Make It Pop: storytelling aziendale, emozioni e AI per comunicare in modo efficace
Emozioni vs Intelligenza Artificiale. Sono state queste le due gradi direttrici lungo le quali si sono sviluppati gli incontri della prima edizione di “Make It Pop”, iniziativa che ha richiamato l’attenzione di molti professionisti.
Fotografi, social media manager, content creator, storyteller, copywriter, grafici, consulenti aziendali: questo il pubblico delle giornate e dei quattro appuntamenti serali promossi dal Mestiere Comunicazione, Movimento Giovani Imprenditori e DIH di Confartigianato, con il contributo di EBAV e della Camera di Commercio Vicentina. Ospiti, alcuni dei maggiori esperti dei vari settori, che hanno portato la loro competenza ma soprattutto la loro esperienza sul campo, fatta di passione per il proprio lavoro e di una sensibilità che permette di cogliere l’essenziale. La proposta formativa è stata quindi un ideale percorso alla scoperta di come sollecitare la curiosità e la fidelizzazione dei clienti/pubblico attraverso il neuro-storytelling, fino alle potenzialità (ma anche ai rischi) dell’IA come ausilio all’umana creatività.
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Quasi 300 i partecipanti complessivi per le due giornate di workshop e le quattro Conversazioni in programma. L’evento ha suscitato viva curiosità tra gli addetti al settore, che hanno potuto acquisire nuove prosettive di approccio agli strumenti del mestiere. Non solo, constatare quanto ancora il settore possa evolvere e offrire sempre qualcosa di nuovo ai propri clienti ha dato nuovo slancio alla passione e alla motivazione dei professionisti e artigiani presenti.
Si è partiti il 16 marzo con una prima parte di giornata dedicata al Neurostorytelling, ovvero come “creare narrazioni efficaci per il cervello e la mente delle persone”, con Caterina Garofalo (presidente e cofondatrice di AINEM), per passare nel pomeriggio a scoprire “I 5 livelli di fiducia su Instagram. Come creare contenuti che creano connessione”, a cura di Grace Pancot (Instagram strategist, Community specialist). Nel suo intervento Garofalo ha spiegato come si posano proporre ‘narrazioni’ in cui le persone di identificano grazie alla conoscenza di come funziona il nostro cervello. Per esempio proponendo ‘viaggi emotivi’ ai nostri clienti, mettendosi in sintonia con chi ascolta/legge le nostre narrazioni (risonanza emotiva), cercando di attirare l’attenzione con sapiente uso di momenti di alta e bassa tensione, usando l’effetto ‘specchio’ (con cui il lettore si immedesima nel protagonista), tenendo conto che il cervello preferisce la possibilità che la realtà fissa. Da qui, un l’incontro del pomeriggio con Grace Pancot (Instagram strategist, Community specialist) che ha illustrato come creare contenuti che creano connessione. Nel suo work shop dedicato ai “I 5 livelli di fiducia su Instagram” ecco allora come trovare e trattenere i clienti utilizzando i nuovi strumenti di comunicazione in maniera più idonea e non solo come ‘spot’.
Nella giornata di martedì 17 Giovanni Cocco (fotografo e artista visivo multidisciplinare) ha approfondito “L’utilizzo delle immagini per uno storytelling efficace” unendo sapientemente fotografia tradizionale e le potenzialità dell’IA. Se la foto in effetti nasce con l’idea di fissare un momento, per poi raccontare fino a interpretare, la realtà, l’avvento del digitale non può esaurirsi in un esercizio di stile o di semplice branding personale. Cocco ha ricordato l’importanza di sapere ‘cogliere’ i momenti e le giuste sfumature utilizzando sapere artigianale e nuove tecnologie per dare al clienti un’immagine che davvero immortali esperienze, persone e/o prodotti.
Nel pomeriggio Luca Desiderato (filmmaker specializzato in spot pubblicitari e documentari) ha spiegato “L’AI come alleato creativo: dall’idea al montaggio finale in un workflow audiovisivo ottimizzato” con una sessione tecnica che ha illustrato nuove modalità di lavoro anche in un’ottica di ricerca di unicità del prodotto.
Il festival, in un’ottica di coinvolgimento del territorio, ha previsto anche appuntamenti in luoghi suggestivi della provincia, tutti con inizio alle ore 20.30, per dialogare sui temi caldi del settore.
Il primo incontro, alle Officine Franco di Trissino, è stato fissato per il 16 marzo ed è stato incentrato su “Gli archivi delle imprese custodiscono storie, intuizioni, identità” con Giovanni Cocco, che ha illustrato l’importanza di tali materiali e come usarli al meglio per uno storytelling aziendale. Il 18 marzo, invece, si è tenuto un appuntamento divulgativo dedicato alla scoperta di Vicenza con “Tutta un’altra storia”, ovvero il racconto di Vicenza e di come è diventata una superpotenza economica del Rinascimento. Il relatore dell’incontro, ospitato in Villa Godi Malinverni di Lugo, è stato Edoardo Demo (professore ordinario di Storia Economica – Università di Verona). Gli appuntamenti sono proseguiti il 23 marzo con un incontro dedicato al grande tema del momento: l’Intelligenza Artificiale. Nella sede Confartigianato di Marostica, Silvia Crafa (professore di Logica Matematica e Informatica – Università di Padova) ha proposto riflessioni su “Tecnologia non neutrale e sfide etiche”, mentre il 26 marzo Tommaso Nuti (business system architect), nella sede provinciale di Vicenza, ha spiegato “Usi, abusi e fraintendimenti. Cosa non è e come non usare l’Intelligenza Artificiale”. Quattro appuntamenti per un ideale percorso, e passaggio di testimone, tra passato e futuro senza per questo che l’uno escluda l’altro, al contrario: potenziando esperienze e capacità di affrontare l’imprevisto e/o l’errore, tipico del mondo analogico, con competenze, velocità, capacità di processare grandi numeri e informazioni, tipico dell’IA. Sono così nasce l’Intelligenza Artigiana.
Ha chiuso l’evento, l’appuntamento al Cuoa del 31 “Costruire Futuro qui”, evento organizzato dal Movimento Giovani e DIH nell’ambito del progetto Twin Transition, e dedicato a strumenti e processi di vendita on line e off line. Con Massimo Gastoldi (consulente aziendale) e Tommaso Nuti, si è affrontato il tema della vendita sempre con un approccio integrativo dell’IA (in questo caso utile per la raccolta ed elaborazione dati) con gli aspetti umani (di empatia e di tecniche comunicative) per meglio proporre i prodotti e servizi. Un incontro che, agli aspetti teorici ha unito quelli pratici in cui il pubblico, diviso per gruppi, ha dovuto confrontarsi sui temi lanciati dai relatori. Un utile scambio di esperienze ma anche di conoscenze.
