Progetto riqualificazione Zona Industriale Vicenza Ovest

All’anteprima di CI.TE.MO.S. si è fatto il punto su una della aree più ‘grigie’ della città: la Zona Industriale, presentando i progetti per renderla più “green”.

In pratica, un “restyling verde” di un’area a ridosso della città che porterà benefici non solo di natura paesaggistica, ma anche energetica e microclimatica. L’intervento nell’area di Vicenza Ovest, per Confartigianato, rappresenta per le imprese del Sistema Casa, Movimento Terra e del Verde un’opportunità di sicuro interesse. Il restyling, nei suoi obiettivi, non riguarderà solo aree pubbliche ma anche private, ovvero di quelle attività che, cogliendo l’occasione, vorranno riqualificare il loro spazio. Per realizzare il tutto sarà perciò necessario agire su diversi fronti, con interventi edili e a verde integrati secondo una logica ecosistemica. Un altro aspetto da non trascurare sono i finanziamenti, così come misure fiscali e incentivi, sul tema della sostenibilità e riqualificazione urbana, dove l’attenzione rimane alta soprattutto per le tempistiche.

Il progetto

Ospitato nella sede di ViAcqua, l’incontro ha approfondito il progetto che interessa la zona industriale ovest della città. L’Assessore Infrastrutture e verde pubblico Comune di Vicenza, Mattia Ierardi, ha presentato, appunto, il progetto del Comune per dare una pennellata di verde in una delle aree meno colorate della città. “Per realizzare finanziariamente i progetti di riqualificazione dell’area abbiamo partecipato a due bandi, ma va detto che i fondi governativi o europei non saranno sufficienti: in questo senso sarà di vitale importanza la partecipazione dei privati” ha spiegato l’assessore, aggiungendo che per questa iniziativa “la reazione delle imprese è stata più che positiva, a dimostrazione di una lungimiranza degli imprenditori che fa loro onore”.
I costi dell’intervento, che si spera di realizzare nel prossimi cinque anni, sono infatti importanti: 1,5milioni di euro, con una stima di 1milione per Viale della Scienza e 540 per Viale della Tecnica. 

Da quanto visto nel corso dell’incontro, per la prima arteria si arriva a ipotizzare tre filari di piante con marciapiedi e piste ciclabili, mentre nella seconda strada si prevede un filone centrale con aiuole ai lati. Il tutto utilizzando le potenzialità dei giardini pluviali, ovvero lasciando ‘spazio’ dove l’acqua piovana può raccogliersi e drenare. Per realizzare il tutto sarà necessario agire su diversi fronti, con interventi edili e a verde integrati secondo una logica ecosistemica, e portando la vegetazione anche nei parcheggi, nelle pertinenze degli edifici, garantendo al suolo una rinnovata permeabilità.

Come agire

Si fa presto a dire “portiamo il verde in città”. A spiegare nel dettaglio come progetti di restyling come quelli di Vicenza vadano pensati nel dettaglio sono intervenute due esperte: Lucia Bortolini, del Dipartimento TESAF dell’Università degli studi di Padova, ed Elisabetta Tescari, Consulente Forestale. La prima ha illustrato come i giardini pluviali permettano da un lato di fare quasi da ‘bacino di raccolta’ in caso di fenomeni piovosi intensi, evitando allagamenti nel sedime stradale; dall’altro – proprio per la loro funzione di raccolta – tali giardini consentono risparmi nell’irrigazione della vegetazione, e infine consentono all’acqua di effettuare il proprio ciclo naturale.

VEDI LE SLIDE DELL’INTERVENTO DI LUCIA BORTOLINI

Per tutto questo serve la progettazione delle strade, che dovranno avere spazi permeabili e, appunto, aree verdi. Queste ultime, ha precisato Tescari, non vanno né scelte né piantumate a caso. Se la logica, infatti, è quella di avere polmoni verdi, questi devono essere funzionali e non richiedere manutenzioni, o sostituzioni, oltre a quelle ordinarie.
I benefici di queste aree verdi, infatti, oltre a quelli illustrati da Bortolini, sono l’abbattimento delle isole di calore (in pratica il verde mitiga le temperature nelle aree interessate), una migliore qualità dell’aria, recupero e drenaggio delle acque. In pratica, il “restyling verde” di un’area, in questo caso a ridosso della città, porterà benefici non solo di natura paesaggistica, ma anche energetica e microclimatica. Inoltre, come è stato notato, riqualificare un’area vuol dire anche renderla più ‘vivibile’, cioè più piacevole da frequentare magari per una corsa, o per un giro in bicicletta. 

VEDI LE SLIDE DELL’INTERVENTO DI ELISABETTA TESCARI

Poi c’è anche un aspetto economico: avere un edificio, una struttura produttiva in una zona ‘piacevole’ vuol dire aumentare del valore degli edifici, ma anche essere più attrattivi per i clienti (come ha peraltro ricordato anche Maurizio Crasso di HARPO spa). 

Certo, la situazione vicentina, così come ogni area in cui si va a intervenire, va ben studiata per equilibrare benefici e costi. Se la presenza del verde evita allagamenti al primo forte temporale, anche in questo caso i disagi in termini di pulizia e manutenzione si riducono. Senza dimenticare che alberi e piante abbattono le polveri sottili, una delle maggiori cause di malattie dell’apparato respiratorio (che si ‘traducono’ in costi di sanità pubblica). I motivi per procedere al restyling verde delle aree più urbanizzate della città sono quindi molti e sotto molti punti di vista.

Confartigianato Imprese Vicenza, al cui interno sono presenti anche le imprese del Verde, ha accolto subito l’iniziativa del Comune di Vicenza, che va nella direzione della sostenibilità e sposa, nel contempo, le tematiche di CI.TE.MO.S.