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Autotrasportatori e “adeguamenti”

Accise gasolio in aumento di 4 centesimi al litro, pedaggi autostrada +1,5%. Sartori (Confartigianato): “Scelte che mettono in difficoltà le imprese e ne minano la competitività”

Per gli autotrasportatori il 2026 si è aperto all’insegna dei rincari. Il primo, introdotto con la recente Legge di Bilancio, è l’incremento di 4 centesimi per litro dell’accisa sul gasolio a partire dal 1° gennaio. Un aumento che colpisce circa 4,2 milioni di veicoli commerciali alimentati a gasolio sotto le 7,5 tonnellate, pari al 85,3% del parco circolante. Nel 2024 (dati ACI più recenti disponibili) in Veneto le immatricolazioni di autocarri merci sono state 12.369. Di queste, 11.546 sono autocarri fino a 3,5 t (93,3%) e 823 sono oltre 3,5 t (6,7%).

“L’aumento di fatto è un aggravio di tassazione che penalizza imprese e lavoratori autonomi già alle prese con l’aumento dei costi di gestione. Quella del gasolio è una delle più importanti voci nei bilancio delle nostre imprese, un costo che cercheremo di far pesare il meno possibile sui nostri clienti e sui consumatori”, commenta Igor Sartori, presidente provinciale degli Autotrasportatori Confartigianato.
Confartigianato Imprese Vicenza ricorda che la Legge di Bilancio 2025 aveva già previsto un allineamento graduale tra le accise su benzina e gasolio, con variazioni minime. “Il nuovo aumento di 4 centesimi anticipato in un’unica soluzione pare tutto tranne che una variazione minima per il settore. Di fatto stravolge quell’equilibrio e rischia di compromettere la competitività delle imprese, che già oggi sopportano le accise più elevate d’Europa: 632 euro ogni 1.000 litri, il 24,9% in più rispetto alla media dell’Eurozona (pari a 506 euro)”, continua Sartori.
Da qui, precisa Sartori, la richiesta di Confartigianato al Governo di: “Ritirare o modificare la misura e di tornare a una soluzione di buon senso per tutelare le imprese artigiane del trasporto e l’intero sistema produttivo”.

Ma per gli autotrasportatori non è finita qui. All’aumento delle accise, si aggiungono i rincari sulle autostrade stimati – secondo una nota dell’Autorità di regolazione dei trasporti – dell’1,5 % rispetto al 2025.
“È evidente che a pagare le conseguenze più rilevanti saranno come sempre gli autotrasportatori che usano il sistema autostradale sul piano professionale, peraltro non adeguato in termini di sicurezza e di infrastrutture per svolgere la propria attività lavorativa. Basti pensare allo stato dell’A13 e dell’A22 o della cronica mancanza di aree di sosta attrezzate e sicure. Ennesimi ‘adeguamenti’ che nell’insieme colpiscono il settore con molte aziende che difficilmente riescono ad assorbire i maggiori costi di esercizio. Eppure quello degli Autotrasporti rimane un comparto vitale per il Paese. Per questo – conclude Sartori-. nei prossimi giorni le rappresentanze di categoria si riuniranno per valutare le iniziative a tutela delle imprese del settore”.