Giovani e Scuola: Vicenza al primo posto per iscrizioni ad istituti tecnici
Vicenza al primo posto per iscrizioni agli istituti tecnici. È quanto emerge dai dati dell’Ufficio Scolastico Regionale in merito agli studenti che affronteranno il prossimo anno scolastico.
Sono stati 7.614 i giovani vicentini chiamati a scegliere le superiori, ovvero il primo step verso un percorso che li porterà nel mondo del lavoro. E se a livello regionale i licei toccano quota 44,77%, come detto nel Vicentino si fermano al 40%, dietro agli istituti tecnici (scelti dal 41,2% dei ragazzi). Il tutto in una regione che, comunque, supera Piemonte e Lombardia per numero di iscritti agli istituti tecnici, con 14.786 studenti che hanno optato per i percorsi quinquennali, cui si aggiungono i 181 che invece hanno scelto percorsi quadriennali. Da notare per Vicenza un altro primato: su 38.244 studenti veneti che si affacceranno alle scuole secondarie di secondo grado in autunno, i vicentini saranno 7.614, seguiti da Treviso (7.397) e Padova (7.325).
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Sempre in riferimento ai dati veneti, a farla da padrone, manco a dirlo, è tutto il settore tecnologico: Informatica e Telecomunicazioni (1.709), Meccanica Meccatronica ed Energia (1.480), Chimica, Materiali e Biotecnologie (1.162). Quindi indirizzi ad alta vocazione pratica e che permettono di acquisire profili e competenze spendibili in molte della realtà produttive locali. Sempre a livello regionale, anche il settore economico raccoglie consensi. In particolare, l’area Amministrazione, Finanza e Marketing, altro filone di forte interesse per le imprese.
Se si guarda ai licei, si registrano numeri in crescita in quelli a indirizzo Scienze Applicate, per la sua anima STEM che unisce teoria e solide basi scientifiche e tecnologiche che possono diventare base di partenza anche per percorsi di alta specializzazione. Bene anche gli indirizzi delle Scienze Umane, in crescita, che possono essere considerate come la scelta di un percorso che permette di ‘leggere’ i cambiamenti in corso.
Quanto ai professionali (scelti a Vicenza da 1.390 studenti nella versione quinquennale), compresi anche gli indirizzi quadriennali e i percorsi triennali IeFp, in Veneto si registrano 6.157 iscrizioni, con un aumento di quasi il 2% rispetto allo scorso anno. Tra gli indirizzi preferiti: Servizi alberghieri e Ristorazione, Settore Sanitario. Anche in questo caso, pare che i più giovani abbiamo ‘letto’ le esigenze del territorio, in questo caso una regione a forte vocazione turistica (e con ampi margini di miglioramento), ma anche un territorio in cui la curva demografica mostra la sempre maggiore necessità di cure e assistenza.
Sebbene in aumento di 91 unità rispetto al 2025, sono ancora pochi a scegliere la formula 4+2. Si tratta di percorsi sperimentali (legge 121 dell’8 agosto 2024) quadriennali terminati i quali, con esame finale, si potranno accedere direttamente ai corsi degli ITS Academy. In alternativa, il percorso quadriennale conferisce un titolo di studio spendibile nel mondo del lavoro al pari di un diploma quinquennale e consente di iscriversi all’Università. Nel Vicentino sono 10 le proposte di questo tipo attivate negli istituti superiori di Vicenza, Bassano, Noventa, Schio e Arzignano. In Veneto, una proposta seconda solo a Verona.
Uno sguardo anche ai più piccoli. Nella sua nota, l’USP spiega che nel primo ciclo e nelle scuole secondarie di primo grado ci sono preferenze espresse per il tempo scuola che mostrano tendenze molto nette. Nella scuola primaria si conferma il ruolo predominante del tempo pieno, scelto da oltre metà delle famiglie (56,70%) mentre il modello a 27 ore rappresenta la seconda opzione più diffusa (30,2%). Nella secondaria di primo grado, la quasi totalità delle scelte (93%) si attesta sul modello standard a 30 ore settimanali.
A livello complessivo, in Veneto ci sono state 107.668 nuove iscrizioni (328 in meno rispetto allo scorso anno) nelle scuole statali della regione, suddivise tra scuola primaria, secondaria di I grado e secondaria di II grado. Numeri, quindi, che permettono di mantenere un equilibrio nella distribuzione territoriale degli studenti.