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Legge di Stabilità, per Confartigianato Vicenza gli aspetti positivi non mancano ma la piccola impresa attende altri provvedimenti

La Giunta di Confartigianato Vicenza

La Giunta Esecutiva di Confartigianato Vicenza ha esaminato il disegno di Legge di Stabilità 2016, manovra finanziaria da 26,5 miliardi di euro che, dalle prime valutazioni, appare contenere aspetti fiscalmente positivi per il sistema delle piccole e medie imprese.

In particolare, si registra con soddisfazione “l’accoglimento, da parte del Governo, di alcune richieste avanzate proprio da Confartigianato come l’incremento della franchigia Irap, che passa dagli attuali 10.500 a 13.000 euro, e la revisione del regime forfettario, con l’auspicato innalzamento delle soglie di ricavi per l’accesso e altre modifiche che ne rendono più conveniente l’adesione, infine la possibilità di recuperare immediatamente l’Iva sui crediti non riscossi, nel caso in cui il debitore incappi in fallimento, senza necessità di attendere la conclusione della procedura”.
Positivamente vengono giudicati anche gli interventi a sostegno del mondo dell’edilizia, con la proroga a tutto il 2016 delle agevolazioni per le ristrutturazioni, il “bonus mobili” e le riqualificazioni energetiche nelle attuali misure del 50% e 65%.
Confartigianato Vicenza valuta con favore anche l’introduzione del cosiddetto “super ammortamento” al 140%, volto a favorire gli investimenti in beni strumentali nuovi effettuati già dal 15 ottobre 2015 e fino a tutto il 2016, grazie ai quali le imprese potranno incrementare la propria competitività sul mercato.
Inoltre, è stata nuovamente introdotta la possibilità per tutte le società di procedere all’assegnazione o alla cessione ai soci di beni immobili o mobili iscritti nei pubblici registri, ovvero trasformarsi  in società semplici versando un’imposta sostitutiva dell’8%, che sale al 10,5% per le società “di comodo”.
Mancano tuttavia, secondo la Giunta della Confartigianato vicentina, una serie di interventi che le piccole imprese aspettano da tempo e per i quali si auspica l’inserimento nel corso del dibattito parlamentare: in particolare, la deducibilità totale dell’Imu sugli immobili strumentali e la possibilità di estromissione degli immobili dal patrimonio aziendale per gli imprenditori individuali.
“Infine – conclude l’analisi – resta da attuare quella parte di delega fiscale che è rimasta lettera morta e che darebbe alle imprese soggette a Irpef la possibilità di tassare ad aliquota proporzionale Ires gli utili non prelevati perché reinvestiti in azienda (la nuova ‘Iri’), e ai soggetti in contabilità semplificata di pagare le tasse solo dopo l’incasso delle fatture”.


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