalla Giuria Socio-Economica/Civica, del Digital Tech Warriors, primo hackathon del Veneto dedicato a nuovi strumenti per contrastare la violenza sulle donne. Un evento promosso dal Movimento Donne Impresa e Digital Innovation Hub di Confartigianato Vicenza e Cre-Ta. Iniziativa che ha visto il patrocinio del Comune di Vicenza, Università di Padova, Confartigianato ICT Nazionale e dei progetti europei URBACT e UNIDAS4EU, e al quale hanno contribuito la Camera di Commercio di Vicenza, FITT Spa e Fidi Nordest.
La sfida è andata in scena all’Ex Centrale del Latte cittadina (rinominata La Centrale) e ha visto 71 partecipanti non solo di Vicenza e provincia. Da altre città sono infatti arrivati in 14, in 3 da altre regioni, con un gruppo di 5 giunto appositamente dalla Slovenia. Quanto all’età il range andava dai 15 ai 66 anni, con una numerosa rappresentanza di studenti (65, di cui 44 dalle scuole secondarie di secondo grado). Accanto a loro imprenditori, consulenti, sviluppatori, imprenditori, ma anche un istruttore sportivo e una docente. Suddivisi in squadre, alcune già ‘pronte’ altre formate all’arrivo, i partecipanti hanno seguito nella prima parte dell’hackathon gli ispirational talk, per trarre spunto e idee di progetto, di alcuni esperti.
Al termine, si sono formati 13 team multidisciplinari e di diverse età che dovevano selezionare una sfida relativa alla parità di genere legata a nove tematiche: Tecnologia senza stereotipi; Le parole costruiscono la realtà; Comprendere le relazioni: Quanto costa davvero una scelta?; Rendere visibili le disparità sul lavoro; Essere al tavolo non basta; La città vista da chi la attraversa; Conoscere il proprio corpo senza tabù; La cura è una responsabilità condivisa.
I team si sono messi quindi al lavoro potendo contare sul supporto di facilitatori e mentor pronti nel momento in cui fossero sorti dubbi o difficoltà.
Al termine, i progetti sono stati giudicati da una Giuria Tecnico -Scientifica e da una Giuria Socio-Economica/Civica. Ne facevano parte Enza Spadoni, Responsabile Trasferimento Tecnologico per Artes 4.0; Eleonora Di Maria, Professoressa Ordinaria di Economia e gestione delle imprese all’Università di Padova e Presidente del Consiglio di Gestione di SMACT; Fabio Cerisara, presidente regionale ICT Confartigianato Imprese Veneto; Pietro Ferrara professore associato Università Cà Foscari di Venezia; Matteo De Franceschi e Stefano Giusto, di FITT Spa; Isabella Sala, vicesindaca del Comune di Vicenza; Sabrina Pozza, presidente del Movimento Donne Impresa di Confartigianato Vicenza; Francesco Gatto, presidente del Centro di Competenza Finance di Cuoa Business School; Carlotta Andracco, Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Vicenza.
Come detto alla fine è stato il progetto “Era solo una battuta” a convincere le due giurie e quindi a conquistare il Primo Premio, ovvero un buono viaggio da 2mila euro e 300 punti Open SMACT da utilizzare sulla piattaforma di Open Innovation SMACT per riscattare i reward disponibili. La squadra vincitrice “NoAge”, formata da Andrea Ammendola, Damiano Loreggian, Francesco Andreazza e Matteo Da Franceschi dell’ ITIS Rossi più Luigi Sorteni (66 anni, veneziano, pensionato, istruttore di judo e performer teatrale, un passato nelle risorse umane) ha presentato un videogioco narrativo rivolto agli studenti delle scuole medie (11-14 anni). Il progetto parte dall’idea che gli stereotipi di genere non nascono sempre da cattive intenzioni, ma da frasi («te la sei cercata», «fai l’uomo», «era solo una battuta») che, ripetute ogni giorno, diventano regole non scritte. Il gioco racconta una giornata di Gianni: in ogni scena si sceglie tra tre risposte e si vedono subito le conseguenze; ogni errore sblocca una voce nella galleria dei FAIL e una modalità a tempo rivela le frasi che escono d’istinto. Pensato per un’ora di lezione con un proiettore e senza preparazione, permette di sbagliare senza giudizio e di discuterne in classe. Testato su alcuni presenti all’hackthon funziona anche offline e non raccoglie dati personali. Prossimi passi: schede per i docenti, statistiche anonime e frasi proposte dagli studenti.
