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Imprese artigiane vicentine: occupazione stabile

Con un +0,1% a fine 2025 rispetto al 2024. Tra le evidenze: over 50 ancora in aumento (+7%) e dopo 4 anni con segno positivo lieve contrazione dell’occupazione femminile (-1%)

Si conferma a fine 2025 la stabilità dell’occupazione dipendente nell’artigianato vicentino, registrando una variazione pari a +0,1% rispetto a fine 2024, dopo il -0,1% rilevato a giugno 2025. “Una sostanziale invariabilità di dati dovuta a dinamiche opposte per territori e settori. Si rimane in ogni caso su livelli di occupazione record, con una leggera frenata fisiologica quando si arriva al plateau”. Così il presidente di Confartigianato Imprese Vicenza, Gianluca Cavion commenta i dati che emergono dall’indagine congiunturale sul mondo del lavoro dell’artigianato berico che l’Ufficio Studi di Confartigianato Vicenza realizza con cadenza semestrale.

L’analisi ha coinvolto un raggruppamento di 1.666 micro e piccole imprese con dipendenti che occupano 10.633 dipendenti. Come detto il dato registra la media rispetto a situazioni territoriali differenti. Ecco allora che se nell’Area Berica si rileva una crescita dell’occupazione pari +2,4% rispetto ad un anno prima, quella dell’Ovest vicentino è più contenuta (+0,4%). In calo invece l’Alto vicentino (-0,9%), mentre risultano stabili i dati del Nord est vicentino (-0,1%) e nell’Area di Vicenza (0,0%).
Al dettaglio delle attività economiche si osservano crescite dell’occupazione dipendente artigiana nell’Alimentazione, che segna un +3,5%, nei Trasporti e autoriparazione (+2,2%) e nell’Edilizia e Impianti (+1,6%).

“I dati rispecchiano una crescente attenzione del consumatore a prodotti di qualità e dalla filiera corta nel caso dell’alimentazione, mentre per edilizia e impianti sarà da vedere come l’impatto dei bonus (confermati dalla Manovra ma in progressiva diminuzione dal 2025) abbiano influenzato il dato o se il trend del mercato, al di là degli incentivi, sia quello di rendere gli edifici e le abitazioni sempre più efficienti anche da un punto di vista della sostenibilità dei costi energetici”, commenta il presidente di Confartigianato Imprese Vicenza, Gianluca Cavion.
Contrazioni dell’occupazione si rilevano invece per i settori Benessere, che segna un -4%, Legno e arredo con -2,7% e Moda con -1,6%. “Moda che, con la Meccanica (-0,8%), mostra di reggere ai ‘contraccolpi’ di un mercato in divenire rispondendo con la qualità alla concorrenza di Paesi che puntano sulla quantità”, aggiunge Cavion.

Quanto al ‘genere’ dei lavoratori, dopo 4 anni di variazioni positive, si rileva una contrazione dell’occupazione femminile che a fine 2025 registra un calo dell’1% rispetto ad un anno prima. L’occupazione maschile, invece, segna un aumento dello 0,7% rispetto a fine 2024.
Continua la forte crescita dell’occupazione di dipendenti di nazionalità straniera, già osservata un anno fa (+2,8%), che a fine 2025 registra un +4,7% rispetto ad un anno prima. In calo i dipendenti italiani, con una flessione del -0,6% rispetto a fine 2024.

La dinamica dell’occupazione per classe di età mostra un forte calo dei dipendenti tra i 30 e i 50 anni, che segnano un -3,6%, e una contrazione del -1,7% per gli under 30. Al contrario i dipendenti con 50 anni e più rilevano un aumento del +7%, variazione massima registrata negli ultimi 4 anni dalla categoria. I dipendenti artigiani tra i 30 e i 50 anni rimangono la classe più numerosa, rappresentando il 44,1% dell’occupazione dipendente artigiana, seguono gli over 50 (33,2%) e gli under 30 (22,8%).
Dati sull’età dei lavoratori che spiegano anche perché si intensifichi la contrazione degli apprendisti che a fine 2025 segnano un calo dell’8,9% rispetto ad un anno prima, e la crescita, invece, degli impiegati (+2,7%) e quella lieve degli operai (+0,6% rispetto a fine 2024).

“La figura dell’apprendista rimane fondamentale per le imprese artigiane sia per formare giovani da far crescere in azienda, sia in un’ottica di trasmissione o creazione di nuove imprese. Attraverso l’apprendistato infatti vengono consegnati saperi e competenze del mondo artigiani difficilmente acquisibili per altra via. Un percorso quindi che va valorizzato tanto tra le aziende che tra i giovani”, conclude il presidente.