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Export manifatturiero vicentino nel 2025 in leggero calo (-0,6% rispetto al 2024) Cavion: “Conflitti nuovi e vecchi, dall’esito imprevedibile e incerto, costi energetici, politiche poco chiare e poco lungimiranti, frenano le imprese”

Sebbene in miglioramento rispetto al -1,7% registrato nel 2024, nel 2025 l’export manifatturiero vicentino scende a 22 miliardi 203 milioni di euro, con una leggera contrazione dello 0,6% rispetto all’anno precedente. Una dinamica simile al livello regionale dove nell’ultimo anno si rileva un calo dell’export manifatturiero pari a -0,9%, variazione dimezzata rispetto al -1,8% registrato nel 2024.

A livello settoriale si rileva una maggior tenuta dei comparti a maggior concentrazione di micro e piccole imprese che segnano un -0,3% rispetto all’anno precedente, in miglioramento rispetto al -1,1% registrato nel 2024, mentre gli altri settori manifatturieri segnano un -0,9%, flessione dimezzata rispetto al -2,2% del 2024.

Calano le esportazioni di Computer e prodotti di elettronica e ottica (-21,9%, pari a -123 milioni di euro), Articoli in pelle (-5,4%, pari a -138 milioni di euro), Articoli di abbigliamento (-5,3%, pari a -57 milioni di euro) e Mobili (-4,5%, pari a -24 milioni di euro). A contenere la contrazione delle vendite all’estero del made in Vicenza ci sono i

Prodotti orafi e altre manifattureche nel 2025 crescono del +5,8% (pari a +154 milioni di euro), Autoveicoli, rimorchi e semirimorchi (+15,5%, pari a +39 milioni), Prodotti alimentari (+4,9%, pari a +47 milioni), Prodotti chimici (+1,4%, pari a +15 milioni), Apparecchiature elettriche e non per uso domestico(+1,3%, pari a +28 milioni).

Se nel 2024 i mercati europei mostravano una contrazione dell’export pari -4,8%, nel 2025 rilevano una ripresa con un aumento dello 0,7%, mentre, i mercati extra UE che nel 2024 registravano una crescita, nel 2025 mostrano un calo dell’export pari a -1,9%.

Le flessioni più intense dell’export manifatturiero vicentino si osservano verso Turchia (-17,0%, -123 milioni di euro) che ritorna ai livelli del 2023, Cina(-16,5%, -89 milioni), Repubblica Ceca (-10,4%, -47 milioni), Regno Unito (-5,1%, -45 milioni) e Stati Uniti d’America (-3,4%, -74 milioni di euro). Sulla dinamica verso il mercato statunitense incide soprattutto la forte contrazione del settore della Meccanica che registra un calo del -5,6%, pari a -48 milioni di euro, e spiega i due terzi (65,2%) della flessione dell’export verso gli USA.

Non mancano i mercati in forte espansione come, ad esempio, Emirati Arabi Uniti (+23,9%, pari a +129 milioni di euro), Polonia (+8,4%, +64 milioni), Austria (+5,6%, +26 milioni), Svizzera (+5,2%, +37 milioni) e Spagna (+3,0%, pari a +31 milioni di euro).

Per quanto riguarda i primi 3 partner commerciali di Vicenza, Germania, USA e Francia, si registra un calo dell’export 2025 più contenuto però rispetto al 2024: la contrazione dell’export verso il mercato tedesco segna nel 2025 un -0,4% (-10,6% nel 2024); la Francia si registra un -0,5% (-2,4% nel 2024); gli Stati Uniti d’America registrano un -3,4% nel 2025 (-5,0% nel 2024).

Le turbolenze geopolitiche degli ultimi 4 anni modificano il peso dei principali mercati del made in Italy. Nel complesso emerge uno spostamento dell’export vicentino verso mercati extra-UE la cui quota sul totale export cresce di 0,5 punti percentuali dal 2021, con una maggiore presenza nel Medio Oriente (+1,9 p. p.) e in Asia (+1,8 p.p.), a fronte di un indebolimento nei tradizionali sbocchi continentali.

A livello vicentino, valutando le quote dei mercati sul totale export manifatturiero, tra il 2021 e il 2025 i mercati che si avvicinano di più alle imprese vicentine sono Emirati Arabi Uniti (+1,4 punti percentuali) e la Turchia (+1,0 p.p.), seguiti da Spagna (+0,8 p.p.), Stati Uniti d’America (+0,5 p.p.) e Paesi Bassi (+0,4 p.p.). Al contrario, si allontanano Svizzera (-1,7 p.p.), Russia (-1,1 p.p.) e il principale partner europeo, la Germania (-1,4 p.p.), oltre a Regno Unito (-0,7 p.p.) e Cina (-0,6 p.p.).

E proprio sul Medio Oriente si concentra l’attenzione con il conflitto in un’area strategica per l’economia italiana e per la fornitura di commodities energetiche e per le vendite del made in Italy.

“Viviamo in un contesto in continuo mutamento con situazioni difficili da prevedere e dagli sviluppi ed esiti incerti. Basti pensare alla questione dazi, ai nuovi conflitti che si sommano ad altre crisi fuori e dentro l’Europa che ancora non trovano soluzione. Il risultato per le imprese è una reale difficoltà di pianificazione. Con i costi dell’energia in continua risalita, aree geografiche che vanno verso produzioni specializzate, Paesi che detengono materie prime fondamentale per le nostre aziende e che possono decidere le sorti di un settore o dell’altro, non è facile per un’impresa districarsi – commenta il presidente di Confartigianato Imprese Vicenza, Gianluca Cavion-. Va detto anche che l’introduzione dell’Intelligenza Artificiale sta incidendo molto su settori in cui le tecnologie fanno la differenza, e accedere a certo tipo di tecnologie non è per tutti, servono investimenti importanti e figure con competenze adeguate. Se a ciò si aggiungono politiche e misure spesso poco chiare o lungimiranti, come il caso del Conto Termico 3.0. o Piano 5.0, che credano incertezza e rallentamento negli investimenti, non c’è da stupirsi che le imprese si trovino a dir poco disorientate”.
“In questo momento quindi bisogna esplorare ogni tipo di mercato e puntare ancor di più su quello europeo a noi più congeniale. Soluzioni facili, ma questo gli artigiani lo sanno da sempre, non ci sono. Come Confartigianato possiamo però affiancare le imprese per capire dove e come meglio possono esportare”, conclude Cavion.

Comunicato 32