Tra studenti al Salone del Mobile e imprese venete leader nell’arredo
È il Veneto uno dei pilastri dell’Arredo italiano. Con oltre 9 miliardi di euro di valore aggiunto nella filiera dell’arredamento per casa e ufficio, la regione si conferma tra i territori leader a livello nazionale ed europeo, grazie a un sistema produttivo diffuso, fortemente radicato nell’artigianato (più di 1 azienda su 2 è artigiana) e capace di competere sui mercati internazionali. In questo contesto, Vicenza è una delle 12 province dell’“asse dei mobili” della pianura padana.
Un’area che comprende Treviso, Pordenone, Monza-Brianza, Como, Milano Udine, Padova, Brescia, Bergamo, Venezia e Verona. E se il Veneto conta 3.266 imprese attive nella fabbricazione di mobili, di cui 2.052 artigiane (pari al 62,8%), Vicenza ne conta 370 (il 63,9% del totale imprese in provincia, pari a 579) che occupano 1.251 addetti (il 32,4% dell’occupazione del settore, pari a 3.866). Numeri che confermano una struttura produttiva dove la dimensione diffusa e la specializzazione artigiana rappresentano un vero vantaggio competitivo. I dati sono stati presentati da Confartigianato al Salone del Mobile di Milano evidenziano come il Veneto sia tra le prime tre regioni italiane per peso della filiera sull’economia regionale, con un’incidenza superiore alla media nazionale e un ruolo centrale nella catena del valore del design.
Un settore quindi, quello dell’Arredo, i cui tratti distintivi sono la vera forza. E, in un’ottica di promozione delle opportunità nel comparto, la presidente vicentina del Sistema Legno e Arredo di Confartigianato, Paola Zanotto, ha voluto invitare al Salone anche 30 tra studenti e insegnanti provenienti dalle province di Treviso e Vicenza; tra questi, 13 alunni e due docenti dell’Istituto A. Scotton di Bassano del Grappa, tra i pochissimi del territorio berico che propone percorsi formativi nel settore Legno e per la sopravvivenza dei quali l’Associazione si è sempre battuta.
La presenza di uno stand istituzionale di Confartigianato “ha dato visibilità, in un contesto internazionale di grande rilevanza qual è il Salone, all’intera filiera dell’arredo artigiano, valorizzando non solo le eccellenze produttive ma anche i progetti e le iniziative sviluppati a livello territoriale”, spiega Zanotto.
L’asse del mobile nel solo 2025 ha esportato per un valore complessivo di 7,5 miliardi, pari ai due terzi (67,0%) del Made in Italy di mobili, 12 province che insieme sono il 3° esportatore europeo del settore dietro a Polonia e Germania. Quanto al Vicentino, sempre nel 2025, quello statunitense rimane un mercato chiave per l’export berico essendo il secondo con il 10,3%, dietro solo alla Germania (12,5%) e davanti a Francia (7,6%), Spagna (5,9%) e Repubblica Ceca (5,4%).
Quanto alla produzione, a livello nazionale (unici dati disponibili) quella del settore mobili nel 2025 è andata bene registrando una cresciuta del 3,5%, a fronte di un calo del totale Manifatturiero (-0,6%). Inoltre, la dinamica è stata più intensa rispetto ai principali paesi UE produttori di Mobili (Polonia +2,8%, Spagna +2,3%, Germania -3,3%, Francia -4,4%).
La provincia di Treviso si conferma il cuore produttivo regionale, con 878 imprese del settore, di cui 435 artigiane, consolidando il suo ruolo guida all’interno della filiera.
Il Veneto sale sul podio nazionale anche per indice di specializzazione nel settore del mobile, con lo 0,7% delle imprese regionali attive nel comparto, terzo posto in Italia, e con cinque province che superano la media nazionale, a conferma di una vocazione produttiva capillarmente distribuita.
Un primato che si riflette direttamente anche sull’occupazione: le micro e piccole imprese (meno di 50 addetti) incidono per lo 0,9% sull’occupazione regionale, posizionando ancora una volta il Veneto sul podio nazionale per rilevanza del comparto.
Ancora più significativo il dato territoriale: tra i 37 Comuni italiani ad altissima specializzazione, dove oltre il 20% degli occupati lavora nel mobile, ben 12 si trovano in Veneto, di cui 10 in provincia di Treviso. Sul fronte della dinamica imprenditoriale, Rovigo detiene il primato nazionale per incidenza di imprese artigiane del mobile guidate da donne, che raggiungono il 17% del totale del settore.
A livello nazionale il settore conta oltre 21mila imprese e 128mila addetti, con una forte presenza dell’artigianato: il 56,2% delle imprese è artigiana. Un bacino produttivo che ha generato 27 miliardi di euro di fatturato nel 2025 e oltre 11 miliardi di euro di export. Nella più ampia filiera dell’arredamento (che include divani, mobili, tessuti e biancheria per la casa e l’ufficio, vasi, cornici, lampade) le imprese sono oltre 70.000, con un valore aggiunto che si aggira intorno ai 50 miliardi di euro. Le imprese del mobile pesano per il 9,5% sulla filiera.
Dal lato della produzione, nel 2025 l’Italia segna un balzo positivo con +3,5%, facendo meglio della media europea (+0,7%) e dei principali competitor, mentre Germania e Francia registrano un calo. Più complesso il quadro dell’export: dopo un 2025 in lieve flessione (-1,2%, più marcato in Veneto -4,5%), i primi mesi del 2026 segnano un calo più marcato (-8,8%), influenzato dalle tensioni geopolitiche e dai dazi, in particolare sul mercato statunitense.
“Abbiamo ritenuto fosse importante mostrare ai ragazzi quanto ancora oggi il settore mobili possa proporre in termini di creatività, competenza, ma anche utilizzo delle nuove tecnologie – aggiunge Zanotto-. Il nostro territorio ha una lunga tradizione nella lavorazione del legno che rischia di andare perduta, vuoi per la concorrenza, vuoi per mancanza di chi raccolga il testimone. È importante, invece, che i ragazzi comprendano le mille sfaccettature del mestiere che permettono di realizzare pezzi su misura, a fronte di produzioni standardizzate, e quindi davvero di creare qualcosa di unico. Non solo, è bene che i ragazzi conoscano anche le applicazioni delle nuove tecnologie nel settore, tanto in termini di materiali quanto in termini di progettazione e realizzazione”.
A rafforzare questo quadro, anche i risultati dell’indagine sulla percezione dell’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale nelle imprese artigiane del Legno, presentata al Salone del Mobile da Maurizio Cattai, Presidente della Federazione Legno Arredo di Confartigianato Imprese Veneto:
“Nonostante le difficoltà, le nostre imprese continuano a investire con determinazione: oltre il 71% ha già adottato tecnologie digitali e quasi un terzo ha avviato investimenti green. La doppia transizione, digitale ed ecologica, non è più un’opzione ma una leva strategica per rafforzare la competitività del comparto, anche nei mercati internazionali.”