Aumento prezzi delle materie prime: come tutelarsi?

I prezzi in salita si ripercuotono sui contratti già stipulati e preoccupano le aziende. Comprese le ditte del comparto Edilizia risollevate dal 110%.

Da un lato l’impatto positivo del Superbonus 110%, una misura che però si vorrebbe strutturale e dalle procedure più semplificate; dall’altro il costo in salita dei materiali, che va a incidere sulla ripresa del settore Casa come di altri settori. Questo “doppio” tema è stato discusso in un webinar promosso da Confartigianato Imprese Vicenza con il supporto di Edilcassa Veneto, la Cassa edile artigiana che riunisce sigle datoriali e sindacali. Nel corso del dibattito sono stati dunque illustrati sia l’andamento di mercato delle materie prime, e sia come le imprese possono agire per riequilibrare i contratti a fronte delle oscillazioni dei prezzi delle materie prime (tema approfondito anche nella rubrica Servizio Legale in questo stesso numero). Sulle problematicità legate alle materie prime introvabili, o dai prezzi insostenibili, arriva all’attenzione della Commissione europea, alla quale è stata presentata una interrogazione che chiede un rapido intervento delle istituzioni comunitarie in merito.

L’aspetto economico

Come riferito da Enrico Quintavalle dell’Ufficio Studi nazionale di Confartigianato, si è registrato un aumento dei prezzi di materie prime e “commodities” energetiche ad aprile 2021 nell’ordine del 33-34%, con aumenti che hanno toccato il 60% per quanto riguarda i metalli. Anche il settore delle Costruzioni è uno dei comparti che maggiormente utilizzano svariati di quei materiali, compresi legno e plastica, e naturalmente tali aumenti tendono ad avere un effetto depressivo su una ripresa che è ancora fragile e che interesserà – e sarà trainata – proprio da un’accelerazione degli investimenti nel patrimonio edilizio. Quelle costruzioni che, secondo recenti indicazioni fornite dalla Commissione Europea, avranno in Italia un tasso di crescita doppio rispetto alla media UE.
Le imprese vicentine sono un campione molto ampio, e ben i due terzi di quelle interessate dall’aumento dei prezzi delle materie prime lavorano proprio nei comparti dell’Edilizia e Installazione degli impianti. C’è quindi da tener conto che, in questa prima fase di ripresa, il settore delle Costruzioni è particolarmente importante, anche perché è quello che ha maggiormente sofferto negli ultimi otto anni, a seguito dello scoppio della crisi finanziaria del 2011”.
Il pericolo, insomma, è che gli effetti positivi delle agevolazioni previste dal Governo per interventi sul patrimonio edilizio, sui quali spicca il Superbonus 110% accanto a quelli consolidati, vengano frenati. Con effetti anche sui necessari interventi che vanno nella direzione di un recupero del patrimonio edilizio vetusto, in un’ottica di sostenibilità ambientale.

L’aspetto legale

Da un punto di vista legale, come ha spiegato l’avvocato Rocco Dimitri, nell’ordinamento italiano c’è la difficoltà di trovare – nei contratti di fornitura o di appalto privato – delle forme di tutela dal fenomeno della volatilità dei prezzi dei materiali o dell’aumento dei prezzi delle materie prime in generale. Il Codice Civile, infatti, richiede che le modifiche contrattuali nel corso dell’esecuzione del contratto possano avvenire solo nel caso si verifichino eventi straordinari e imprevedibili: due concetti che però la giurisprudenza italiana ha sempre interpretato in molto rigido e restrittivo, tanto che neppure la pandemia del Covid-19 è stata riconosciuta in talune situazioni come una giustificazione sufficiente. Quando si firma un contratto, si deve sempre partire dal concetto di rischio implicitamente connesso al verificarsi di imprevisti che possono far mutare le condizioni di partenza del momento in cui si sono pattuiti gli accordi. L’avvocato ha illustrato pertanto quelle che possono essere le grandi “famiglie” di clausole contrattuali utili, se non a ridurre il rischio, quanto meno a creare delle condizioni per riequilibrare i rapporti contrattuali al verificarsi, ad esempio, di inspiegabili e repentine oscillazioni dei prezzi. Si tratta di clausole che in qualche modo possono portare a un recesso dal contratto per limitare eventuali danni e che, nella migliore delle ipotesi, consentono alle parti di ridiscutere le condizioni di prezzo al verificarsi di precisi e prestabiliti eventi. Si tratta delle “clausole di adeguamento”, le quali possono essere automatiche o di rinegoziazione. 


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