Export: positivi segnali di una ripartenza

Confortano i dati in aumento anche rispetto al periodo pre-pandemia. Ma l’impennata dei costi delle materie prime e dell’energia rischia di frenare il trend positivo.

Nei primi nove mesi del 2021 c’è stato un buon recupero delle nostre esportazioni manifatturiere, con segnali di una effettiva ripartenza. In attesa ora di analizzare compiutamente quanto avvenuto negli ultimi tre mesi dello scorso anno, cioè di capire quanto le variabili di fine 2021, a fotografare la situazione di quei primi nove mesi è stato l’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Vicenza.

“Le imprese artigiane hanno confermato la loro vocazione alle esportazioni mantenendo Vicenza come terza provincia italiana per l’export. Il 2021 è stato segnato da una ripresa vivace, segno che le aziende durante lo stop del 2020 hanno impegnato tempo e risorse a programmare il dopo pandemia. Purtroppo, però, non siamo ancora fuori dell’emergenza sanitaria e le novità vanno monitorate con attenzione – commenta il presidente di Confartigianato Vicenza, Gianluca Cavion-. Il nostro impegno, come associazione, rimane quello di accompagnare le imprese a cogliere le opportunità che si presentano: dagli incentivi in campo al consolidamento delle posizioni nei mercati abituali e no, anche attraverso nuovi canali di vendita. Altro fronte che ci vede impegnati è quello della formazione, per ridurre la forbice tra domanda e offerta di lavoro. Non va dimenticata poi l’attenzione verso problemi quali il caro materie prime e il caro bollette, che incidono non poco sulla ripresa, e la programmazione, della produzione. Al proposito va rilevato il dato positivo del volume export, che si è attestato su valori di crescita (+4,4%) e questo nonostante proprio i prezzi e la disponibilità delle materie prime siano fattori che incidono fortemente sui margini delle imprese fino ad arrivare, in alcuni casi, a non permettere di intercettare la totalità degli ordini”.
“Ci aspettano quindi – conclude Cavion – nuove sfide che dobbiamo affrontare con responsabilità, ma ci attendono anche nuove opportunità, come quelle del Pnrr. Sulla progettualità del Piano le nostre priorità, e così le nostre proposte, sono chiare e concrete. Questo considerato l’impatto, diretto o indiretto, che il Piano avrà sulle PMI”.

Le cifre

Nei primi nove mesi del 2021 le esportazioni manifatturiere ammontano a 14.582 milioni di euro, di fatto in netto recupero rispetto alle perdite registrate nel 2020 a seguito della crisi sanitaria. Preso a paragone il periodo gennaio-settembre 2019, considerato che lo scorso anno nello stesso lasso di tempo l’emergenza sanitaria era al suo apice, nel Vicentino nei primi nove mesi del 2021 si registra una crescita dell’8% delle esportazioni provinciali, superiore alla variazione regionale che si è fermata a +5,9%. I dati dicono poi che i settori a maggior concentrazione di micro e piccole imprese registrano una crescita più contenuta, ma sempre positiva, del totale Manifatturiero, pari a +5,2% rispetto al periodo pre-pandemia. Ancora frenato è il settore Moda, in particolare Articoli di Abbigliamento e Prodotti tessili che, rispetto ai primi nove mesi del 2019, hanno registrato una contrazione rispettivamente del -6,4% e -13,7%. Si distinguono, invece, i Prodotti in pelle e simili che recuperano i livelli pre-crisi registrando una crescita delle esportazioni pari a +2,7% rispetto al periodo gennaio-settembre 2019, in contrapposizione anche al trend regionale che segna un -2,5%. Rispetto al 2020 però il settore registra un rimbalzo positivo, pur senza toccare i numeri del 2019, con un apprezzabile trend positivo del +7,2% degli Articoli di Abbigliamento e +17,2% dei Prodotti Tessili.

Al netto del settore Moda, le esportazioni dei comparti a maggior concentrazione di MPI crescono comunque del 13,7% rispetto al periodo pre-pandemia. Ad essere apprezzati sono in particolare i prodotti Alimentari vicentini, che segnano un incremento delle esportazioni pari a +15,4% rispetto al 2019. In generale, poi, nei primi nove mesi del 2021 le maggiori crescite si osservano per le esportazioni di Computer e prodotti di Elettronica e Ottica (+39,2% rispetto a gennaio-settembre 2019), Autoveicoli, rimorchi e semirimorchi (+24,7%), Apparecchiature elettriche e non elettriche per uso domestico (+24,1%), Legno e prodotti in legno e sughero (+23,7) e Prodotti chimici (+21,0%).

Quanto ai principali mercati di destinazione, i recuperi più consistenti dei livelli pre-pandemia si osservano in Russia, dove le esportazioni vicentine crescono del 18,9% rispetto a gennaio-settembre 2019, in Polonia (+17,5%), in Austria (+16,2%), in Svizzera (+15,7%), in Belgio (+15,4%) e in Germania(+14,8%). Livelli più bassi rispetto ai primi nove mesi del 2019 invece registrano per le esportazioni verso Repubblica Ceca, che segnano un calo del 7,0%, Regno Unito (-4,9%), Spagna (-1,5%) e Romania (-0,6%).

L’analisi prende anche in considerazione la problematica dei prezzi delle materie prime, una variante che ha influito, e influisce, non poco anche sull’attività delle imprese artigiane. Nonostante l’escalation dei prezzi alla produzione, che mediamente nel settore manifatturiero sono cresciuti del 3,1% nei primi nove mesi del 2021, le esportazioni manifatturiere vicentine mostrano comunque una ripresa, registrando una crescita in volumipari a +4,4% rispetto a gennaio-settembre 2019.

Restano comunque alcuni settori maggiormente colpiti dall’aumento dei prezzi delle materie prime, come i Prodotti della Metallurgia con un indice dei prezzi alla produzione cresciuti del 20,0% rispetto ai primi nove mesi del 2019; e come il settore Prodotti delle Altre industrie manifatturiere, costituito dal 91,6% dal settore Orafo (+6,7% dell’indice dei prezzi) e Computer e prodotti di Elettronica e Ottica con un aumento dell’indice dei prezzi del 6,2% rispetto a gennaio-settembre 2019.

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