Green Job: sempre più richiesti nel settore moda

Molti artigiani già percorrono la strada della sostenibilità in maniera spontanea, ma è sempre più necessario avere in azienda figure competenti in materia.

Quello della sostenibilità è, non a caso, uno dei temi sui quali Confartigianato Imprese Vicenza ha posto la sua attenzione da qualche anno, con la consapevolezza che molti dei settori dell’artigianato ne sono direttamente o indirettamente coinvolti, e che si tratta di un argomento sempre più all’ordine del giorno nei diversi contesti economici e politici. Non a caso la Transizione Ecologica è anche uno degli assi portanti del PNRR. Non c’è dubbio quindi chesul tema della sostenibilità anche le imprese si interroghino mettendo in atto azioni che riducono, ad esempio, l’impatto delle proprie attività. Come nel caso del settore della Moda. Non solo: nel comparto emerge anche il tema competenze in materia, perché oggi i “green job” sono tra i profili più richiesti in ogni ambito ed è quindi importante saper ben individuare le proprie necessità e le figure più adatte alla propria produzione. Ma partiamo dai dati.

I numeri

A imboccare la strada della sostenibilità, spiega l’Ufficio Studi Confartigianato analizzando i dati Istat del Censimento permanente delle imprese, in provincia di Vicenza sono 3 aziende manifatturiere su 4, pari al 74,9%. Ancora, se si amplia il concetto di sostenibilità, considerando oltre a quella ambientale anche la responsabilità sociale e la sicurezza, la quota di imprese vicentine che hanno realizzato almeno un’azione di sostenibilità sale all’89%, valore più alto tra le province venete. I dati a livello regionale, poi, permettono di rilevare che la sostenibilità riguarda anche le micro e piccole imprese: in Veneto il 70,9% delle MPI manifatturiere compiono azioni per ridurre il proprio impatto ambientale, a fronte dell’82,9% delle medie e grandi imprese. Le principali motivazioni di questa scelta sono la reputazione verso i clienti e i fornitori, e il fatto che essa fa parte della strategia o “mission” dell’azienda stessa. In tale contesto si colloca il settore della Moda con azioni, singole o complementari, che toccano tutta la filiera: dalla scelta dei tessuti, al confezionamento, al recupero e riciclo dei materiali di scarto, all’attenzione nel corso dei processi produttivi dei materiali usati, all’uso di energie rinnovabili, fino alla gestione del personale.

Le necessità delle imprese

“Sempre più oggi, per stare all’interno della filiera del lusso, la strada è una ed è quella della sostenibilità – spiega Luca Bortolotto, presidente della categoria Moda di Confartigianato Vicenza-. I committenti, ovvero i più noti brand della Moda attenti anche alle nuove sensibilità dei consumatori, chiedono alle imprese artigiane cui si appoggiano cosa stiano facendo e come si stiano muovendo per la sostenibilità. Non solo com’è impostata la produzione, ma anche come vengono gestiti gli scarti di lavorazione, quale l’attenzione verso l’ambiente, come viene gestito il personale e quali le azioni di welfare. Molte delle nostre imprese, lavorando sul territorio e sentendo perciò una responsabilità verso le comunità di riferimento, sono già ben avviate su questi temi, spesso in maniera del tutto spontanea, con scelte che meriterebbero di essere comunicate nella giusta maniera”.Bortolotto aggiunge che in questo percorso verso la sostenibilità serve, all’interno delle imprese, personale con le giuste competenze: “Ad esempio i committenti chiedono cosa se ne fa degli scarti, dove vanno a finire, chiedono certificazioni specifiche sulla loro tracciabilità. Per questo sono necessarie figure competenti e preparate sui diversi aspetti della sostenibilità”.

Fashion Academy ITS Cosmo

“Il concetto di sostenibilità, declinato in termini ambientali, economici e sociali, è sempre più diffuso e sotto la lente dei consumatori – spiega Roberto Gigliotti, direttore generale della Fashion Academy dell’ITS Cosmo -. Questi ultimi infatti sono cambiati, e nessun sistema produttivo può ignorarlo. Anche il settore Moda deve saper intercettare questi mutamenti per adottare modelli di business e proporre prodotti sempre più sostenibili. Tutto questo però porta alla necessità, per le imprese della filiera, di avere al loro interno figure nuove, con nuove competenze”. 

La Fashion Academy ITS COSMO, consapevole di questo bisogno formativo, ha aggiornato l’offerta dei propri corsi dando vita, lo scorso anno a Valdagno, a un nuovo percorso della durata di due anni: quello per diventare dei Fashion Sustainability Manager, realizzato con la collaborazione proprio di Confartigianato e Confindustria Vicenza. E a ottobre partirà la seconda edizione, le cui iscrizioni sono già aperte. “Il Fashion Sustainability Manager è una figura che conosce i materiali e i processi di produzione, le metodologie di gestione e i punti critici delle filiere di fornitura, sa ridurre gli sprechi e gli impatti ambientali dei processi, rendendo nel complesso più efficienti i processi di produzione. Si tratta – conclude Gigliotti- di una professionalità oramai indispensabile per tutte le imprese del settore Moda”.

Articolo aggiornato al 27 maggio 2022

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