Siamo pratici!

Ogni azienda sa che deve badare al sodo. Allo stesso modo, anche tanti discorsi su Ripresa, Lavoro, Ambiente, Costi, ecc. vanno sempre tradotti in atti concreti. Come quelli che vi raccontiamo qui.

Per ogni imprenditore, il punto di vista privilegiato è quello degli aspetti pratici. Ad esempio, oggi i costi delle materie prime sono una preoccupazione: lo sono pure per il governo italiano e l’UE? 

Passando ai temi in prospettiva, ci avete fatto caso che la Pedemontana sarà la spina dorsale d’una viabilità in grado di unire maggiormente alcuni distretti economici “top” della nostra area, dalla concia alla meccanica, dall’oro al legno alla ceramica? E che potrà diventare un volano turistico collegando i territori delle ville palladiane alle colline del prosecco, due patrimoni Unesco?

Intanto, anche produzioni e servizi “green” rappresentano, ormai, un’opportunità per le imprese. Che oggi sono schierate al fianco dei sindaci nella campagna affinché i fondi del PNRR per la rigenerazione urbana e la sostenibilità non lascino fuori i Comuni sotto i 15mila abitanti (qui nel Vicentino, ben 104 su 116). 

Il “siamo pratici” che abbiamo scelto per titolo, insomma, ha un doppio significato e intento: da un lato ribadire che chi manda avanti un’azienda deve badare al sodo di ogni cosa; dall’altro, è pure un’esortazione rivolta a chi governa, perché la concretezza sia sempre al primo posto.

Costi materie prime: appello alla UE

La crisi delle materie prime “introvabili”, o che hanno toccato prezzi insostenibili, è arrivata anche all’attenzione della Commissione Europea, alla quale è stata presentata una interrogazione (da parte della parlamentare UE vicentina Mara Bizzotto) che ha chiesto un rapido intervento delle istituzioni comunitarie. Secondo gli esperti, il rialzo dei prezzi dovrebbe “raffreddarsi” alla volta di settembre,

ma quello delle materie prime resta un tema di forte impatto sulle aziende. In particolare, quelle manifatturiere faticano a reperirle, e poi devono fare i conti con costi che aumentano vertiginosamente, col risultato di mettere a rischio la produzione e i preventivi. Soprattutto per quanto riguarda acciaio, ferro, alluminio, legnami, pelli, plastiche, gomma, resine, la carenza dei materiali sta generando non poche preoccupazioni nel mondo delle imprese e problemi nelle diverse produzioni, con conseguenze che mettono a rischio la competitività e la definitiva ripartenza. 

Da Confartigianato arrivano i dati: ad aprile 2021 gli aumenti dei prezzi delle materie prime non energetiche sono stati del +33,4% rispetto a un anno prima; rincari maggiori si sono registrati per i metalli di base, con un +65,7% tra marzo 2020 e marzo 2021. Sul fronte delle materie prime energetiche, i prezzi a marzo 2021 sono aumentati addirittura del 93,6% su base annua, un’impennata che può provocare un effetto dirompente sui costi sopportati dalle aziende. 

L’Ufficio Studi di Confartigianato Vicenza ha ipotizzato uno scenario base con aumento del 16,5% in media annuale dei prezzi: ne consegue un maggior costo di materie prime, per le imprese fino a cinquanta addetti dei settori interessati, pari a 406 milioni. In uno scenario di aumenti anche nella seconda metà dell’anno, con un rialzo dei costi del 26,2%, si stimano maggiori costi annui per 644 milioni. Nella media tra i due scenari, l’aumento dei costi di acquisto delle materie prime sarebbe del 21,4% e genererebbe maggiori costi annui, per le 12.342 micro e piccole imprese vicentine, pari a 526 milioni di euro (di cui 164 milioni nelle Costruzioni).

