
AI nelle PMI: l’intelligenza che cambia il fare per legno, moda e meccanica
“L’intelligenza che cambia il fare – Legno, moda e meccanica di fronte alla sfida dell’Intelligenza Artificiale”.
È stato questo il tema di un confronto, promosso da Confartigianato Imprese Veneto, che nella sede di Marghera ha messo insieme imprese, ricerca, formazione ed esperti di innovazione per andare oltre la teoria e capire quale impatto può avere l’AI sul lavoro e sui processi delle PMI. Punto di partenza dell’evento i risultati della prima indagine di Confartigianato Veneto sull’utilizzo della AI nella manifattura che racconta come le imprese dei tre comparti guardano oggi all’Intelligenza Artificiale, tra conoscenza, opportunità, criticità e prospettive di utilizzo.
Spunti e riflessioni
L’intelligenza artificiale è già entrata nelle imprese artigiane venete, ma per ora soprattutto dalla porta della sperimentazione. Il 30,1% delle imprese dei settori intervistate ha già utilizzato strumenti di AI: il 3,9% li utilizza in modo strutturato, mentre il 26,2% è ancora nella fase di sperimentazione. Dall’altra parte, il 39,2% non ha mai utilizzato l’intelligenza artificiale e non manifesta interesse a farlo. È uno dei dati che emergono dalla prima indagine di Confartigianato Imprese Veneto sull’utilizzo dell’AI nella manifattura artigiana, realizzata nel gennaio 2026 coinvolgendo imprese dei comparti meccanica, moda e legno-arredo.
Ma il dato più interessante è forse quello che sta nel mezzo: tra chi già utilizza l’AI e chi invece non è interessato c’è un’ampia area di imprese che vuole prima capire. Perché l’intelligenza artificiale può essere utile, ma la domanda delle piccole imprese è molto concreta: dove può migliorare davvero il lavoro quotidiano? Le imprese artigiane non partono da zero. La digitalizzazione è infatti già una realtà consolidata: il 91,9% utilizza almeno una tecnologia digitale tra quelle rilevate dall’indagine e il 54,7% ne utilizza almeno tre.
Il 61,8% delle imprese si colloca a un livello medio di digitalizzazione. La meccanica presenta la quota più elevata di imprese con un livello alto o molto alto, pari al 20,5%. Nella moda, invece, è più consistente la quota di imprese con un livello molto basso o basso di digitalizzazione, pari al 30,5%.
L’AI rappresenta quindi un passaggio ulteriore rispetto a un percorso digitale già avviato. E le imprese, almeno potenzialmente, sembrano riconoscerne il valore: il 77% ritiene che l’intelligenza artificiale possa incidere sulla competitività economica. Per il 61,5% l’effetto riguarderebbe alcuni ambiti dell’attività, mentre per il 15,5% potrebbe essere significativo.
Sul fronte dell’utilizzo il 42,4% indica la gestione di preventivi, ordini e documentazione, mentre il 34% guarda all’organizzazione del lavoro. Anche gli strumenti oggi più conosciuti raccontano questa fase ancora iniziale: i traduttori sono utilizzati o conosciuti dal 63,4% delle imprese, mentre i chatbot arrivano al 38,5%. Rimangono invece ancora largamente sconosciuti gli strumenti di AI applicati alla progettazione e alla prototipazione.
Non è quindi una questione di entusiasmo o di rifiuto della tecnologia. È soprattutto una questione di comprendere come collegare l’AI alle esigenze reali dell’impresa.
La ricerca mostra differenze significative tra i tre settori analizzati.
MODA
Nella moda il tema è preservare il valore del saper fare È il comparto più prudente. Il 48,8% delle imprese non ha mai utilizzato l’AI e non è interessato a farlo. Il 62,2% dichiara una scarsa conoscenza delle potenzialità dell’AI applicata alla moda e un ulteriore 23,2% non ne ha alcuna conoscenza.Qui emerge anche una preoccupazione molto forte: il 69,5% ritiene che l’intelligenza artificiale possa ridurre il valore del “saper fare” e della componente umana del prodotto.Per questo il 42,7% indica come priorità formativa il design e la creatività assistita dall’AI.
«Le nostre imprese non sono contrarie all’intelligenza artificiale, ma hanno bisogno di capire dove questa tecnologia può davvero essere utile – sottolinea Katia Pizzocaro, presidente della Federazione Moda di Confartigianato Imprese Veneto –. Nella moda questo passaggio è particolarmente delicato, perché il valore del prodotto nasce dall’incontro tra creatività, competenze, manualità e identità. Non servono tecnologie calate dall’alto, ma formazione e casi d’uso capaci di parlare il linguaggio delle nostre imprese».
MECCANICA
La meccanicaè il comparto con il livello di digitalizzazione più avanzato e quello che guarda maggiormente all’intelligenza artificiale come a uno strumento per ottimizzare i processi. Ma anche qui la conoscenza non è ancora sufficiente: circa il 60% delle imprese dichiara di conoscere poco le potenzialità dell’AI applicata alla meccanica, mentre un terzo non ne ha alcuna conoscenza.
Il 58,3% indica l’ottimizzazione della produzione e dei processi come principale ambito su cui sviluppare percorsi formativi, seguito dal marketing e dal controllo qualità. Resta inoltre significativo il timore che l’AI possa ridimensionare il valore del lavoro artigiano: circa il 59% esprime, almeno abbastanza, questo tipo di preoccupazione.
