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Parte il nuovo anno della Scuola di Politica ed Economia di Confartigianato Vicenza. Tema di questa edizione: “La bellezza desiderata”

La SPE, la Scuola di Politica ed Economia promossa da Confartigianato Vicenza, proporrà nel 2017 un nuovo percorso formativo che approfondirà il tema della bellezza come “vantaggio competitivo” dell’Italia.

Per un altro ciclo, dunque, e sempre in collaborazione con l’Università di Padova, la SPE ricercherà insieme ai suoi imprenditori-allievi le opportunità e le condizioni per esportare nel mondo il tratto distintivo che maggiormente caratterizza le produzioni Made in Italy: la bellezza.
In un mondo in costante e accelerata trasformazione (tecnologie digitali, manifattura 4.0, robotica, sostenibilità sociale e ambientale), molti sono i fattori che insidiano il nostro unico e più autentico vantaggio competitivo: la bellezza è infatti il prodotto del lavoro e della vita delle nostre comunità, che nei secoli hanno saputo sviluppare saperi e capacità di fare, sensibilità, architetture e paesaggi  che ora siamo chiamati a salvaguardare e a “connettere” con le grandi piattaforme dell’economia globale. Dunque, occorre portare la nostra bellezza nel mondo senza snaturarla o disperderla: questo sarà l’ambizioso tema della ricerca del prossimo biennio.
Le docenze, a partire dal gennaio 2017, avranno carattere di seminario e per la prima volta saranno tenute da esperti appartenenti a discipline diverse che saranno chiamati a confrontarsi su di un unico tema. E il filo conduttore sarà quello del “desiderio”. Ovvero il desiderio come motore del mercato, desiderio di Italia, desiderio di lasciare un segno, desiderio di impresa. E altro ancora.
Nel corso degli incontri si parlerà, ad esempio, del “desiderio di potenza” nell’epoca della tecnica e dell’uomo digitale; poi del “desiderio di possedere”, approfondendo gli aspetti della globalizzazione e del mercato unico reso possibile dalle nuove tecnologie e dal web; non mancherà il tema del “desiderio di sicurezza” legato ai fenomeni dei flussi migratori, delle loro cause e delle possibili soluzioni. E ancora ci si occuperà del “desiderio di consumare”, inteso non solo come acquisto di beni e servizi, ma anche come consumo delle risorse e del territorio.
Una parte verrà inoltre dedicata ai desideri di carattere più personale, come quello di conoscere, o di creare, di “fare” per sentirsi utili, di piacere agli altri (magari attraverso gli occhi di un testimone straniero), di lasciare una traccia di sé, di appartenere, di non mollare, di non tradire le proprie vocazioni.
Si tratta di aspetti e sentimenti che sono strettamente legati anche all’essere imprenditore e all’essere parte di una comunità, in un Paese unico per molti versi. Dove il desiderio diventa la molla del voler eccellere, del mettersi alla prova per arrivare a conoscersi meglio e, quindi, ad affrontare meglio l’altro e l’ignoto. Ricordando che, in fin dei conti, la bellezza italiana è l’insieme sì di paesaggio, arte e cultura, ma è anche precisione, materia plasmata, design, forma, colore, funzionalità. Bellezza è semplicità delle soluzioni unita alla massima efficienza. È creatività. È la famosa “eccellenza”.
Per tutte le informazioni: http://www.scuolapoliticaeconomia.it.


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