Per l’integrabilità con altre tecnologie, la complessità algoritmica e la parte di coinvolgimento attivo della community, il progetto “Friendlyzone” si è aggiudicato invece il Premio Tech Innovation assegnato dalla Giuria Tecnico-Scientifica che ne ha valutato in particolare innovazione, qualità della soluzione e potenziale tecnologico. Realizzato dalla squadra “AI can do it”, formata dagli studenti universitari Alberto Paolozzi, Filippo Pizzo, Kacper Rolfini, e Pietro Toffanin dell’ITS Academy Mario Volpato, “Friendlyzone” è una mappa della sicurezza percepita di Vicenza. Molte persone, la sera, scelgono la strada in base a quanto si sentono tranquille, ma il Comune non ha dati su questa percezione. Ognuna delle 13.728 strade pedonali riceve un punteggio da 0 a 100, calcolato da dodici fattori presi da dati pubblici (luce, presenza di persone, negozi aperti, vie d’uscita) e adattato all’ora e al profilo dell’utente. Le segnalazioni anonime aggiornano la mappa dove i dati pubblici non arrivano. Il punteggio stima la percezione, non la sicurezza reale. Chi cammina riceve un percorso alternativo, un tasto SOS e la condivisione della posizione; il Comune vede le priorità di intervento strada per strada. Il progetto nasce dalle lacune indicate dal SIT e dalla vice sindaca. L’app è gratuita, senza pubblicità e non vende dati; si finanzia con il crowdfunding e, in seguito, con partner privati.”
Ai vincitori sono stati consegnati 3mesi di Piano Pro ElevenLabs per ciascun componente del team, voucher Shellrent, voucher esperienziale VIART, per scoprire le eccellenze dell’artigianato vicentino.
Per quanto invece in merito al Premio Social Impact, assegnato dalla Giuria Socio-Economica, per progetto con il maggiore potenziale di impatto sociale e capacità di generare valore per le persone e la comunità, ha spiccato “WeBalance” del gruppo “Work life Warriors”. “Per il bel lavoro di analisi iniziale, sviluppando uno strumento concretizzabile e molto pratico, tema conciliazione vita-lavoro che viene affrontato sia dal punto delle aziende che dei dipendenti”, questa la motivazione.
Il progetto prova a trovare una soluzione per conciliare vita e lavoro. Nasce proprio da qui l’applicazione “WeBalance”, che permette ai lavoratori di trovare il lavoro più adatto a loro in base alle proprie esigenze, come ad esempio la possibilità di smart working oppure del car sharing”. Al team, formato da Giulia Souto, consulente del lavoro, Ivan Placido Meneghini, Tudor Zaporojanu e Sara Ghiotto dell’ITIS Rossi con
Linda Amrouche, del Liceo Artistico Boscardin, è stato consegnato un buono Amazon del valore di 1.000euro e un Master Pass for a Day CUOA.
Menzione Speciale miglior uso servizi ElevenLabs per gli studenti Alessandro Falcari, Giovanni Peruzzi, Giovanni Tognetti, Leonardo Signorin, Sebastiano Priante e Nirbhayjot Singh tutti dell’ITIS Rossi.
Per le idee progettuali più ambiziose uscite da questa esperienza ARTES 4.0 offrirà inoltre i propri servizi di orientamento e mentoring, anche con il supporto di specialisti di Venture Capital, con l’obiettivo di favorire e stimolare l’incontro tra idee e opportunità di innovazione o nuove e qualificate progettualità.
Sponsor dell’iniziativa: Comune di Vicenza, FITT, Fidi Nordest, IIElevendLabs, Consorzio Caem, Magis Energia, Shellrent. Nella rete che ha ideato e promosso il progetto figurano: Cuoa Business School, SMACT Compentece Center, Artes4woman, Amploom transforming experience, Punto Impresa Digitale, Donna Chiama Donna, Illustri, Women for freedom, Autodifesa Ironica, Idea Azione, Confartigianato Veneto.
Comunicato 124
