Anche Confartigianato con il Comitato Chernobyl per l’accoglienza dei bambini

Il gruppo di bambini appena arrivato ad Arzignano

Anche quest’anno Confartigianato Vicenza – Mandamento di Arzignano Montecchio Maggiore partecipa al Progetto Chernobyl, che dal 1995 accoglie bambini esposti alla grave situazione dopo l’incidente alla centrale nucleare.

La tristemente famosa centrale nucleare di Chernobyl - Foto di Tiia Monto, CC BY-SA 3.0

A 30 anni dall’incidente di Chernobyl, infatti, molte famiglie vivono ancora nelle terre contaminate, in attesa di cure che soltanto la solidarietà internazionale garantisce.
Quello della centrale di Chernobyl del 1986 è stato il più grave disastro nucleare della storia. E sono ancora più di 5 milioni gli abitanti di Russia, Ucraina e Bielorussia che vivono in zone contaminate dal fallout radioattivo. Secondo i dati riportati da Legambiente, la nazione più colpita dagli effetti della contaminazione è stata la Bielorussia, con il 70% del fallout radioattivo ricaduto sul proprio territorio e con oltre il 20% del proprio territorio contaminato da Cesio137 con livelli che variano da 1 a oltre 40 Curie per chilometro quadrato.
Una situazione, a 30 anni di distanza, molto grave, poiché si vive mangiando e bevendo cibo e acqua radioattivi che provocano l’abbassamento delle difese immunitarie nonché patologie tumorali, soprattutto nei bambini.
31 bambini bielorussi arrivano quest’anno ad Arzignano e 19 a Montecchio Maggiore da situazioni di estrema difficoltà e saranno ospiti di famiglie della valle del Chiampo. Per un periodo, potranno mangiare cibo sano, trascorrere giornate al mare, in montagna e in piscina, frequentando laboratori didattici. Sono monitorati a livello sanitario e, nel caso, seguiti con trattamenti medici adeguati.
Quest’anno il progetto è rimasto a lungo nell’incertezza, per la difficoltà di reperire risorse economiche da parte del Comitato Cherbobyl  che ripropone questa accoglienza ininterrottamente dal 1995.
Confartigianato da diversi anni dona uno zainetto per bambino, per l’attività scolastica e le gite. Un piccolo segno di sostegno a questo progetto che unisce regioni europee così diverse e cerca di dare fiducia e speranza per il futuro a bambini in difficoltà.


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