
Autoriparatori vicentini a SUSTAINera
A Mirafiori la visita al Centro Stellantis dedicato a rigenerazione, riuso e riciclo dei componenti auto
di Valter Fabris
Gli autoriparatori di Confartigianato Imprese Vicenza hanno visitato a Torino il Centro di economia circolare SUSTAINera di Stellantis, operativo nello stabilimento di Mirafiori, per conoscere da vicino processi e tecnologie destinati ad avere un peso crescente nel futuro dell’autoriparazione.
Al centro dell’interesse ci sono soprattutto i ricambi rigenerati: componenti usati, usurati o difettosi che vengono recuperati, smontati, puliti e rigenerati, con l’obiettivo di prolungarne la vita utile e ridurre il ricorso a nuove materie prime.
Un mercato che sta cambiando
«Come autoriparatori siamo molto interessati all’evoluzione di questo processo, perché da questa economia circolare arrivano sul mercato i cosiddetti ricambi rigenerati», spiega Fabrizio Argenta, presidente provinciale Meccanici ed Affini di Confartigianato Imprese Vicenza.
Il riciclo automobilistico può svolgere un ruolo importante nella sostenibilità del settore, riducendo la pressione sulle risorse naturali e, se ben gestito, dando una seconda vita ai veicoli e ai loro componenti.
Cosa succede alle auto a Mirafiori
Durante la visita gli autoriparatori vicentini hanno potuto osservare i diversi percorsi seguiti dai veicoli che arrivano al Centro. Le auto provenienti, per esempio, dal canale del noleggio vengono testate, controllate, ripristinate e destinate al mercato dell’usato.
Per i veicoli a fine vita o per i prototipi viene invece avviato un processo di decontaminazione, con la rimozione di batterie, pneumatici e fluidi come oli e gas del climatizzatore. Successivamente vengono smontate le parti che possono essere recuperate e riutilizzate, mentre gli scarti residui vengono avviati al trattamento dei materiali.
La transizione verso un’economia più circolare sta modificando anche il mercato dei ricambi, con nuove opportunità e nuove regole che coinvolgono direttamente il mondo dell’autoriparazione.
Il confronto con la Francia
Per approfondire l’evoluzione del mercato, a marzo una decina di autoriparatori di Confartigianato hanno visitato anche alcune realtà francesi. Il quadro normativo è diverso da quello italiano: in Francia il ricambio proveniente dalla demolizione è considerato un’alternativa al ricambio originale e, dal 2016, al cliente deve essere presentata anche una proposta che preveda l’utilizzo di ricambi usati.
Secondo quanto osservato durante la visita, questo sistema ha favorito un maggiore riutilizzo di componenti originali smontati da veicoli radiati e destinati alla demolizione. Sono così nati grandi centri di economia circolare, con processi strutturati di selezione, smontaggio, certificazione, stoccaggio e vendita dei ricambi usati.
La Francia rappresenta quindi un esempio di mercato già orientato verso un’economia circolare più strutturata, mentre anche a livello europeo il quadro normativo è in evoluzione.
Le nuove regole europee
Il 18 giugno il Parlamento europeo ha approvato una nuova disciplina destinata a regolare l’intero ciclo di vita dei veicoli, dalla progettazione alla gestione del fine vita. Il provvedimento dovrà essere formalmente approvato dal Consiglio dell’Unione europea prima dell’entrata in vigore.
In sintesi, i nuovi veicoli dovranno essere progettati per facilitare la rimozione e il recupero di parti e componenti; è inoltre previsto un progressivo aumento dell’impiego di plastica riciclata e una disciplina più dettagliata delle operazioni di raccolta, stoccaggio, trattamento e recupero dei veicoli fuori uso.
La strategia delle 4R
Il Centro SUSTAINera di Mirafiori si basa sulla strategia delle 4R: Reman (rigenerazione), Repair (riparazione), Reuse (riutilizzo) e Recycle (riciclo).
Secondo i dati Stellantis riportati nel materiale della visita, il programma di riuso può prolungare la vita utile dei componenti, con un risparmio del 100% dei materiali impiegati e fino al 50% in meno di emissioni di CO2 rispetto alla produzione di parti di ricambio nuove.
Un percorso iniziato molti anni fa
Il tema della sostenibilità applicata all’automobile non nasce oggi. Già nel 2008 FIAT realizzava Phylla, un prototipo sviluppato dal Centro Ricerche FIAT in collaborazione con il Politecnico di Torino e l’Istituto Europeo di Design.
Il progetto immaginava un’auto urbana del futuro con tetto fotovoltaico, alimentazione ibrida a idrogeno e materiali a ridotto impatto ambientale. A distanza di diciotto anni, quella sperimentazione appare come uno dei primi segnali di un percorso che oggi coinvolge l’intero ciclo di vita dell’automobile.
Per gli autoriparatori, seguire da vicino questa evoluzione significa prepararsi a un mercato in cui rigenerazione, riuso e riciclo dei componenti avranno un ruolo sempre più rilevante.






