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Giovani, formazione e AI: le sfide dell’artigianato Vicentino

Gli eventi di questi ultimi mesi hanno riportato al centro del dibattito l’importanza della responsabilità del mondo politico e imprenditoriale nelle scelte che determinano il futuro dei Paesi e, di conseguenza, dell’economia.

La scelta di titolare “Dentro o fuori” il ‘Match Point 2026’ di Confartigianato, ( l’evento che riunisce i vertici delle Associazioni territoriali e delle Federazioni regionali per fare il punto e capire le prospettive) è quanto mai eloquente. In pratica: o si decide di “partecipare”, essere parte attiva nelle scelte, o si subisce ciò che altri decidono per noi. In mezzo c’è la sopravvivenza di una parte produttiva che nel nostro Paese, e particolarmente nel vicentino, ancora rappresenta il settore trainante: gli artigiani.
Un esempio probante è il passaggio generazionale. In una società che invecchia chi raccoglierà il testimone dell’impresa? Non è certo conveniente che all’interno delle aziende ci siano solo “senior” a decidere, perché la loro percezione della realtà attuale non è quella aggiornata di uno “junior”. Alcuni giovani decidono di non stare “dentro”, qualcuno interrompendo una tradizione di famiglia in nome di una realizzazione individuale. Sono scenari un tempo quasi sconosciuti, ma che oggi coinvolgono la gran parte delle imprese e su cui proprio i Giovani Imprenditori Confartigianato, con “Make the Next”, hanno deciso di interrogarsi e interrogare la politica. A rischio c’è, infatti, il futuro del nostro sistema. Ecco quindi che vanno pensate forme di trasmissione d’impresa diverse rispetto a quelle di un tempo e che si riassumevano nel semplice “di padre in figlio”.

C’è anche da dire che l’attuale “dentro” del mondo artigiano è poco conosciuto, tanto che fa ancora notizia la piccola azienda che, quasi in sordina, realizza prodotti che vanno in giro per il mondo o sono di nicchia.

Da anni, e anche per questo, Confartigianato propone momenti di incontro con le scuole, le famiglie e gli stessi ragazzi per far conoscere loro quel che realmente c’è dentro un laboratorio artigiano nostrano. Troppo spesso, infatti, la scuola e la famiglia non hanno conoscenza del tessuto produttivo locale e, così, molti giovani crescono con il mito che “fuori”, all’estero, sia tutto più facile, bello, appagante. Ma qualcosa sta cambiando come emerge dal Focus della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro “Il rientro dei giovani all’estero: numeri tendenze”. Nel vicentino tra il 2021 e 2025 sono rientrati 1.846 giovani (tra i 18 e 39 anni) a fronte di 1.556 del quinquennio 2016/2020. Negli stessi periodi le partenze sono state 5.714 a fronte di 6.157. Ma cosa li spinge a tornare? Sono le opportunità di conciliazione vita-lavoro (75%), seguite dal contesto/clima di lavoro (67,9%), dalle tutele del lavoratore (64,3%) e dai benefit (60,7%); mentre soltanto il 42,9% indica salari adeguati al costo della vita. “(…) la capacità dell’Italia di favorire il rientro dei giovani si gioca sulla possibilità di creare le condizioni perché questa scelta possa risultare sostenibile e duratura nel tempo. (…) La sfida non è quindi soltanto favorire il rientro, ma creare un contesto nel quale le competenze e le esperienze maturate all’estero possano essere pienamente valorizzate, trasformando la scelta di tornare in un’opportunità tanto per i giovani quanto per il Paese”, spiega il Focus.

Su questa strada Regione del Veneto si è mossa per costruire una strategia regionale integrata dedicata all’attrattività, all’innovazione e allo sviluppo del sistema della conoscenza e dei talenti. A luglio, a Venezia, si è svolto un l’incontro con le Parti Sociali, presieduto dal presidente della Regione, Alberto Stefani, alla presenza dell’assessore allo Sviluppo economico, Ricerca e Innovazione e Attrazione investimenti, Massimo Bitonci, e dell’assessore all’Istruzione, Formazione, Competenze e Cultura, Valeria Mantovan. L’incontro si inserisce nel percorso avviato dal Tavolo Regione-Università, inaugurato a gennaio, e ha rappresentato un ulteriore momento di confronto con i principali attori economici e sociali del territorio, tra cui Confartigianato Imprese Vicenza, per definire una strategia condivisa capace di rafforzare la competitività del Veneto attraverso la valorizzazione del capitale umano. Dal canto suo Confartigianato ha portato proposte proprio per l’incentivazione al rientro, lo sgravio dei costi per chi assume, la richiesta di rafforzare il sistema di welfare territoriale.