Il timore diffuso, soprattutto nelle piccole aziende del settore della meccanica di produzione e della carpenteria legata alle costruzioni e alle grandi opere che stanno per ripartire, è che proprio la questione delle materie prime sia un pericoloso “collo di bottiglia”, se l’effetto degli aumenti non si arresterà e si verificherà una conseguente difficoltà di approvvigionamento a costi stabili. Parte degli ordini verranno messi in discussione e ci sarà prudenza nell’accettarne altri, pur con una domanda che torna a crescere nella Meccanica ed è trainata dall’Ecobonus nell’Edilizia. Il rischio è il blocco di tanti cantieri con gravi ripercussioni economiche, sociali e sull’attuazione del PNRR. 

Rigenerazione urbana: guardare ai territori

Sul tema dei fondi per la rigenerazione urbana da destinare ai Comuni, il presidente della Confartigianato vicentina, Gianluca Cavion, ha osservato: Condividiamo la preoccupazione degli Amministratori. Il nostro territorio è fatto soprattutto di piccole realtà e quei fondi rappresentano una opportunità per interventi magari attesi da tempo proprio in tema di rigenerazione urbana. È vero anche che contesti urbani diversi hanno esigenze diverse, e crediamo perciò che l’assegnazione e l’utilizzo di quei fondi vadano ben ponderati, al di là della dimensione del Comune. Non ha senso, infatti, che queste risorse siamo distribuite ‘a pioggia’ o concentrate con criteri esclusivamente demografici. Più utile sarebbe concentrare i fondi a disposizione nei contesti in cui ci sono reali e concreti problemi di rigenerazione urbana, e di sostenibilità. Quanto all’esecuzione degli interventi, ricordo che il mondo dell’artigianato copre ogni professione e mestiere, e che le imprese del territorio ne conoscono le specificità. Quindi affidare a queste realtà imprenditoriali gli interventi sarebbe un volano per l’economia locale, tenendo il PIL sul territorio per il benessere della comunità. Capire perciò come favorire un interscambio tra Amministratori e mondo imprenditoriale sui temi della rigenerazione urbana potrebbe essere un criterio interessante per accedere e distribuire al meglio quei fondi. Quindi, indirizziamo al meglio le risorse e creiamo volani locali di lavoro: sicuramente ne scaturirà una ‘rigenerazione’ di comunità”.

Economia “green”: un’opportunità

Quello del legame tra impresa e governo del territorio è un tema da approfondire anche nel contesto dell’ambiente e dei cambiamenti climatici, aspetti destinati a generare un impatto crescente sul tessuto sociale. Per le imprese e le Pubbliche Amministrazioni, che il territorio lo vivono, si prospetta infatti un contesto fatto di rischi, ma anche di opportunità, legati alla possibilità di contribuire alle azioni di mitigazione e adattamento, dando concretezza ai principi e agli obiettivi dello Sviluppo Sostenibile.
Il ben fatto, il fatto per durare, il fatto senza sprechi, sono da sempre peculiarità dell’artigianato e della piccola impresa. In un contesto di cambiamento, le aziende possono fare molto, adottando processi di produzione che rientrino in una logica complessiva di sostenibilità ed Economia Circolare. 

La crescita “green” delle produzioni e dei servizi è un fattore di innovazione, perciò è quanto mai importante, soprattutto in questo momento di ripartenza, intercettare anche in questo caso le risorse stanziate su questi aspetti dal PNRR, attraverso una pianificazione che parte dal centro per irradiarsi alle Regione e da qui calarsi nelle realtà provinciali e comunali.
Inoltre, estendere i temi della progettazione locale per l’adattamento al cambiamento climatico al mondo delle imprese è un passo fondamentale: la redazione dei piani territoriali di transizione e resilienza climatica “deve” coinvolgere anche tutto il sistema produttivo, anch’esso sempre più esposto alla variabilità climatica in termini di impatti ed esposizione ai rischi.



Hanno collaborato a questo numero:
Alberto Bordignon, Paolo Carmignato, Nicola Carrarini, Valter Fabris, Sandra Fontana, Luisella Frezzato, Sabrina Nicoli, Vladi Riva, Andrea Saviane, Valentino Varotto, Federica Vencato, Carlotta Andracco

Direttore responsabile: Antonio Stefani
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