Autotrasporto veneto al limite
“Costi imprevedibili, servizi a rischio. il settore verso il punto di rottura”. Sabato 11 Aprile assemblea pubblica regionale
Il sistema dell’autotrasporto veneto è arrivato a un punto critico. Le principali associazioni di rappresentanza del comparto – Confartigianato Trasporti Veneto, FAI Veneto e CNA Fita Veneto – chiamano a raccolta tutte le imprese della regione per un confronto pubblico, aperto anche ai giornalisti, su una crisi che non è più gestibile con interventi tampone.
L’appuntamento è per sabato 11 aprile alle ore 10.00 al Crowne Plaza di Padova (Via Po, 197, Limena PD). Negli ultimi mesi, il settore sta affrontando una tempesta perfetta: aumento dei costi operativi ormai fuori controllo, rapporti sempre più tesi con la committenza, margini talvolta ridotti all’osso e una volatilità dei prezzi che rende impossibile qualsiasi pianificazione nel medio periodo. A pesare in modo determinante è il costo del carburante: dall’inizio del conflitto in Medio Oriente, il prezzo del gasolio è cresciuto del +34% nell’extra-rete, mentre alla pompa è cresciuto, nonostante i 20 cent di riduzione, di un +17% tra mese e mese, ad oggi (Aprile) del 23%, generando un aggravio per le imprese di decine di milioni di euro al mese e di centinaia di milioni di euro l’anno. Un impatto enorme per un settore in cui il carburante rappresentava prima della crisi circa il 20% dei costi aziendali, ma che oggi si aggira tra il 35% e il 40% per le imprese di autotrasporto, seconda voce più rilevante dopo il personale.
“Non possiamo più permetterci di procedere giorno per giorno, rincorrendo le cifre sui tabelloni dei distributori che sembrano impazzite con l’ulteriore problema che le forniture alle imprese sono diventate ancora più esose rispetto ai prezzi alla pompa– sottolineano le associazioni. Gli interventi tampone possono dare sollievo nell’immediato, ma rischiano di trasformarsi in semplici palliativi o addirittura alimentare la confusione negli operatori. Il tempo della gestione emergenziale deve lasciare spazio a una visione strategica”. Per le categorie di trasporto “di fronte a uno scenario così complesso, è necessario costruire una strategia di respiro europeo. Serve un piano condiviso tra i Paesi dell’Unione, un ‘ombrello’ automatico capace di attivarsi nelle fasi di crisi per evitare che le imprese restino esposte a un’incertezza permanente. Le emergenze non sono più eccezioni: sono diventate la normalità”.
L’assemblea rappresenta un messaggio importante per il settore: un invito esplicito all’unità delle imprese, chiamate a condividere criticità, idee e proposte operative, con l’obiettivo di definire una linea comune da portare al Governo. Perché, questa volta, il rischio non è solo economico: è la tenuta stessa di un comparto essenziale per il funzionamento dell’intero sistema produttivo. Tra le richieste: un immediato stanziamento di reali risorse esclusive per il settore autotrasporto adeguate a ristorare le perdite subite, comprese quelle previste dal Decreto-Legge 18 marzo 2026 n. 33, sospensione e differimento dei versamenti contributivi e fiscali per garantire la liquidità nonché il ripristino della carbon tax così come garantita sino al 18 marzo, garanzia di intervento nei confronti di comprovate violazioni delle norme sui costi della sicurezza nei confronti dei committenti e speculatori. Questa la base minima per garantire la regolare continuità dei servizi di trasporto e sostenere il comparto dell’autotrasporto in profonda crisi.