Decesso del titolare di una ditta individuale

La Rubrica di questo numero è curata dall’avvocato Maurizio Camillo Borra dello Studio Legale Associato BBCZ.

La questione 

Il 10 giugno 2021 dopo quarant’anni di attività muore – senza testamento – il titolare d’una ditta individuale artigiana di gioielleria con due negozi e che, a causa del lockdown, ha accumulato debiti coi fornitori e con l’Erario.

Le problematiche

Gli eredi sono la moglie pensionata e l’unico figlio che lavora in azienda. La moglie – unica proprietaria (poiché lo aveva ereditato da suo padre) dell’immobile presso cui si svolge l’attività aziendale – non intende accettare l’eredità, poiché non vuole assumersi i debiti dell’azienda. L’unico figlio ha deciso di continuare l’attività.

Le possibili soluzioni

La prima questione da affrontare è se procedere con la rinuncia all’eredità, l’accettazione con beneficio d’inventario oppure l’accettazione dell’eredità pura e semplice.

Per decidere come procedere bisogna prima che gli eredi scelgano se continuare l’attività del padre oppure cessarla. Nel nostro caso la moglie non intende continuare, mentre il figlio sì.

Pertanto, sia la moglie che il figlio, essendo conviventi con il defunto titolare della ditta, devono entro tre mesi dal giorno del decesso procedere con la dichiarazione di rinuncia all’eredità per la moglie, mentre il figlio provvederà alla dichiarazione di accettazione dell’eredità.

Le ditte individuali non hanno l’obbligo della redazione e del deposito del bilancio presso il Registro delle Imprese: pertanto, per il figlio che non amministrava l’azienda (era solamente un dipendente) vi è il rischio di non avere informazioni precise riguardo alla contabilità e, quindi, di non conoscere l’esatto ammontare dei debiti e anche tutte le questioni relative ai contratti di lavoro con i dipendenti, alla situazione con l’Erario, con le banche, etc.

Si potrebbe ipotizzare di far accettare il figlio con beneficio di inventario, ma nel caso di azienda in attività con negozi aperti le tempistiche e le conseguenze di una accettazione con beneficio di inventario non sono compatibili con le esigenze di una azienda e si avrebbe verosimilmente, purtroppo, la chiusura dell’attività.

Occorre che il figlio, con l’ausilio della associazione di categoria dove vi sono uffici e personale competenti nelle diverse questioni da affrontare (dalla dichiarazione di successione alla contabilità e alle questioni di diritto del lavoro), proceda subito all’inventario del magazzino e alla redazione di una situazione economico patrimoniale al 31.12.2020 e di un’altra il più aggiornata possibile.

Entro trenta giorni dal decesso bisogna comunicare all’Agenzia delle Entrate il nominativo e il codice fiscale del nuovo soggetto unico erede, con anche la modifica della denominazione sociale (spesso si aggiunge: ‘Erede di…’) con le conseguenze anche sulla partita Iva intestata al defunto.

Non appena avute le informazioni corrette sulla contabilità, il figlio provvederà a comunicare ai fornitori, alle banche, ai clienti quanto avvenuto a seguito del decesso e dell’accettazione di eredità da parte del figlio, che è diventato l’unico titolare dell’azienda del padre.

Si chiederà quindi una moratoria ai creditori per consentire l’avvio completo dell’attività del figlio e la possibilità di pagare i debiti dell’azienda, anche in virtù della riapertura dei negozi senza più le limitazioni avute a causa della pandemia.

Il consiglio

Qualora, come nel caso esaminato, si abbia un’attività anche con il pubblico (negozi), occorre decidere con urgenza se continuare oppure no l’attività d’impresa esercitata dal padre: meglio era conservata e tenuta la contabilità, meglio si hanno le informazioni necessarie per poter decidere, soprattutto riguardo agli eventuali debiti esistenti.

Proprio per tale motivo è sempre opportuno rivolgersi a strutture consulenziali come le associazioni di categoria che, con costi contenuti, consentono di avere personale qualificato in grado di assistere gli eredi nel complesso passaggio di titolarità dell’attività esercitata dal defunto imprenditore.

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