Al Museo del Gioiello di Vicenza la nuova edizione permanente

Aperta online, in attesa dell’inaugurazione “fisica”: protagonisti i territori e le eccellenze produttive, dall’artigianato ai “brand”

In attesa dell’inaugurazione “fisica” negli spazi al pianterreno della Basilica Palladiana, il Museo del Gioiello di Vicenza ha lanciato sul suo sito web (www.museodelgioiello.it) la nuova Edizione Permanente. Con l’obiettivo di proseguire nel percorso di diffusione della cultura e dei valori del gioiello italiano, valorizzandone i territori e le aziende e mantenendo vivo il legame con visitatori, collaboratori e appassionati, il Museo del Gioiello di Vicenza diventa così un “museo permanente” dedicato al gioiello Made in Italy. Protagonista, dunque, è il territorio in termini di creatività e di manifattura, manifestato attraverso l’eccellenza creativa, artistica, produttiva e tecnologica del gioiello italiano. Come sottolineato da Marco Carniello, dirigente dell’ente espositivo IEG, “il Museo del Gioiello diventa sempre più un riferimento culturale per l’intero settore e consolida il suo ruolo all’interno della ricca offerta artistica della Città di Vicenza, storicamente legatissima al mondo dell’oro”.

Per il direttore del Museo, la professoressa Alba Cappellieri, “la nuova edizione è un omaggio alla bellezza italiana, alla manifattura eccellente dei nostri territori orafi, all’arte, alla moda e al design che rappresentano il Made in Italy nel mondo. Il gioiello crea delle interconnessioni insolite che stupiranno i visitatori. La nuova edizione italiana permette di concentrare lo sguardo su un caleidoscopio affascinante di gioielli, avvicinando contesti solitamente distanti e dimostrando la solidità del sistema orafo nazionale.”

Le nove sale del Museo (Simbolo, Magia, Funzione, Bellezza, Arte, Moda, Design, Icone e Futuro), più la “Scelta del Direttore”, presentano una selezione interamente italiana, dedicata alla produzione delle grandi “maison” e delle piccole e medie aziende dei distretti orafi, all’eccellenza artigianale, alle sperimentazioni artistiche e alla ricerca dei designer indipendenti. Non un curatore per sala, ma un comitato scientifico che ha visto per la prima volta la partecipazione dei principali territori orafi: da Vicenza a Valenza, da Arezzo a Torre del Greco, per raccontare qui le migliori storie orafe italiane. Nel Museo del Gioiello, dunque, spiccano l’alto artigianato delle case orafe, i grandi interpreti dell’arte del gioiello italiano che l’hanno inteso come ricerca e sperimentazione espressiva, come anche i protagonisti del gioiello-moda che alla preziosità hanno preferito la stagionalità delle collezioni e la capacità creativa di interpretare lo spirito del tempo. E ancora i designer, che hanno dato valore al progetto grazie a risposte formali, funzionali, tecnologiche e prestazionali, le eccellenze dal corallo alla filigrana, dal micromosaico alla pietra lavica, testimoni di una cultura millenaria dell’eccellenza italiana. Dulcis in fundo, i gioielli del futuro, quelli che evidenziano le potenzialità di materiali, tecnologie e scenari innovativi.

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