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Confartigianato: dal Mandamento di Valdagno solidarietà all’imprenditore derubato. Cavion: “Dobbiamo tutti impegnarci di più per la tutela del territorio”

Gianluca Cavion

L’ennesimo episodio di furto con scasso avvenuto alla Waip di Valdagno ribadisce un problema, quello della sicurezza, che rischia di sfiancare sempre più le attività economiche e di rendere ancora più debole il territorio.

“La desolazione e lo sconforto che leggiamo nelle parole del titolare dell’azienda – dice Gianluca Cavion, presidente del Mandamento Confartigianato di Valdagno, cui la ditta è iscritta – sono anche le nostre. Perché gli attacchi della criminalità rappresentano un problema ulteriore per gli imprenditori, già impegnati quotidianamente per mandare avanti le loro attività economiche. Sinceramente è una situazione non più tollerabile”.
Nel caso in questione, tra l’altro, lo scasso ha prodotto una serie danni anche a locali limitrofi, oltre che un danno ingente all’azienda.
“Abbiamo sempre sostenuto – continua Cavion – l’attività degli amministratori e delle forze dell’ordine, che recentemente hanno assestato anche qualche colpo alla delinquenza, bloccando alcuni malviventi. Ma, evidentemente, il loro grande impegno ancora non basta. Non sappiamo se l’organico a disposizione dei tutori della legge in zona sia sufficiente, probabilmente no e auspichiamo che venga rafforzato, ma intanto anche come cittadini dobbiamo iniziare a dare un nostro maggiore contributo. Con due semplici azioni: in primo luogo denunciare tutti gli episodi, anche i più insignificanti, altrimenti si rischia di avere una percezione errata della loro diffusione; in secondo luogo, segnalare sempre quelle situazioni sospette (presenze di persone, auto, telefonate ripetute, e così via) che possono fare presagire qualcosa. Insomma, dobbiamo diventare anche noi ‘tutori’ dell’ordine del nostro territorio”.
Colpi come quelli assestati negli ultimi mesi denotano poi che la “professionalità” e la capacità organizzativa della criminalità hanno raggiunto un certo livello, come dimostra anche il colpo di Carrè, e l’azione contro queste bande va dunque condotta anche con azioni di “intelligence”.  
“L’azione delle forze dell’ordine locali – conclude Cavion – è in grado di agire sul territorio, ma quello che non si percepisce è se, a monte, ci sia una visione più ampia e strutturata basata su tecnologia, dialogo tra uffici, strategie, per far fronte a tali fenomeni. Purtroppo, visti i fatti di cronaca, pensiamo che ci sia ancora molto lavoro da fare. Se è vero che mancano gli investimenti, forse però alcuni risultati di contrasto si potrebbero ottenere intervenendo su determinati aspetti logistici e comunicativi”.