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Settori ad alta intensità di design

In 14 filiere si concentra il 71,5% delle esportazioni del made in Vicenza, salite nel 2022 a circa 16,7 miliardi di euro

Un’indagine per capire e quantificare il grado della ‘intensità del design’ nelle imprese artigiane. È questo l’obiettivo dello studio condotto da Confartigianato nazionale per meglio intercettare uno dei fattori che rendono i prodotti artigiani, e made in Italy, così tanto apprezzati. Ben 14 le filiere del made in Italy ad elevata contaminazione del design individuate dall’analisi che si basa sulla propensione settoriale all’innovazione mediante il design calcolata utilizzando i dati dell’ultimo censimento permanente delle imprese dell’Istat: moda, bevande, legno e mobili, gomma e materie plastiche, vetro, ceramica, computer, elettronica e apparecchiature elettriche, macchinari, autoveicoli, altri mezzi trasporto e altre manifatturiere tra cui gioielleria e occhialeria.

In questo perimetro settoriale si contano in Veneto 24.022 imprese; altissima la vocazione artigiana con 15.303 imprese che rappresentano il 63,7% del totale. Ancora, il Veneto è la terza regione d’Italia per peso degli addetti di queste filiere sul totale degli occupati pari al 19,2% contro una media Italia del 12,4%. Ai primi posti Marche (22,1%) e Friuli (19,2%). Ed è proprio in queste filiere che si concentra più di metà (66%) delle esportazioni venete del made in Italy, che, nel 2022 è salito a 52miliardi e 600milioni di euro. Non solo: su alcuni segmenti di produzione caratterizzata dal design veneto è leader europea.

Dal regionale al provinciale. Così, sulla base dell’indicatore utilizzato dall’analisi, nelle filiere con una elevata contaminazione del design si contano 5.882 imprese vicentine, con una elevata vocazione artigiana, misurata da 3.487 imprese artigiane che rappresentano il rappresentano il 59,3% del totale. Imprese che occupano 88 mila addetti e quasi la metà di loro, pari a 38mila770 addetti, lavora in micro e piccole imprese a valore artigiano.

“Questi dati confermano che il ‘bello e ben fatto’ è elemento distintivo del nostro artigianato e rappresenta un elemento molto apprezzato che differenzia il made in Italy dal resto della produzione – commenta Cristian Veller, vice presidente di Confartigianato Imprese Vicenza con delega ai Sistemi e Mestieri- . La maggiore presenza dell’artigianato e delle micro e piccole imprese si riscontra poi in settori del made in Italy che hanno connotato la storia e il patrimonio culturale dell’Italia, e per i quali il nostro Paese è conosciuto nel mondo: prodotti in legno, i mobili, la moda – tessile, abbigliamento e pelle – il vetro e la ceramica, la gioielleria e l’occhialeria. Proprio in queste filiere, infatti, si concentrano quasi i tre quarti (71,5%) delle esportazioni del made in Vicenza, che nel 2022 sono salite a circa 16,7 miliardi di euro. Tutto ciò conferma le azioni promosse da Confartigianato a tutela del made in Italy: dalla lotta ai ‘falsi’ alla richiesta di politiche di sostegno e investimento per le imprese, a promozioni di attività e missioni all’estero”.

La vasta domanda di design determinata dalla considerevole produzione, venduta in tutto il mondo, stimola inoltre l’offerta di 886 imprese vicentine specializzate nell’attività appunto di design, che danno lavoro a 1.113 addetti. L’analisi dei dati rilevati da Unioncamere-Anpal poi evidenzia che nel 2022 le imprese venete indicano 3.300 entrate di disegnatori industriali.

“Nell’immaginario collettivo il design dei prodotti artigianali è quasi un’alchimia che nasce in luoghi misteriosi – aggiunge Veller -. Niente di tutto questo, dicono i dati. Certo l’aspetto della creatività che da sempre anima l’artigianato rimane importante, e spesso il punto di partenza, ma oggi le competenze richieste dalle aziende sono ben definite. Per tutte le assunzioni, infatti, hanno una elevata importanza le competenze digitali e nel 63% dei casi, pari a 2.080 unità, sono di difficile reperimento: per l’inserimento di un potenziale designer servono mediamente 4,9 mesi di ricerca”.