Nel I semestre 2026 cresce l’export manifatturiero vicentino: +2,3% rispetto allo stesso periodo del 2025. Permangono le difficoltà sui mercati extra UE. Cavion: «Segnali di leggera ripresa per Moda e Meccanica»
In attesa di capire come si svilupperanno gli scenari di politica internazionale e quali saranno le scelte della Manovra per il 2027, dall’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Vicenza arriva un dato positivo. E’ quello relativo all’export manifatturiero vicentinoche nei primi sei mesi del 2026 segna un incremento in valore del +2,3% (per un totale di 11.443 milioni di euro) rispetto allo stesso periodo del 2025 (11.185 milioni di euro).
Guardando alla dinamica trimestrale delle esportazioni manifatturiere vicentine si rileva che la crescita della prima metà del 2026 si è concentrata in particolare nel II trimestre che ha segnato un +6,8% tendenziale, mentre nel I trimestre 2026 si era registrato un calo del -2,2% rispetto al I trimestre 2025.
I settori a maggior concentrazione di micro e piccole imprese, che rappresentano il 43,6% dell’export manifatturiero vicentino, crescono dell’1,9% nei primi sei mesi del 2026. E crescono in particolare prodotti orafi e altre manifatture (+6,3%), prodotti tessili (+5,6%), e articoli in pelle (+2,4%), calano invece le esportazioni di prodotti alimentari (-6,8%) e mobili (-6,4%).
« La crescita, è bene precisare, non è riconducibile esclusivamente alla componente orafa: anche al netto dell’export di oro, che cresce del 6,3%, infatti l’export manifatturiero vicentino registra un incremento dell’1,8%», precisa il presidente di Confartigianato Imprese Vicenza, Gianluca Cavion. «Vale la pena di evidenziare anche il ritorno in positivo della dinamica delle esportazioni della Moda (che comprende abbigliamento, pelle e tessili) e della Meccanica, due settori importanti percomparto manifatturiero vicentino e che negli ultimi 4 anni hanno attraverso una fase di profonda frenata dovuta a molteplici fattori economici e geopolitici – continua Cavion-. Settori che ora, nei primi sei mesi de 2026 hanno il segno più davanti: l’export del settore Moda cresce del 2,2% rispetto allo stesso periodo del 2025, la Meccanica registra un +0,5% rispetto allo stesso periodo».
Quanto alle destinazioni del Made in Vicenza, si rileva un maggiore dinamismo sui mercati europei che crescono del +3,8% rispetto al I semestre 2025, mentre la crescita sui mercati extra UE si ferma al +0,7% (in miglioramento rispetto al -1,9% del 2025).
«Sui mercati extra europei pesano ancora le questioni geopolitiche, anche se con effetti più attenuati: l’export verso gli Stati Uniti è in calo del 2,3% nei primi sei mesi del 2026, dopo il -16,3% registrato nel I trimestre 2026. Le vendite verso gli Emirati Arabi Uniti, per ovvie ragioni, segnano una contrazione nel 13,9%, influenzata dal crollo del 26,8% registrato nel I trimestre 2026. La dinamica espansiva sui mercati europei, invece, è determinata dalla crescita dell’export verso Svizzera (+28,6%, spiegata da un raddoppio dell’export di prodotti chimici), Spagna (+11,4%), Belgio (+8,8%), Austria (+8,0%), Paesi Bassi (+4,1%) e Germania (+4,0%)», aggiunge Cavion.
In merito agli Stati Uniti complessivamente, nel periodo post dazi, si rileva un peggioramento della dinamica delle esportazioni manifatturiere vicentine anche se, in questo contesto, si rileva una dinamica espansiva, invece, per i settori a maggior concentrazione di micro e piccole imprese: nei 9 mesi successivi ai dazi si è registrata una crescita delle vendite del +14,8%, grazie soprattutto alla ripresa dei prodotti orafi e altre manifatture (+27,7%) e a una espansione del comparto moda (+6,2%).
Quanto al Medio Oriente i dati trimestrali osservano che la flessione è avvenuta durante il I trimestre 2026, quindi dopo lo scoppio del conflitto avvenuto il 28 febbraio scorso: infatti, nel I trimestre le vendite di prodotti manifatturieri vicentini registrano una diminuzione del 25,9% rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre nel II trimestre la situazione sembra stabilizzarsi e il calo si attesta al -2,4%. In controtendenza, invece, l’export di prodotti di metallurgia raddoppiato (+97,6%) durante la prima metà del 2026.
«Nell’attuale contesto internazionale caratterizzato da un profondo dinamismo Confartigianato si muove in due direzioni: consolidare il mercato ‘tradizionale’ e trovare nuove opportunità commerciali. Per questo nei prossimi mesi ci concentreremo su iniziative in Corea, Cina, Dubai e Vietnam, proprio nell’ottica di accompagnare le imprese nella diversificazione dei mercati, come strategia per mantenere in positivo le esportazioni», conclude Cavion.
Comunicato 113
