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IL TUNNEL DELLA CRISI IN VENETO, SBALCHIERO: «A FATICA LE IMPRESE VEDONO LA LUCE. CI VORRANNO PERÒ ALTRI DUE ANNI PER USCIRNE»

Se dovesse raffigurare la crisi economica con un tunnel di cento metri, dove collocherebbe la sua azienda? È questa la domanda che la Confartigianato del Veneto rivolge periodicamente a un migliaio di imprese dall’inizio del 2010 per interpretare gli umori della economia regionale.

E dalla rilevazione di fine giugno emerge che i moderati progressi registrati nel corso del primo semestre 2011 giustificano lo scatto in avanti fatto dalla piccola impresa veneta, che nel corso della prima parte dell’anno registra un progresso di quasi sette metri lungo il tunnel della crisi, arrivando sulla soglia dei 69 metri.


«A fatica, molta fatica – commenta Giuseppe Sbalchiero, presidente della Confartigianato Imprese del Veneto – le nostre imprese cominciano a intravedere la fine della crisi. In particolare bene i settori del manifatturiero e dei servizi alle imprese che di fatto viaggiano a una velocità superiore rispetto a quelli edile e dei servizi alle persone. In entrambi registriamo una crescita superiore alla media regionale, in particolare le aziende manifatturiere hanno percorso quasi otto metri nei primi sei mesi dell’anno, anche se sono ancora i servizi alle imprese a guidare la classifica generale trovandosi già a percorrere gli ultimi trenta metri del tunnel. I servizi alle persone perdono una posizione rispetto a fine 2010, mentre continua a permanere fanalino di coda il settore edile (66,5 m), pur evidenziando un buon progresso nel primo semestre dell’anno (5,6 m), in linea a quello registrato nella precedente rilevazione (6,3 m)».
La situazione a livello provinciale colloca Vicenza e Padova ai primi posti della graduatoria, ma il gap tra le due province si è ridotto dato che Vicenza è stata protagonista della performance più contenuta con un progresso pari a +5,8 m, mentre Padova è risalita di oltre 7 metri. Il balzo in avanti più consistente è stato registrato da Verona (+7,8 m), che si colloca al terzo posto della graduatoria incalzata, però, da Venezia che si ferma a 70,2 m. Treviso, invece, non sembra beneficiare nella stessa misura delle altre realtà provinciali di questo favorevole trend (+6,4 m rispetto a fine 2010), mentre Belluno e Rovigo devono ancora superare la soglia dei 60 metri.  
– Ma quanto ci vorrà per percorrere gli ultimi trenta e metri?-.
«Su questo – conclude Sbalchiero – ci sono opinioni discordanti. Nel complesso si ritiene che ci voglia almeno un altro paio di anni per poter lasciarsi alle spalle questa situazione di crisi. Meno del 15%, infatti, ritiene che entro fine anno si potrà aprire una nuova fase di crescita, e se si escludono quelle poche imprese che dichiarano di essere già fuori dal tunnel (3,6%), circa il 23% prevede che sia il 2012 l’anno della ripresa, mentre il 34,4% sposta il proprio orizzonte dopo il 2012 in mancanza di concreti segnali di ripresa. Un dato rilevante da sottolineare tuttavia è che un’azienda su quattro non riesce a fare delle previsioni e sembra essere rassegnata al fatto che tale situazione di incertezza rimarrà invariata ancora per un tempo indefinito».


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