Mani future: l’artigianato che trasmette competenze fra imprenditori e giovani
La Giornata del Made in Italy 2026, promossa dal MIMIT per celebrare il valore della produzione italiana nell’anno della nascita di Leonardo Da Vinci, ha avuto come focus il tema dei saperi e della trasmissione delle competenze fra imprenditori e giovani nel nuovo millennio.
Da una riflessione sulla necessità di individuare nuovi linguaggi e nuove modalità di comunicare il Made in Italy alle nuove generazioni è nato l’evento “Mani Future, nuove visioni per il Made in Italy”, realizzato a Villa Pisani a Stra, che ha visto anche decretare i vincitori del contest dedicato agli studenti degli ITS.
La giornata si è aperta con il saluto di Siro Martin, presidente di Confartigianato Venezia Città Metropolitana, che ha ricordato la necessità di valorizzare le diverse competenze, quelle che caratterizzano un’impresa artigiana e che si distinguono dall’industria per unicità, adattabilità e sartorialità. Martin ha ricordato la legge sulle PMI che dal 7 aprile riserva la denominazione “artigiano” e “artigianale” solo a chi ne ha veramente la titolarità, contribuendo a valorizzare e distinguere ancora di più il Made in Italy. A seguire, una tavola rotonda composta da un panel di imprenditori le cui competenze hanno cambiato la loro cifra identitaria.
Domenico Baldasso, imprenditore dell’ICT dell’azienda Trevigroup all’interno della quale ha puntato in modo particolare sullo scambio di competenze intergenerazionali, rivolgendosi agli studenti li ha esortati a cercare impiego nelle imprese artigiane dove il pensiero creativo e l’unicità sono i tratti fondamentali, anche in ottica di autoimprenditorialità.
Giulia Busato, titolare di Tocio Bread, impresa di panificazione che ha deciso di puntare sul racconto della propria azienda anche attraverso i social, con il linguaggio della trasparenza e dell’autenticità, tanto da allestire il proprio laboratorio a vista, ha raccontato poi come la sua passione, grazie alla partecipazione a Masterchef e allo studio degli impasti e delle farine, abbia portato a un cambio di vita lavorativo e personale.
Un incidente invalidante è stato invece la causa che ha portato Nicola Pradel, titolare di Penna & Pixel, agenzia di comunicazione bellunese, a fare della propria passione una nuova attività imprenditoriale. Nicola Pradel ha suggerito come la comunicazione migliore per raccontare le competenze di un’impresa sia quella che passa attraverso la lente della verità. Il cliente 4.0 è molto consapevole e riconosce il valore del prodotto e del servizio.
Con Alessandro Carlozzo, regista di The Sound of Artisans, si è discusso infine di come le nuove competenze possano essere narrate con il linguaggio del suono e dell’immagine. Sua la regia del racconto delle eccellenze delle province del Veneto presentate al pubblico internazionale delle Olimpiadi Milano Cortina e proiettate anche nel corso del talk.
La giornata è stata poi arricchita dalla lectio magistralis di Maria Laura Fornaci della Fondazione Brodolini, che ha posto al centro il tema dell’apprendimento intergenerazionale (vedi slide allegate).
A chiudere l’evento, la premiazione dei ragazzi che hanno partecipato all’ITS Contest “Nuove visioni per il Made in Italy” (vedi articolo “Un bell’esempio di…Incontro – link articolo).
“I ragazzi sono spesso legati ai vecchi miti dell’artigianato. Il Contest ha di fatto costretto questi giovani a informarsi, conoscersi, collaborare con persone nuove e venire a contatto con il mondo dell’artigianato e del Made in Italy”, ha commentato Gianni Mezzalana, presidente dei Giovani Imprenditori del Veneto di Confartigianato.
Nel corso della giornata, anche una riflessione sul rapporto tra artigianato e Intelligenza Artificiale. Se nell’immaginario collettivo l’AI è ancora legata alle grandi aziende tecnologiche, nel mondo artigiano sta già diventando una leva concreta: dall’analisi dei trend alla progettazione di collezioni virtuali, fino alla creazione di esperienze personalizzate online. Aprendo così anche alle microimprese l’accesso ai mercati internazionali.
In questo scenario, il Made in Italy 4.0 prende forma proprio lì dove tradizione e innovazione smettono di essere opposti e iniziano, finalmente, a lavorare insieme.
