Conoscere per programmare
Incontro sulla situazione socio economica del mondo del lavoro vicentino promosso dal Forum per il Lavoro e la Formazione del Comune di Vicenza con CCIAA di Vicenza e Veneto Lavoro
All’incontro promosso dal Forum per il Lavoro e la Formazione del Comune di Vicenza con CCIAA di Vicenza e Veneto Lavoro, Giorgio Xoccato, Presidente della CCIAA di Vicenza, ha evidenziato alcuni importanti aspetti dell’attuale situazione economica che possono influire anche sugli andamenti del lavoro nel vicentino, quali la complessa situazione di transizione energetica e politica in atto, la chiusura dei piani del PNRR, la profonda crisi demografica – “inverno demografico”, gli alti livelli di cassa integrazione. È stato anche evidenziato però che la base occupazionale è solida e nel 2025, nel nostro territorio, sono state cofinanziate iniziative per neo imprenditori con un bando dedicato, ed è stato inoltre realizzato il Progetto VITA – Vicenza Inclusiva, Tutela e Attivazione per l’Occupabilità (progetto dedicato a persone di diverse fasce di età, provenienti da contesti diversi, con l’obiettivo di raggiungere una maggiore inclusione sociale dei destinatari, un incremento delle loro competenze e delle opportunità lavorative e la creazione di una rete territoriale forte e collaborativa che garantisca la continuità e l’efficacia delle iniziative anche dopo la conclusione del progetto).
In seguito ha preso la parola Tiziano Barone, Direttore di Veneto Lavoro, sottolineando che, a fronte di un’economia vicentina resiliente più di altre (soprattutto nell’ambito del ramo manifatturiero), il problema che si verificherà nel prossimo quinquennio sarà quello della mancanza di risorse umane in età lavorativa. I fattori utili che andranno maggiormente percorsi per risolvere questa difficoltà saranno quelli di far aumentare i livelli di occupazione femminile e gli stranieri non dovranno più essere un’eccezione inserita nel mondo produttivo. Si dovrà puntare all’integrazione, incrementando le risorse coinvolte che dovranno avere sia competenza digitale oltre che linguistica. Gli strumenti già esistono, oggi si vive in una stagione più semplice che nel passato: i progetti e gli assegni per la formazione e per l’accompagnamento al lavoro sono azioni utili e di efficace integrazione lavorativa.
Diego Rebesco della CCIAA ha illustrato l’elaborazione dei dati socio economici della provincia e del comune segnalando che nel 2025 in comune a Vicenza le società di capitale sono il 45,5% mentre in provincia il 34,6%, le imprese femminili il 20,6% in comune mentre il 20% in provincia. Evidenzia però che la densità imprenditoriale è maggiore in provincia, infatti il numero di unità locali nel comune di Vicenza sono 15.328 mentre in provincia 97.817 con un’occupazione di 54.917 addetti nel comune di Vicenza e di 357.699 in provincia. Nell’ultimo decennio si registra una crescita limitata ma positiva in provincia mentre nel comune di Vicenza il dato è in leggera flessione.
I settori che hanno manifestato il maggior incremento all’occupazione sono quelli che riguardano il supporto alle imprese, l’alloggio e la ristorazione, le costruzioni e le attività professionali.
I profili più introvabili sono quelli dei medici, gli specialisti nelle scienze della vita, gli operai manutentori, i costruttori di utensili, gli operai di costruzioni.
Gli indirizzi di studio più richiesti sono quelli in campo economico, nell’ingegneristica, nell’amministrazione, nella finanza e nel marketing.
Nel comune di Vicenza si registrano107 partecipate da 112 soggetti esteri diversi. Nella provincia di Vicenza invece le partecipate estere che occupano 16.884 addetti sono 419.
Letizia Bertazzon dell’Osservatorio Regionale di Veneto Lavoro ha evidenziato che, per quanto riguarda le dinamiche del lavoro, nel periodo post pandemico si è registrata una crescita occupazionale mai rilevata e livelli di disoccupazione frizionali – la disoccupazione frizionale rappresenta una forma temporanea e naturale di disoccupazione che si verifica quando i lavoratori lasciano un impiego per cercarne un altro, o quando entrano nel mercato del lavoro per la prima volta. È una fase di transizione dovuta al tempo necessario per far coincidere domanda e offerta di lavoro, considerata ineliminabile.
La crescita dell’occupazione è altresì vista con un po’ di scetticismo perché avviene in un contesto di debolezza economica, nonostante alcuni segnali di rafforzamento della partecipazione regolare al mercato del lavoro e una progressiva riduzione delle forze di lavoro.
Dal 2015 ad oggi il rafforzamento delle domanda di lavoro è stata predominante in provincia in particolar modo nel settore del terziario. Nella città di Vicenza il settore terziario ha attirato un numero elevato di lavoratori residenti al di fuori del territorio cittadino, infatti si registra un +16% (dato dal 2011 al 2021).
Risulta evidente anche che, nel mercato del lavoro odierno, ci sono sempre meno giovani e più anziani. Ciò è il risultato dell’allungamento delle carriere e si osserva un recente fenomeno denominato “return to work” e che vede molti lavoratori che rientrano al lavoro dopo il pensionamento. Questo è un cambio di paradigma molto importante in quanto il pensionamento, sempre più di frequente, non viene più concepito come interruzione del rapporto di lavoro bensì una tappa del percorso lavorativo.
È stato messo in luce inoltre che gli imprenditori hanno mediamente un’età compresa tra i 50 e i 69 anni ed è sempre più necessario attuare quelle politiche per il ricambio generazionale in azienda che mirino a garantire la continuità operativa e l’innovazione attraverso il passaggio di testimone, spesso gestito tramite patti di famiglia, trust, donazioni d’azienda e incentivi per i giovani.
Lisa Lora, del Centro per l’impiego, si è soffermata sulle categorie cosiddette “fragili” in rapporto al mondo del lavoro evidenziando che, spesso, il tema della conciliazione è preponderante nella scelta del lavoro in ambito femminile e deve esserci quindi maggior integrazione tra bisogno sanitario e bisogno sociale, inoltre le donne che si rivolgono al CPI con più di 50 anni di età necessitano di una risposta più complessa perché nella maggior parte dei casi sono profili di alta qualifica. Mentre i giovani (non inseriti in nessun percorso, i cosiddetti “NEET”) seppur non numericamente significativi, sono portatori di un disagio crescente. Di circa un migliaio di NEET molti di questi sono inseriti in una politica attiva (iniziative, programmi e servizi promossi da istituzioni pubbliche e soggetti accreditati per favorire l’inserimento o il reinserimento di disoccupati, giovani e lavoratori svantaggiati nel mercato del lavoro).
In conclusione la Vicesindaco del Comune di Vicenza Isabella Sala ha sottolineato che, partendo dalle analisi sui fabbisogni, si sarà in grado di mettere a terra dei percorsi per dare specifiche risposte, azioni mirate a tutti sul nostro territorio.
All’incontro per Confartigianato Vicenza erano presenti la Presidente del Movimento Donne Impresa Sabrina Pozza, il Segretario dell’Area di Vicenza Alessandra Matteazzi, Carlotta Andracco Responsabile Ufficio Studi, Laura Tromben Responsabile Provinciale Area Lavoro Gestione Aziendale Risorse Umane.