Aumentano i costi… tranne le pensioni

ANAP lancia l’allarme, ma ricorda anche che i suoi soci hanno diritto a uno sconto sulle bollette di luce e gas. Di sicuro, va rivisto il paniere ISTAT.

Sul versante dei prezzi, questo autunno ha registrato e sta registrando forti aumenti per tutto, compresi generi di prima necessità: vedi benzina, gasolio e metano, vedi il forte rincaro dei costi di luce e gas, anche se quest’ultimo è stato calmierato da un apposito decreto taglia-bollette, che ha rafforzato i bonus sociali (bonus energia elettrica, bonus gas e bonus idrico) per chi ne ha diritto. Con l’aumento dei costi delle materie prime, si sta registrando anche un forte rincaro dei prezzi dei beni alimentari. Insomma, l’impennata dei prezzi rischia di mettere in difficoltà i tanti anziani con pensioni basse e le loro famiglie. 

Quello degli aumenti che erodono il potere di acquisto è un problema che contagia anche le famiglie di figli e i nipoti, perché va ricordato che molti anziani, con le loro pensioni e i loro risparmi, aiutano i nuclei familiari dei parenti giovani, che spesso hanno subito gli effetti della crisi economica causata, tra l’altro, dalla pandemia. Per questo l’ANAP Confartigianato di Vicenza ha chiesto più volte che si corra ai ripari, provvedendo fra l’altro ad adeguare (finalmente) la pensione al crescente costo della vita.

È stato Severino Pellizzari, presidente appunto di ANAP Vicenza, a lanciare l’allarme anche sulle pagine del Giornale di Vicenza: «Qui aumenta tutto tranne le pensioni, e ora molti anziani rischiano la povertà. Come possiamo pensare che con una pensione minima si possa affrontare un innalzamento dei prezzi e in particolare quello del costo dell’elettricità e del gas?»

Aggiunge Pellizzari: «Riguardo l’energia, ci troviamo di fronte al quinto aumento consecutivo che si registra nel mercato tutelato, e probabilmente non sarà l’ultimo. Non si colgono, infatti, segnali che vadano in controtendenza rispetto alla situazione di questi ultimi mesi. Per questo, chiediamo interventi strutturali, perché non è possibile per chi ha redditi bassi continuare a sostenere questi costi». Basti pensare che nel trimestre ottobre/dicembre 2020, nella fascia oraria giornaliera, la tariffa applicata per la materia prima energia e le perdite di rete era di 0,06467 €/kWh, e in quella notturna era di 0,05220, mentre quella giornaliera applicata nel trimestre ottobre/dicembre 2021 sarà di 0,20650 €/kWh e quella notturna sarà di 0,18522 al kWh. 

Per il gas, per gli stessi periodi, si passa da 0,144833 €/mc del 2020 a 0,499211 €/mc. 

Al problema degli aumenti, si aggiungono le continue richieste telefoniche che arrivano dai fornitori del mercato libero: «I nostri associati – spiega Pellizzari – sono tartassati da venditori che promettono di abbassare i costi, ma spesso non è così semplice verificare, per chi non è esperto, il contenuto della proposta». ANAP Vicenza però non si ferma solo alla segnalazione dei problemi, ma opera su due livelli: il primo è un piano che riguarda i servizi, per aiutare in concreto i propri soci e risparmiare sui costi delle bollette; il secondo è un piano di natura sindacale, attraverso la richiesta di rivedere il paniere ISTAT. Vediamoli.

Risparmi in bolletta

Per mitigare gli effetti dei rincari e per orientarsi nella giungla delle offerte, Pellizzari ricorda che ANAP, attraverso gli sportelli di Confartigianato Imprese Vicenza, mette a disposizione il servizio Energia (Tel. 0444.168430 – 408 | mail: risparmioenergia@confartigianatovicenza.it, sito web: www.confartigianatovicenza.it/energia), per valutare le proposte in tema di forniture di gas ed energia più adeguate. Inoltre, va ricordato che i soci ANAP godono di forti sconti sulle tariffe di luce e gas domestico attraverso una convenzione in atto tra Confartigianato e AIM Energy. 

Revisione del paniere Istat

Nel paniere Istat (il paniere su cui l’Istituto nazionale di statistica calcola il tasso di inflazione) entrano prodotti dal target fortemente giovanile, cui anziani e pensionati non sono interessati. In questo modo la politica rischia di perdere di vista i problemi della Terza Età, che in questo momento sta soffrendo di più la crisi economica. “Pensiamo – afferma Pellizzari – che sia necessario introdurre l’utilizzo di un paniere speciale, più tarato sui bisogni commerciali e sulle esigenze della popolazione anziana. Le persone con più di 65 anni rappresentano oltre il 20% della popolazione italiana, ed è una percentuale destinata ad aumentare nei prossimi anni. Sono una parte della società non coinvolta nella tipologia di acquisti presi ad oggetto dall’Istat, ma che avrebbe bisogno di veder tutelato il suo potere di spesa, piuttosto compromesso negli ultimi anni”. 

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