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Oro. Nei primi nove mesi del 2025 l’export cresce del 5,8% (in termine di valori) trainato dai mercati europei che segnano un +20%. Cala l’occupazione. Marangon: “Fondamentale adattarsi ai nuovi mercati e investire sui giovani talenti”

VicenzaOro January, in scena in Fiera a Vicenza dal 16 al 20 gennaio, rappresenta il primo importante appuntamento dell’anno per il comparto orafo vicentino per capire come potrà evolvere il mercato nel medio e lungo periodo. Per quanto riguarda il mondo dell’artigianato, il settore Orafo vicentino, a settembre 2025, conta 601 imprese che occupano 4.932 addetti. Di queste 347 imprese sono artigiane, con una incidenza dell’artigianato pari al 57,7%, e danno lavoro a 1.497 addetti, quasi un terzo dell’occupazione del settore (30,4%).

Imprese caratterizzate da una dimensione media più che doppia rispetto alla media nazionale, sia per quanto riguarda il totale del settore (8,2 addetti per impresa a fronte del 3,6 nazionale) che il comparto artigiano (4,3 contro la media nazionale del 2,1 addetto per impresa). Il settore presenta una marcata specializzazione distrettuale, con una forte concentrazione nelle province di Arezzo, Vicenza e Alessandria che complessivamente rappresentano i tre quarti (74,7%) delle vendite italiane all’estero del comparto negli ultimi 12 mesi (ottobre 2024-settembre 2025).

In merito alle esportazioni le analisi dell’Ufficio Studi dicono che negli ultimi dodici mesi (ottobre 2024-settembre 2025) Vicenza ha esportato prodotti orafi per 2.599 milioni di euro. Nel dettaglio, i dati relativi ai primi nove mesi del 2025 mostrano una crescita dell’export orafo vicentino del 5,8% sullo stesso periodo del 2024, in rallentamento rispetto al +14,9% registrato nel 2024, ma in controtendenza rispetto alla contrazione nazionale del -14,7%, dovuta al crollo delle vendite di Arezzo (-31,7%).

Tra i principali mercati di destinazione al primo posto gli Stati Uniti con 407 milioni di euro negli ultimi 12 mesi (pari al 15,7% del totale export orafo vicentino), seguono gli Emirati Arabi Uniti con 367 milioni di euro (14,1%), Turchia con 220 milioni di euro (8,5%), Romania con 128 milioni di euro (4,9%), Malaysia con 120 milioni di euro (pari al 4,6%) e Paesi Bassi con 107 milioni di euro (4,1%). Questi 6 mercati da soli rappresentano la metà (51,9%) delle esportazioni orafe di Vicenza.

A fronte di una generale crescita dell’export, trainata dai mercati europei che segnano un +20%, si rileva un forte dinamismo sui mercati di destinazione. Le variazioni maggiori si osservano per l’export verso Canada che registra un +180% rispetto ai primi nove mesi del 2024, seguono poi i Paesi Bassi con +66,3%, Malaysia con +55,3%, Germania con +23,1%, Hong Kong con +21,4%, Panama con +15,3% ed Emirati Arabi Uniti con +11,5%. In contrazione, invece, la dinamica delle esportazioni verso Sudafrica (-39,2%), Turchia (-31,4%), Regno Unito (-12,3%), Messico (-5,4%) e Stati Uniti (-4,1%).

“I prodotti orafi sono sempre assoggettati alle fluttuazioni dei prezzi e lo sono a maggior ragione in questi ultimi anni in cui si registrano forti aumenti dei prezzi di molte materie prime. Dal 2020 che assistiamo ad una costante e forte crescita dei prezzi di produzione nel settore orafo. Basti pensare che nei primi 11 mesi del 2025 c’è stata una crescita media dei prezzi del 10,8% rispetto all’anno precedente”, commenta Piero Marangon, presidente del Sistema Oreficeria e Gioielleria di Confartigianato Imprese Veneto e Vicenza.

A livello occupazionale, dopo le forti crescite tra il 2021 e il 2023, i primi nove mesi del 2025 mostrano una contrazione. Infatti, si rileva un saldo occupazione pari a -35 unità. A contribuire al rallentamento è il calo delle assunzioni che sono quasi dimezzate in due anni: 825 nei primi nove mesi del 2023, 430 nello stesso periodo del 2025 (flessione del 47,9%). Al dettaglio dell’età, si osserva il miglior saldo occupazionale per i giovani (15-29 anni) che registrano +25 unità, seguiti dagli adulti (30-45 anni) con +5 unità. I senior, invece, mostrano un saldo negativo pari a -60 unità.

“Il 2025 è stato un anno complesso, ma ci consegna segnali di direzione. La flessibilità, insieme alla costante ricerca di innovazione e alla qualità del lavoro artigiano, ha permesso al settore di rimanere competitivo e di mantenere intatta la propria identità pur in un mercato in continua evoluzione. Come Categoria, guardiamo con attenzione all’Europa, non solo come mercato, ma come spazio commerciale e distributivo da presidiare meglio – spiega Marangon-. Il recente seminario sulle nuove rotte europee organizzato con Confartigianato ha confermato l’interesse e l’urgenza di rivedere le nostre strategie di posizionamento e accesso ai canali B2B nel continente. Tra le direttrici principali: l’esplorazione di nuovi partner logistici, la presenza in hub di smistamento del lusso, e lo sviluppo di reti relazionali integrate con la distribuzione fisica e digitale”.

VicenzaOro January in questo senso rappresenta una importante vetrina per le produzioni vicentine e un ‘termometro’ per capire nuove tendenze e le nuove direttrici del mercato internazionale. A testimonianza dell’impegno nella promozione delle imprese locali, Confartigianato Vicenza coordina anche quest’anno la partecipazione collettiva alla fiera di 16 aziende artigiane, su una superficie espositiva di 170 mq.

Ed è pronta a supportare concretamente l’internazionalizzazione delle imprese orafe del territorio, sia attraverso la partecipazione collettiva alle fiere, sia con missioni all’estero e attività di incoming. È quanto già realizzato con successo nel 2025 in Malesia, e che si intende replicare nei mercati di sbocco di maggiore interesse per le aziende. “Per il settore rimangono poi centrali il ricambio generazionale e la formazione di nuove maestranze. E’ solo coltivando talenti emergenti e continuando a investire sulle persone che il settore può garantire continuità alla tradizione adattandola ai tempi moderni”, conclude Marangon.                      

Comunicato 05