
Ceramica vicentina, export in crescita
I dati del settore in vista della Festa di Nove (11-13 settembre). Il comparto tiene, ma resta il nodo dei costi energetici e delle materie prime
Anche l’edizione 2026 della Festa della Ceramica, che va in scena a Nove dall’11 al 13 settembre, vedrà Confartigianato Imprese Vicenza a fianco delle imprese del settore. Un’occasione per valorizzare e promuovere lo storico comparto dell’artigianato artistico e per fare il punto sulla sua situazione, che negli ultimi anni ha subito più di uno scossone.
Sulla base dell’elaborazione dell’Ufficio Studi di Confartigianato Vicenza, il comparto dei prodotti in porcellana e ceramica ha registrato nel 2025 un calo della produzione pari al 12,1%, in attenuazione nella prima metà del 2026, quando la flessione si ferma al 2,4% rispetto allo stesso periodo del 2025.
Il comparto mostra segnali di tenuta e l’export cresce, ma sui bilanci delle imprese continuano a pesare soprattutto i costi energetici e delle materie prime
Produzione, prezzi ed energia
Dopo due anni di sostanziale stabilità, nei primi mesi del 2026 riprende la dinamica espansionistica dei prezzi, con un incremento del 2,5% rispetto al primo semestre 2025.
A pesare sulle imprese del settore sono soprattutto i prezzi delle commodities. A giugno 2026 i prezzi al consumo dell’energia nell’Unione Europea salgono del 5,8% rispetto a febbraio, mentre in Italia sono aumentati dell’11%.
Il peso dell’energia in Veneto
L’analisi dei dati Istat a livello territoriale evidenzia che, tra giugno e febbraio 2026, il Veneto è la regione che registra la maggiore crescita dei prezzi di elettricità e gas, con un +12,6%, davanti a Friuli-Venezia Giulia (+12,2%) e Trentino-Alto Adige (+11,7%).
Il comparto vicentino
Le imprese del settore si occupano prevalentemente di prodotti in ceramica per uso domestico e ornamentale: sono 150, pari al 91,5% del totale. Il restante 8,5% si occupa invece di altri prodotti in ceramica e porcellana, come sanitari o prodotti per uso tecnico e industriale.
Export in crescita
L’analisi dell’Ufficio Studi prende in considerazione anche l’export del comparto. Negli ultimi 12 mesi, tra aprile 2025 e marzo 2026, la provincia di Vicenza ha esportato 42,9 milioni di euro di prodotti in ceramica, pari al 5,3% degli oltre 817 milioni di euro esportati a livello nazionale.
Vicenza è la quinta provincia italiana esportatrice del settore, dietro a Venezia, Viterbo, Milano e Firenze. L’export vicentino della ceramica cresce del 2,8% nel 2025 e accelera nei primi tre mesi del 2026, segnando un +5% rispetto allo stesso periodo del 2025, quasi il triplo rispetto al +1,7% registrato a livello nazionale.
I prodotti in ceramica della provincia di Vicenza sono venduti prevalentemente nei mercati europei che, con 30,8 milioni di euro, rappresentano il 71,7% delle esportazioni del settore. I mercati extra UE, con 12,1 milioni di euro, valgono invece il 28,3% dell’export.
I mercati esteri
I dati relativi ai primi tre mesi del 2026 mostrano crescite dell’export a doppia cifra verso Regno Unito (+34,0%, in controtendenza rispetto alla flessione del 2025), Paesi Bassi (+21,8%), Francia (+21,1%), Turchia (+19,3%), Polonia (+18,5%) e Austria (+13,2%, anch’essa in controtendenza rispetto alla flessione osservata nel 2025).
Forti cali si osservano invece per l’export verso Stati Uniti (-42,0%) e Cina (-20,6%), in entrambi i casi in controtendenza rispetto alla dinamica espansiva osservata nel 2025.
Maroso: “Servono interventi concreti”
“I dati elaborati dal nostro Ufficio Studi non ci sorprendono, anzi confermano quanto le difficoltà riscontrate dagli imprenditori del settore siano purtroppo consistenti e reali”, commenta Maria Teresa Maroso, presidente provinciale del Mestiere Ceramica e Vetro di Confartigianato.
“Nel comparto dell’artigianato artistico sarebbero necessari maggiori interventi a sostegno dell’export e per contenere i costi energetici, esigenza trasversale a tutto il settore produttivo del nostro Paese, così come un alleggerimento di adempimenti burocratici spesso ridondanti e costosi per le MPMI. In assenza di segnali concreti su una rapida risoluzione delle crisi geopolitiche che hanno scatenato una tempesta sui mercati mondiali, occorre agire sulle cose alla nostra portata, mirando ad obiettivi che possano portare rapidi benefici alle imprese”.
La Festa della Ceramica di Nove sarà quindi anche l’occasione per riportare l’attenzione su un comparto storico dell’artigianato vicentino, tra tradizione produttiva, capacità di esportare e nuove sfide per la competitività.






