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Passaggio generazionale: come pianificarlo valorizzando l’azienda

Per chi ha dedicato una vita alla propria azienda, pensare al passaggio generazionale non significa occuparsi soltanto di proprietà e successione.

Significa chiedersi che cosa accadrà a clienti, persone, competenze, relazioni e a tutto ciò che è stato costruito negli anni. È un passaggio che coinvolge l’impresa e la famiglia e che, proprio per questo, richiede tempo. Pianificarlo per tempo significa affrontare le scelte con maggiore serenità e trasformare una fase delicata in un’opportunità di crescita.

I SUGGERIMENTI


Il primo passo è capire bene la situazione di partenza: quanto vale l’azienda, quali sono i suoi punti di forza e le sue fragilità, quali competenze possiede e quali persone potranno assumere nuove responsabilità.

Il valore dell’impresa, infatti, non è solo quello espresso dai numeri. Comprende anche clienti, reputazione, know-how, competenze e capacità organizzativa.

Prima del trasferimento può essere utile rafforzare i processi, trasferire le conoscenze, diversificare la clientela, sviluppare nuove competenze e programmare gli investimenti necessari. L’obiettivo è consegnare alla nuova generazione un’impresa solida e pronta ad affrontare il futuro.

L’ingresso dei figli o di altri familiari dovrebbe essere un percorso graduale. Conoscere l’azienda, assumere responsabilità crescenti, confrontarsi con clienti e fornitori e partecipare alle decisioni permette di costruire nel tempo una reale capacità di guida.

La nuova generazione può, inoltre, portare idee e competenze diverse. Si pensi a un’impresa che valuta, grazie ai più giovani, un investimento nel digitale o l’ingresso in nuovi mercati. Il confronto tra esperienza e innovazione può diventare una delle principali risorse per il futuro dell’azienda.

Altrettanto importante è definire con chiarezza ruoli, responsabilità e modalità decisionali. Nelle imprese familiari, infatti, ciò che non viene chiarito per tempo può diventare fonte di tensioni quando le decisioni diventano più complesse.

Una volta definito il progetto è possibile valutare gli strumenti più adatti a realizzarlo e a tutelare le persone coinvolte. A seconda dei casi possono essere presi in considerazione patti di famiglia, trasferimenti o donazioni di partecipazioni, accordi tra soci, modifiche degli assetti societari e, in determinate situazioni, la costituzione di una holding.

La scelta dipende dalla struttura dell’impresa, dagli obiettivi e dalla situazione familiare e patrimoniale. Per questo prima viene il progetto, poi si individuano gli strumenti più adatti per realizzarlo.

Un’opportunità per il futuro
Il passaggio generazionale non dovrebbe essere visto soltanto come un trasferimento di proprietà bensì come un progetto imprenditoriale. La domanda non si limiterà soltanto a: “Come trasferire la mia azienda?” ma soprattutto a: “Quale azienda voglio consegnare alla prossima generazione?”

Confartigianato Vicenza può affiancare gli imprenditori nella pianificazione del percorso, aiutandoli a valutare l’impresa, individuare le aree da rafforzare e orientarsi tra le diverse soluzioni, insieme alle professionalità necessarie. Perché preparare il passaggio significa mettere l’azienda nelle condizioni di continuare a creare valore, con una nuova generazione pronta a portarne avanti la storia e a scriverne il prossimo capitolo.

Nell’ultima uscita dell’anno approfondiremo il tema della holding, uno degli strumenti che può essere valutato nell’ambito di un progetto di passaggio generazionale.