CI.TE.MO.S.: laboratorio di idee e progettualità

A che punto sono le trasformazioni che possono favorire il passaggio a forme più sostenibili di mobilità?

Le risposte le cerca CI.TE.MO.S. (Città Tecnologie Mobilità Sostenibile), apprezzato progetto di Confartigianato Imprese Vicenza, nato ormai sei anni fa, che prosegue il suo cammino con momenti di approfondimento e incontri su temi specifici. È il caso degli ultimi due appuntamenti, che hanno coinvolto prima le Amministrazioni pubbliche e poi gli addetti al settore. Nel primo dibattito il focus dell’evento sono state appunto le politiche amministrative, ovvero gli interventi più efficaci per favorire una mobilità sostenibile nel contesto territoriale di riferimento:  incentivare l’uso della bicicletta (o del monopattino), muoversi a piedi, privilegiare l’auto  ibrida o elettrica a quella con motore a combustione, utilizzare il trasporto pubblico, ricorrere alla condivisione di veicoli, ma anche usare in modo integrato vari mezzi (pubblici e privati), ad esempio per il percorso quotidiano casa-lavoro, e promuovere comportamenti virtuosi dei cittadini.

Elettrico sì, ma come?

Il seminario si è rivolto a sindaci, assessori alla mobilità e tecnici comunali di settore, con l’intento di fornire loro suggerimenti e stimoli in materia di “politiche per la mobilità”.

L’incontro è stato moderato da Valerio Rossi Albertini, accademico e divulgatore scientifico, che ha spiegato come stia arrivando uno “tsunami” che rischia di travolgere chi non è preparato. Nel caso specifico, case automobilistiche e professionalità legate al mondo dell’auto. Per fortuna, ha spiegato Albertini, nell’uno e nell’altro caso in molti si stanno muovendo per trasformare la “rivoluzione dell’elettrico” in un’opportunità. In questo contesto si innestano le Amministrazioni Pubbliche, che non possono più rinviare le tematiche legate alle infrastrutture necessarie per una mobilità nuova, non solo privata ma anche pubblica. Nello specifico del Comune di Vicenza, Albertini ha ricordato che si tratta di una realtà policentrica, con grandi spostamenti da e per il suo hinterland, e che quindi può diventare a tutti gli effetti un laboratorio pratico per la mobilità sostenibile. 

Chiamato in causa, Matteo Celebron, assessore alla Mobilità del Comune di Vicenza, ha spiegato quanto le Amministrazioni, assieme a scuole e associazioni di categoria, possano diventare dei “facilitatori”, sia per le nuove professionalità richieste da un mercato automobilistico in rapida evoluzione, sia per trovare soluzioni intermodali alla mobilità città-cintura urbana-città. 

Questo anche perché, come ha aggiunto Albertini, si va verso un uso mirato dell’auto, tanto che i numeri di una nota casa automobilistica hanno concluso che tra qualche anno non si venderanno più auto, ma più servizi. 

Ha ricordato però Celebron che, spesso, intenti e idee si trovano a scontrarsi con una burocrazia disarmante, e poi ci sono i costi (anche in termini di smaltimento) delle tecnologie abbinate alla nuova mobilità. Una cosa è certa: nel futuro non ci saranno tante auto quante le attuali, sia per motivi economici generali, sia per un cambio socioculturale nella popolazione.

Dal canto suo Cosimo Murianni, giornalista di Quattroruote, ha illustrato “l’altra faccia della medaglia” del mercato dell’auto elettrica. Partendo da una citazione di Ford (“il progresso è tale quando è per tutti”), ha spiegato che siamo sì all’inizio di una rivoluzione, ma con alcuni nodi da sciogliere. Il primo è il prezzo delle auto elettriche, destinato a scendere, ma con tempistiche non ancora prevedibili. C’è poi il nodo della ricarica: non solo in termini di tempo necessari per fare un “pieno”, ma anche nel caso di più auto elettriche, per esempio in un condominio, con lo scenario che se le auto elettriche aumentassero di numero, la rete elettrica non sopporterebbe il carico. Su questo punto è però intervenuto Daniele Invernizzi, formatore e progettista presidente di “Ev-now!”, ente privato di ricerca, ribadendo quanto la rete elettrica italiana sia una tra le migliori e più robuste al mondo. Murianni ha anche parlato delle professionalità legate alle auto endotermiche e a quelle elettriche, e del fatto che le piattaforme produttive elettriche costano meno di quelle tradizionali, per cui le case automobilistiche, costruendo sulla domanda, hanno guadagni maggiori: il che cozza con l’ipotesi che i prezzi scendano così velocemente. Sul tema degli incentivi, il giornalista non ha dubbi: si è passati dal cavallo all’auto perché più comodo e conveniente, non perché imposto; quindi, “imporre” l’elettrico non sarebbe una soluzione felice. 

È stato poi il turno di Nicola Fruet, di Dolomiti Energia Solution srl, che ha illustrato “Il punto di vista sulla mobilità di una multiutility dell’energia”, seguito da Luciano Gallo, presidente di Novia, con un intervento su “Le aggregazioni tra Pubbliche Amministrazioni: quali opportunità per la mobilità sostenibile?”. Ha chiuso la mattinata Paolo Manfredi, responsabile Innovazione di Confartigianato Imprese, con un intervento su “L’osservatorio di Confartigianato sul PNRR: esempi di bandi per le Pubbliche Amministrazioni in materia di mobilità”.

Nuovi sistemi di sicurezza sulle auto

Il secondo appuntamento, ospitato al Centro Congressi di Confartigianato Vicenza, è stato coordinato da Fabio Uglietti, direttore Marketing Service & Delivery di Quattroruote Professional.

Ad aprire l’incontro è stato Alessandro Angelone, presidente nazionale della categoria Autoriparazione Confartigianato Imprese, seguito da Cristiano Resta dell’Automotive Safety Center di Vairano, per una panoramica sui sistemi di assistenza avanzata alla guida ADAS (ovvero Advanced Driver Assistance Systems). Per tali sistemi il 2022 è un anno cruciale, visto che da luglio sulle auto di nuova omologazione dev’essere presente, di serie, un sistema di dispositivi di sicurezza a garanzia dell’incolumità delle persone a bordo della vettura. Per esempio: frenata autonoma d’emergenza, regolazione intelligente della velocità, mantenimento attivo della corsia di marcia, predisposizione per l’installazione dei rilevatori del tasso alcolemico del guidatore, sistemi di rilevamento della stanchezza e della distrazione del guidatore, scatola nera con “data recorder”, segnale per le fermate d’emergenza e videocamera di retromarcia, nuove cinture anteriori.

La funzione più comune è la frenata automatica in caso di rischio di collisione con un veicolo o un pedone non rilevati dal conducente, e in buona parte su questo si è soffermato l’incontro. Quattroruote è stata la prima rivista di settore a dotarsi della strumentazione necessaria, la stessa utilizzata dai laboratori affiliati all’Euro NCAP e dalle case costruttrici, per poter valutare in modo completo i sistemi sulle auto prese in esame. Gli esiti delle prove sono stati illustrati proprio nell’incontro al Centro Congressi. Non solo: nel corso della mattinata c’è stato spazio anche per una “Panoramica del sistema elettrico: strumenti e processi per avvicinarsi alla riparazione dei veicoli elettrici”, tema approfondito da Federico Guerci, ingegnere di ASC Vairano.

Articolo aggiornato al 29 luglio 2022