Ben vengano quindi esperienze diverse anche in contesti diversi, ma in un’ottica di investimento che guarda al rientro. Questo significa che anche il mondo dell’artigianato ha molte aree di miglioramento, compreso il dialogo tra generazioni. Quanto invece potrebbe essere utile all’impresa un giovane che sappia utilizzare le tecnologie di ultima generazione, e quanto sarebbe utile al giovane assorbire quelle competenze che solo l’esperienza e la creatività sanno dare! Si tratterebbe di una strategia, come si diceva qualche tempo fa, win to win, ovvero da cui tutti escono vincitori.
In queste pagine, ad esempio, il settore dell’Edilizia si è interrogato su come meglio promuovere il comparto ed è interessante scoprire come qualche giovane descriva con soddisfazione il proprio lavoro. Ci sarà anche occasione, per tutti gli interessati, di partecipare a una giornata in cui gli imprenditori sono invitati a chiedersi quali siano i preconcetti, le modalità, le proposte, con cui affrontano un colloquio di assunzione del personale.
L’altro “dentro o fuori” è rappresentato inevitabilmente dall’Intelligenza Artificiale. E’ inevitabile che ci saranno lavori ridimensionati, se non in via di estinzione, con l’introduzione dell’AI., ma ben pochi considerano che certi saperi che passano dalle mani sono unici e quindi non replicabili. Lo sono soprattutto oggi, a fronte di una situazione economica difficile, che colpisce anche le famiglie, alle prese con bollette e spese sempre più corpose e che chiamano in campo i concetti del risparmio e del riuso. Come spiega Confartigianato del Veneto, i mestieri legati alla cura, alla manutenzione, alla riparazione e alla rigenerazione sono in crescita.
Inoltre, con l’adozione del Regolamento Europeo proprio in tema di utilizzo dell’AI nel settore della comunicazione, si è voluto mettere in chiaro che l’utilizzo di questa tecnologia va dichiarato: l’utente o il consumatore viene informato anche sul grado di ‘unicità’ di quanto usa o compra.
Infine chi è “dentro” è il Cesar, ente di formazione di Confartigianato Vicenza, che da 40 anni accompagna le imprese nell’aggiornamento costante sia di tipo normativo che organizzativo. Come viene raccontato nell’articolo dedicato, i percorsi formativi nel tempo sono cambiati. “Dentro” le aule sono arrivati nuovi temi e nuovi alunni. L’imprenditore oggi non può più limitarsi ad assolvere agli obblighi formativi, ma deve avere una conoscenza di come meglio gestire e organizzare la sua azienda, che in questi tempi significa anche gestire le risorse umane che sono già “dentro” e attrarre quelle che sono “fuori”.
Nei prossimi mesi sarà abbozzata la Manovra Finanziaria. Di risorse ce ne sono poche e si tratterà di capire a chi e come andranno destinate e quali misure saranno adottate per dare respiro a famiglie e imprese. Come ricordato proprio durante Match Point, “tra il 2019 e il 2025 l’Italia ha mostrato una buona capacità di resilienza, con il PIL pro capite cresciuto più della media europea (+7,8% contro +5,8%). Una crescita però fragile e sostenuta dal PNRR, senza il quale oggi saremmo in stagnazione. Nel dopo PNRR torna quindi centrale la capacità produttiva del Paese (…). La sfida della transizione è quindi non solo ambientale, ma anche industriale. La crisi di Hormuz richiama inoltre il nodo della sicurezza energetica: l’energia non è solo un costo, ma una questione di dipendenza, volatilità e capacità di produrre, con effetti che si trasferiscono su inflazione, tassi e credito. Con margini di finanza pubblica stretti, la vera sfida non è solo trovare risorse, ma decidere cosa finanziare per sostenere crescita e competitività. L’Europa, infine, non è lo sfondo della partita italiana: le sue scelte industriali, ambientali, energetiche e monetarie entrano direttamente nel conto economico delle imprese e determineranno chi resterà dentro la partita del futuro”. E chi rimarrà fuori.


Hanno collaborato a questo numero:
Carlotta Andracco, Chiara Carradore, Nicola Carrarini, Benedetta Fasolo, Sandra Fontana, Roberto Gobbo, Sabrina Nicoli, Matteo Pisanu, Marina Rigotto, Valentina Saccarola, Andrea Schiavo, Valentino Varotto.

Direttore responsabile: Antonio Stefani
In redazione: Valentina Celsan, Stefano Rossi
Contributi multimedia: Corrado Graziano, Davide Samadello, Federica Vencato
Coordinamento editoriale: Concetta Pellegrino

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