
Anziani e sanità territoriale: il futuro dell’assistenza in Veneto
È stata un’estate intensa per ANAP vicentina e veneta, l’Associazione dei Pensionati di Confartigianato. Due appuntamenti, a distanza di dieci giorni l’uno dall’altro, hanno focalizzato il tema dell’invecchiamento della popolazione vicentina e veneta: il convegno di ANAP Veneto sulla sanità territoriale e il Giubileo Mariano dei Nonni e degli Anziani celebrato a Vicenza.
Due momenti diversi – uno più tecnico-istituzionale, l’altro spirituale e comunitario – ma uniti da un unico filo conduttore: la necessità di ripensare il modo in cui la società si prende cura delle persone anziane.
TEMI E PROPOSTE
I numeri di un Veneto che invecchia
Il quadro demografico presentato al convegno di luglio è netto. Il Veneto conta oggi circa 4,85 milioni di abitanti, ma il saldo naturale resta negativo: nel 2024 si sono registrati circa 30 mila nuovi nati a fronte di oltre 50 mila decessi. L’indice di vecchiaia ha raggiunto il 203% e l’età media della popolazione è salita a 47 anni, sette in più rispetto a un quarto di secolo fa. Secondo le proiezioni ISTAT, entro il 2050 più di un veneto su tre avrà superato i 65 anni.
Ancora più significativo il dato sugli anziani soli: gli over 80 in regione passeranno dagli attuali 382.000 a 603.000, e il 65% di loro vive già da solo. Oltre il 65% degli over 75 convive con almeno due patologie croniche, mentre nello stesso periodo il numero di medici di medicina generale sul territorio è sceso del 40%.
Il convegno ANAP Veneto: assistenza domiciliare e residenzialità
Al centro dell’incontro regionale organizzato da ANAP Confartigianato Persone Veneto è emersa con forza la necessità di rafforzare l’assistenza domiciliare, per permettere alle persone anziane di continuare a vivere nella propria casa il più a lungo possibile. Parallelamente, i relatori hanno sottolineato l’urgenza di potenziare l’offerta di strutture residenziali e di soluzioni abitative innovative, come le esperienze di social housing già attive in alcune aree della regione.
Il presidente di ANAP Veneto, Severino Pellizzari, ha ribadito che l’Italia e il Veneto non possono più considerare l’invecchiamento come una semplice conseguenza della longevità, ma devono governarlo come la principale politica economica, sociale e sanitaria dei prossimi trent’anni. Una posizione condivisa anche dal presidente di Confartigianato Imprese Veneto, Roberto Boschetto, che ha ricordato come in regione ci siano almeno 17mila anziani soli, 600mila persone che convivono con più patologie e 11mila anziani in attesa di un posto in struttura.
Dal fronte medico, Andrea Dini (FIMMG Padova) ha evidenziato che le Case della Comunità rappresentano un’opportunità importante, ma non possono da sole essere la soluzione: serve una rete in cui la medicina generale sia pienamente integrata. Sulla stessa linea Eddi Frezza, direttore dei Servizi Socio Sanitari dell’ULSS 4 Veneto Orientale, che ha insistito sull’integrazione tra servizi sanitari, sociali e comunità locali, e sul sostegno ai caregiver familiari.
Toni più critici quelli del presidente URIPA Roberto Volpe, che ha parlato di un vero “tsunami sociale, sanitario ed economico” in arrivo nei prossimi vent’anni, denunciando come il PNRR non abbia destinato alcun euro al potenziamento delle RSA. Volpe ha inoltre richiamato l’esigenza di affrontare senza ipocrisie il tema del personale, citando la missione URIPA in Brasile e Repubblica Dominicana, che ha già portato oltre 120 visti per operatori socio-sanitari qualificati.
L’assessore regionale Gino Gerosa ha chiuso i lavori illustrando i risultati raggiunti dalla Giunta: il Veneto ha superato l’obiettivo del 10,98% di over 65 presi in carico in assistenza domiciliare, con 53.312 pazienti aggiuntivi assistiti nel 2025, grazie anche a un accordo – primo in Italia – con i Medici di Medicina Generale per il loro coinvolgimento nelle Case di Comunità.
Il Giubileo dei Nonni: la dimensione comunitaria e spirituale
I temi del convegno sono stati al centro dell’attenzione, con un taglio diverso, anche in occasione della Giornata Mondiale dei Nonni e degli Anziani. A Vicenza, ANAP ha partecipato alla Celebrazione della Festa dei Nonni e al Giubileo Mariano Diocesano, con la Messa celebrata da Mons. Beniamino Pizziol, vescovo emerito di Vicenza, che ha richiamato il valore dell’alleanza tra generazioni: gli anziani custodi della storia e della tenerezza, i giovani portatori di entusiasmo e futuro.
A seguire, ANAP Confartigianato Persone Vicenza e l’Associazione Senior Veneto, con la collaborazione dell’Associazione Amici di Monte Berico e il patrocinio del CSV di Vicenza, hanno organizzato il convegno “L’importanza degli anziani nella società”. Tra i saluti istituzionali sono intervenuti la vicesindaca di Vicenza Isabella Sala, il vicepresidente del Consiglio regionale Francesco Rucco, oltre a rappresentanti del mondo culturale e religioso locale.
Il dibattito, coordinato da Nicola Carrarini, ha ribadito concetti in continuità con quanto emerso a luglio: l’invecchiamento attivo va promosso come strumento di prevenzione e partecipazione, e va costruito già a partire dai 40 anni, preparando per tempo il percorso verso l’età anziana. È stato inoltre sottolineato come sempre più persone vivranno sole, una sfida che richiede ascolto e programmazione mirata. Tra i relatori sono tornati anche volti già presenti al convegno di metà luglio, come Severino Pellizzari e Roberto Volpe, insieme a Vincenzo Gigli (Senior Veneto), Elena Carbone (Università di Padova) e Maria Grazia Bettale (CSV Vicenza).
Un filo unico: dall’analisi tecnica all’impegno comunitario
I due appuntamenti, pur diversi per contesto e linguaggio, restituiscono un messaggio coerente: il Veneto è chiamato ad affrontare la transizione demografica non come un’emergenza da tamponare, ma come una trasformazione strutturale da governare con una programmazione di lungo periodo. Da un lato la necessità di rafforzare rete sanitaria territoriale, assistenza domiciliare e residenzialità; dall’altro il richiamo a un’alleanza intergenerazionale che riconosca agli anziani un ruolo attivo nella società, non solo di destinatari di cure. Come ricordato nel convegno di Vicenza, invecchiare bene “non riguarda soltanto gli anziani: riguarda il futuro di tutta la comunità”.