«Nella meccanica l’intelligenza artificiale viene guardata soprattutto con gli occhi dell’efficienza: meno tempi morti, processi più precisi, maggiore capacità di programmare e controllare la produzione – afferma Nerio Della Vecchia, presidente della Federazione Meccanica di Confartigianato Imprese Veneto –. È da qui che dobbiamo partire: dalla tecnologia applicata a problemi concreti della fabbrica».
LEGNO ARREDO
Il legno-arredo si colloca in una posizione intermedia e guarda soprattutto alle possibilità offerte dall’AI per rafforzare personalizzazione e rapporto con il cliente. Il 50% delle imprese non ha alcuna conoscenza dell’AI applicata al settore e il 39,5% ne ha una conoscenza scarsa. Allo stesso tempo, il 52,7% riconosce che l’AI può migliorare il servizio al cliente. Tra le priorità formative indicate dalle imprese ci sono la personalizzazione della presentazione del prodotto, indicata dal 34,2%, la prototipazione rapida per l’arredo (26,3%) e la personalizzazione dell’esperienza del cliente (26,3%).
«L’intelligenza artificiale può diventare uno strumento interessante proprio perché consente di rafforzare alcuni elementi distintivi del prodotto artigiano, dalla personalizzazione alla progettazione – evidenzia Maurizio Cattai, presidente della Federazione Legno-Arredo di Confartigianato Imprese Veneto –. Il punto da cui partire è accompagnare le imprese perché possano sperimentare senza perdere ciò che le rende riconoscibili: il sapere artigiano, la qualità e la capacità di personalizzare il prodotto».
OSTACOLI E OPPORTUNITA’
Se l’AI può essere utile, perché non viene ancora adottata più diffusamente?La risposta delle imprese è molto concreta. Il primo ostacolo non sono i costi, ma il tempo: il 31,1% indica infatti la mancanza di tempo per sperimentare o formarsi. Seguono la scarsa conoscenza tecnica interna (25,9%), la mancanza di personale adeguatamente formato (24,3%) e i costi di acquisto e implementazione (23%). Quasi un’impresa su cinque, inoltre, dichiara di non vedere benefici concreti per la propria attività.
Anche sul fronte degli investimenti prevale la prudenza: il 49,7% non considera sostenibile l’investimento o non è interessato, mentre il 50,2% si dichiara disponibile a investire nei prossimi 12-24 mesi, soprattutto per importi contenuti oppure con il supporto di incentivi e consulenza esterna. È qui che emerge una delle principali indicazioni dell’indagine: per le piccole imprese la sfida non è semplicemente “adottare l’AI”, ma trovare il modo di sperimentarla senza affrontare da sole costi, tempi e complessità.
È anche questa la prospettiva indicata dal professor Fabrizio Dughiero, consigliere Cotec, secondo il quale l’AI può diventare uno strumento concreto per valorizzare il patrimonio di conoscenze già presente nelle imprese.
Nella meccanica può supportare la gestione di preventivi, acquisti, comunicazione e progettazione, ma anche il controllo qualità, la manutenzione e la pianificazione della produzione. I dati già disponibili dalle macchine 4.0 – vibrazioni, assorbimenti, tempi ciclo – possono essere utilizzati per individuare anomalie prima che provochino un fermo. Nel legno-arredo l’AI può intervenire sull’ottimizzazione dei piani di taglio, sulla gestione di listini e distinte e sulla presentazione del prodotto al cliente, anche attraverso immagini generate a partire dal modello 3D. Nella moda può invece supportare la generazione di idee, le immagini di presentazione e la traduzione delle schede prodotto.
Ma la vera opportunità, secondo Dughiero, è più ampia: manuali, appunti, storico aziendale, preventivi e documentazione possono diventare fonti dalle quali l’AI estrae conoscenza e supporta il lavoro quotidiano. Non per sostituire l’esperienza, ma per renderla più accessibile e utilizzabile.
È proprio sulla necessità di affrontare questa trasformazione all’interno di un ecosistema che si concentra l’intervento di Eleonora Di Maria per SMACT Competence Center: «La trasformazione digitale delle imprese è un percorso non lineare, ostacolato da barriere economiche, culturali, organizzative e di competenze. Affrontarlo nell’ecosistema — anziché in solitaria — consente di condividere costi e rischi e di accedere a tecnologie e risorse altrimenti non disponibili internamente. SMACT Competence Center, uno degli 8 Competence Center 4.0 nazionali, opera come hub del Nord-Est a supporto di questo percorso, offrendo servizi integrati di ricerca, orientamento, formazione e implementazione. Le imprese che si sono rivolte a SMACT hanno beneficiato di un supporto dell’ecosistema, hanno incrementato la propria capacità innovativa e migliorato le competenze del personale. Tra i servizi emergenti, SMACT propone “AI 360”, un percorso guidato di circa 2,5 mesi per tradurre l’intelligenza artificiale in applicazioni concrete per i processi aziendali».
Al termine dell’evento sono stati attivati tre panel che hanno coinvolto per i rispettivi settori gli ITS di riferimento e delle aziende che già stanno implementando al loro interno software di Intelligenza artificiale. Per Its erano presenti ITS Academy Meccatronico Veneto, Fashion Academy ITS Cosmo e ITS Red Academy. Sul fronte delle Imprese erano presenti Considi Energreen S.p.A, EZ Lab Blockchain Solutions , Industria del Design (IDD) , Italian Drying Group e Pesavento Legnami .

