Skip to main content







Gelato e vicentini

Una spesa annua di 24,7 milioni di euro per un prodotto fresco, ottimo alimento sotto molti punti di vista

Spesa delle famiglie vicentine 24,7 milioni di euro all’anno
Laboratori nel Vicentino 174 attività
Gelaterie artigiane vicentine 132, pari al 75,7%
Laboratori artigiani in Veneto 836, pari al 76,5%

Per combattere il caldo di questi giorni non c’è niente di meglio di un buon gelato, uno dei prodotti tipici del made in Italy alimentare. In un contesto di crescita dei consumi alimentari, le famiglie vicentine spendono ogni anno 24,7 milioni di euro per l’acquisto di gelati.

Fresco, legato alla stagionalità ma sempre più apprezzato durante tutto l’anno, il gelato artigianale valorizza qualità, competenza professionale e materie prime spesso provenienti dal territorio.

Un prodotto che resiste alle mode

«Il gelato resta il prodotto stagionale per eccellenza – commenta Tommaso Rigoni, gelatiere socio di Confartigianato Imprese Vicenza –. Un buon gelato è un ottimo alimento per combattere il caldo e, se fatto con materie prime fresche, è adatto a tutte le età».

«Negli anni abbiamo visto tanti gusti nuovi apparire e poi sparire, mentre i classici, dalla frutta alle creme, resistono al tempo e alle mode. Chi assapora un gelato artigianale assapora un prodotto che utilizza ingredienti freschi, spesso a chilometro zero, e che punta sulla qualità».

Il peso dell’aumento delle materie prime

Come altri comparti dell’alimentazione, anche quello del gelato artigianale di qualità risente dell’aumento dei prezzi delle materie prime essenziali per la produzione.

A giugno 2026, rispetto alla media del 2021, si stimano incrementi significativi dei prezzi al consumo. Il confronto con giugno 2025 mostra, tuttavia, una dinamica più articolata nel breve periodo.

L’andamento dei principali ingredienti

  • Uova: +43% rispetto alla media del 2021 e +8% rispetto a giugno 2025;
  • Frutta: +32% rispetto alla media del 2021 e +2% rispetto a giugno 2025;
  • Zucchero: +31% rispetto alla media del 2021 e -2% rispetto a giugno 2025;
  • Latte: +25% rispetto alla media del 2021 e -2% rispetto a giugno 2025;
  • Cacao e cioccolato: +22% rispetto alla media del 2021, con valori stabili rispetto a giugno 2025.

Un comparto a forte vocazione artigiana

L’aumento dei costi non scoraggia gli artigiani. Al primo trimestre 2026, in Italia si contavano 9.345 laboratori di gelateria, dei quali 6.126 artigiani, pari al 65,6% del totale.

Il perimetro delle attività legate al mondo del gelato è, inoltre, più ampio: comprende le pasticcerie che realizzano dolci a base di gelato e i laboratori che producono gelati senza vendita diretta al dettaglio.

9.345
Laboratori di gelateria presenti in Italia al primo trimestre 2026
6.126
Laboratori artigiani italiani, pari al 65,6% del totale
1.094
Laboratori presenti in Veneto, l’11,7% del totale nazionale

Il Veneto e la provincia di Vicenza

Con 1.094 laboratori di gelateria, pari all’11,7% del totale nazionale, il Veneto è secondo solamente alla Lombardia, che conta 1.587 attività e rappresenta il 17% del totale.

Tra le regioni con almeno 400 laboratori, il Veneto si colloca però al primo posto per l’incidenza delle attività artigiane: 836 laboratori, pari al 76,5% del totale regionale. Seguono il Piemonte, con 580 laboratori artigiani e un’incidenza del 73,8%, e l’Emilia-Romagna, con 756 laboratori e una quota del 71,8%.

In provincia di Vicenza si contano 174 laboratori di gelateria. Di questi, 132 sono gelaterie artigiane, pari al 75,7% del totale: una percentuale nettamente superiore al peso medio delle imprese artigiane sull’intera economia provinciale, pari al 28,7%.

Il Veneto è la quinta regione italiana per spesa delle famiglie in gelati, con 142,6 milioni di euro all’anno. Vicenza, con 24,7 milioni, rappresenta circa il 17% della spesa regionale.

La spesa nelle province venete

Vicenza si colloca su valori molto vicini a Treviso, dove la spesa annua è pari a 24,9 milioni di euro, e a Venezia, con 25,4 milioni. Padova e Verona superano entrambe i 27 milioni di euro.

Cresce la domanda di personale

Per il mese di giugno 2026, le imprese vicentine prevedono 990 entrate di esercenti e addetti nelle attività di ristorazione. La domanda cresce del 41,4% rispetto a giugno dello scorso anno, a fronte di un aumento complessivo delle entrate previste del 3,7%.

990
Entrate previste nella ristorazione vicentina a giugno 2026
+41,4%
Crescita della domanda rispetto a giugno 2025
31%
Difficoltà di reperimento del personale, in calo dal 52,2%

La buona notizia riguarda proprio la reperibilità del personale. La quota di figure difficili da trovare scende infatti al 31%, contro il 52,2% registrato un anno prima: una diminuzione di 21,2 punti percentuali.

Il dato rispecchia l’andamento generale delle imprese vicentine, per le quali la difficoltà di reperimento del personale diminuisce di 3,6 punti percentuali, attestandosi al 48,8%.

Formazione e professionalità

«La presenza nel nostro territorio di istituti superiori che preparano i ragazzi al mondo della ristorazione e dell’accoglienza è importante perché, contrariamente a quanto qualcuno può pensare, anche in questi settori la preparazione è fondamentale – aggiunge Rigoni –».

«Pensiamo, nel caso delle gelaterie, ai prodotti studiati e preparati per chi ha intolleranze alimentari o particolari esigenze dietetiche. Il consumatore è sempre più attento a quanto gli viene proposto e sa riconoscere qualità, competenza e professionalità. Ormai, inoltre, il gelato è un prodotto che si può gustare anche durante il resto dell’anno».