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Gestione del verde urbano: il documento con le linee guida su alberi e potatura

La gestione delle alberature nei contesti edificati è un tema di grande attualità e importanza, sia per le essenziali funzioni che gli alberi svolgono nelle aree urbane, sia per le problematiche dovute alle mutate condizioni climatiche e ambientali. Da qui un convegno e la redazione del documento “Alberi in ambiente urbano: corretta gestione, scelta della specie, stabilità”.

Il documento è il risultato del confronto tra addetti ai lavori (Imprese, Professionisti e Tecnici della Pubblica Amministrazione) voluto dal mestiere Imprese del Verde di Confartigianato Vicenza in collaborazione con l’Associazione Italiana Direttori e Tecnici Pubblici Giardini e ARGAV – Associazione Regionale Giornalisti Agroalimentari e Ambientali del Veneto e Trentino-Alto Adige. In sostanza, un repertorio di buone pratiche, esperienze e soluzioni innovative in materia di gestione del patrimonio arboreo, a beneficio degli operatori del settore e della qualità del verde urbano.

GLI SPUNTI

I temi affrontati e le indicazioni

  • Gestione e scelta delle specie per il patrimonio arboreo del futuro (Tabella delle specie particolarmente adatte agli ambienti urbani; Criteri qualitativi e quantitativi per aumentare la biodiversità e ridurre la vulnerabilità biologica dei popolamenti; Quadro normativo).
  • Strumenti informatici per la gestione degli alberi.
  • Standard europei di potatura.
  • Modelli operativi per la gestione arborea connessa a eventi meteo estremi.

A partire da esperienze nei Comuni di Padova, Verona, Vicenza, Treviso e Prato, vengono definite e suggerite buone pratiche gestionali per gli operatori del settore, sia in ambito pubblico che privato.

Le considerazioni

La gestione del verde urbano si inserisce in una visione di lungo periodo che integra conoscenza del patrimonio arboreo esistente, pianificazione e innovazione tecnologica. Gli alberi devono essere considerati parte di un sistema complesso che contribuisce alla qualità urbana, alla sicurezza e alla sostenibilità ambientale, superando la dimensione puramente estetica (mitigazione termica, regimazione idrica, sequestro degli inquinanti). L’adozione di modelli gestionali basati sui dati, sull’uso del gemello digitale (rappresentazione virtuale tridimensionale di alberi reali, costruita a partire da rilievi ad alta precisione, che consente di analizzare la struttura e gestire il patrimonio arboreo), rappresenta un passaggio fondamentale per accompagnare le città verso la resilienza urbana e la qualità degli spazi pubblici.

Sicurezza e qualità degli alberi sono quindi il risultato del processo definito all’interno di un piano di gestione del patrimonio arboreo.

Nei nuovi impianti la scelta delle specie è cruciale e deve essere il risultato di una sintesi tra le esigenze del sito (luogo d’impianto) e quelle del popolamento (patrimonio arboreo complessivo della città). È altrettanto importante mettere a dimora in modo ottimale e prendersi cura delle piante per almeno tre anni (garanzie di attecchimento e contratto di fornitura). La qualità non è un lusso, ma un investimento. Una gestione professionale del verde urbano trasforma quest’ultimo da “costo di manutenzione” a “asset strategico” capace di produrre sicurezza per i cittadini, risparmio per le casse pubbliche e bellezza per il territorio.
Serve inoltre un linguaggio comune per la gestione degli alberi in città: gli Standard Europei di Potatura (ETPS – European Tree Pruning Standard), pratiche fondamentali condivise in Europa, ne sono un esempio.

La potatura, nella gestione degli alberi urbani, resta uno degli interventi manutentivi più frequenti e più controversi, con i cittadini/clienti che spesso calibrano le loro richieste senza considerare il rapporto tra i costi e i benefici. In città l’albero non vive in un ecosistema naturale: convive con infrastrutture, persone, vincoli spaziali e aspettative sociali. Questo rende necessaria una gestione attiva, fondata su conoscenze scientifiche e buone pratiche condivise.

Il documento fornisce inoltre gli strumenti per la gestione arborea connessa a eventi meteo estremi. Il fenomeno dei cedimenti e degli schianti non può essere ridotto a una fatalità metereologica, ma va inquadrato come il risultato di un progressivo decadimento biomeccanico indotto da fattori endogeni (invecchiamento, patologie) ed esogeni (scorrette pratiche colturali).

Per consultare il documento nella sua interezza, clicca su questo link…