
Pelle vera: il valore sostenibile della concia vicentina
Il comparto conciario vicentino attraversa una fase complessa, ma non per questo rinuncia a guardare avanti. Le imprese artigiane della concia, da sempre motore di un distretto riconosciuto a livello internazionale, continuano a investire in qualità, innovazione e sostenibilità reale.
La pelle nasce come sottoprodotto della filiera alimentare, un materiale naturale che, senza la concia, diventerebbe rifiuto. Un aspetto che spesso sfugge alla percezione comune: nessun animale viene allevato per la produzione di pelle, che è invece un recupero di scarto altrimenti destinato a smaltimento. Il processo di concia le conferisce resistenza e durata nel tempo, qualità che pochi altri manufatti possono vantare.
Eppure il dibattito pubblico su ambiente e materiali viene spesso semplificato da campagne comunicative che presentano come “green” alternative sintetiche alla pelle, derivate in larga parte da fonti fossili, senza che il consumatore abbia gli strumenti per valutarne l’impatto reale.
«Come Confartigianato Vicenza, mestiere Concia e Lavorazione Pelli, crediamo che serva comunicare maggiormente il reale valore di questo prodotto, con campagne importanti che ne difendano l’immagine e ne raccontino la vera natura sostenibile, commenta Adriano Boller, presidente Provinciale e Regionale Concia e lavorazione della pelle. Come associazione di categoria, stiamo sensibilizzando le piccole imprese artigiane del territorio sull’importanza di una comunicazione ESG chiara ed efficace, mettendo a disposizione i nostri servizi dedicati alla sostenibilità per supportarle in questo percorso, contrastando così le narrazioni fuorvianti sui materiali alternativi».
«Il nostro territorio ha nella pelle una storia, una competenza artigiana e un’identità produttiva che meritano di essere raccontate con orgoglio, con trasparenza. Continueremo a esserci, al fianco delle imprese, per costruire insieme una comunicazione onesta e competitiva», conclude Boller.
