Un docufilm che racconta suoni e saperi dell’artigianato veneto
Nel 1985 il grande regista Ermanno Olmi, su commissione della Confartigianato regionale, firmava il suggestivo docufilm “Artigiani Veneti”. Oggi quell’eredità artistica viene raccolta da “The Sounds of Artisans – Il Suono degli Artigiani” realizzato da Alessandro Carlozzo con l’intento di “valorizzare un patrimonio fatto di persone, territori e saperi che non chiede solo di essere visto, ma anche ascoltato”. L’opera è stata presentata durante le Olimpiadi Milano-Cortina 2026.
La prima assoluta è stata presentata il 15 febbraio a Cortina d’Ampezzo, nel cuore dei territori olimpici. Qui l’artigianato è diventato linguaggio universale grazie a un format che unisce docu-film, suono tridimensionale e narrazione guidata in cuffia. Non una mostra, non una proiezione, ma un vero e proprio atto di ascolto.
“The Sound of Artisans”, è stato sottolineato durante la presentazione, ribalta il punto di vista: non mostra i prodotti finiti, ma fa entrare nei laboratori, nei gesti, nei materiali. Il pubblico è accompagnato in un viaggio attraverso sette territori simbolo del Veneto – dal Cadore a Treviso, da Vicenza a Padova, da Venezia al Polesine fino a Verona – seguendo il ritmo dei martelli, delle seghe, delle canne d’organo, dell’acqua e della materia che prende forma.
Per il Vicentino, le aziende presenti sono Orozen (oreficeria) e Sibania (ceramica); per il Bellunese l’occhialeria Costantino Toffoli, per il Trevigiano Montesport (calzature), per il Veronese Marsotto (marmo), per il Padovano Fratelli Ruffatti (arte organaria) per il Veneziano i maestri d’ascia dei Cantieri nautici veneziani di Ca’ Nave, per il Polesine il panificio Fintotti e Tarbouriech- La perla del Delta (pesca). E i “suoni” di tutte queste attività produttive sono stati raccolti da Marco Zambrano, mentre in primo piano si stagliano le immagini delle sapienti mani degli artigiani.
Così il progetto dialoga idealmente con l’eredità di Ermanno Olmi, che ha saputo raccontare il lavoro come gesto eroico e quotidiano insieme. Se quello di Olmi è un avvicinamento paziente, rispettoso, capace di cogliere ritualità, tecnica e creatività senza forzarle, Alessandro Carlozzo, come regista di “The Sound of Artisans” raccoglie quell’eredità dando voce all’artigianato contemporaneo.
L’obiettivo della pellicola è far emergere il “Genius loci” che da sempre contraddistingue l’artigianato italiano, in questo caso veneto, ovvero l’Intelligenza Artigiana divenuta nel tempo il marchio di Confartigianato Imprese: nei gesti che il suono racconta si tramandano saperi e tecniche che hanno attraversato il tempo e lo spazio per arrivare fino a noi, nella storia si sono trasformati per diventare oggi un complesso codice di istruzioni che l’artigiano sa interpretare.
I suoni del lavoro artigiano diventano così una colonna sonora identitaria del Made in Veneto, comprensibile ovunque, come lo sport.
Il film sarà nuovamente presentato il 15 aprile, nell’ambito della Giornata mondiale del Made in Italy.