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La sostenibilità dell’artigianato: il valore di territori, persone e idee

In occasione del Forum sulla Sostenibilità promosso da Confartigianato Imprese, svoltosi a Roma a fine giugno, è stato presentato il report ‘Quadro economico, mappe immagini e dati’. Un lavoro teso a sviluppare anche i temi dell’inclusione e della sostenibilità attraverso tre direttrici strategiche: Territori che custodiscono, Persone che condividono e Idee che innovano.

Tre ambiti in cui l’artigianato porta, forte anche delle tante imprese che operano nei settori interessati, o porterà, per chi decidesse di avviare un’attività sui macro trend legati alle tre voci, la propria esperienza e il proprio contributo. In questo contesto, l’Ufficio Studi Confartigianato di Vicenza ha realizzato un focus ad hoc.

Territori che custodiscono
Affrontare le sfide poste dai cambiamenti climatici – tenuto conto che il 10,0% del territorio veneto è esposto a pericolosità da frana elevato e lo 0,7% è allagabile con elevata probabilità -, dalla riqualificazione del patrimonio edilizio e dalla transizione green richiedono una visione che metta al centro le comunità e il loro tessuto economico. Custodire un territorio significa quindi prendersi cura non solo dell’ambiente, ma anche delle persone, delle imprese e delle identità locali. Una sostenibilità autentica nasce proprio dalla capacità di rafforzare questi legami, trasformando le peculiarità dei territori in una risorsa per lo sviluppo futuro.

In questo contesto, le micro e piccole imprese e le imprese artigiane rappresentano un attore strategico nel miglioramento dell’efficienza energetica del patrimonio edilizio e della mobilità. Il loro contributo è infatti determinante per accompagnare la transizione verso modelli più sostenibili, intervenendo sia sulla riqualificazione degli edifici sia sull’innovazione dei sistemi di mobilità. I dati evidenziano l’entità della sfida: il 60,4% delle abitazioni vicentine occupate sono state costruite oltre 40 anni fa, secondo standard energetici ormai superati; il 45,8% degli immobili dotati di Attestato di Prestazione Energetica (APE) appartiene alle classi energetiche meno efficienti (F-G). Gli artigiani sono anche realtà che creano occupazione e valore economico, rappresentando un presidio del territorio, tutelando e rafforzando le competenze che rendono unici molti territori, in particolare quelli montani e delle aree interne, in cui MPI e l’occupazione artigiana hanno un peso maggiore rispetto alla media provinciale: gli occupati delle micro e piccole imprese vicentine rappresentano il 76,4% dell’occupazione complessiva, una quota nettamente superiore alla media provinciale del 69,0%; analogamente, nelle aree interne, l’occupazione artigiana raggiunge il 32,0% del totale, quota più elevata della media provinciale, pari al 28,6%.

Ad accompagnare famiglie, imprese e territori nella transizione nella provincia di Vicenza abbiamo 12.005 imprese (74,8% artigiane) maggiormente coinvolte nella protezione e cura dei territori (Tabella 5), 1.408 imprese (70,9% artigiane) della filiera delle energie rinnovabili (Tabella 7), 2.382 imprese (49,0% artigiane) della filiera auto, di cui il 56,1% si occupa di riparazione e manutenzione di autoveicoli e motocicli (Tabella 6), e 2.720 imprese (76,0% artigiane) dell’economia circolare.

Quando si pensa alla sostenibilità si pensa al futuro, ma il futuro si costruisce a partire da ciò che siamo capaci di custodire oggi: le oltre 6.700 imprese storiche, attive in Veneto da oltre 50 anni, testimoniano proprio come sia possibile coniugare tradizione e capacità di adattamento, mantenendo vivo il legame con il territorio e con le comunità.

Persone che condividono
La sostenibilità si costruisce anche attraverso la collaborazione. Aumentano le imprese che condividono, con il diffondersi delle reti d’impresa che permettono di creare sinergie di mercato: il 44,8% delle imprese vicentine opera in relazione con altre imprese. Questo modello collaborativo si sta estendendo con successo anche alla sostenibilità, con le 95 comunità energetiche rinnovabili in Veneto, di cui 17 in provincia di Vicenza che permettono alle imprese l’accesso ad un’energia più green e territoriale.

Le micro e piccole imprese vicentine contribuiscono alla crescita dell’occupazione di qualità, attivando il 60,0% della domanda di lavoro, e garantendo contratti più stabili e un posto di lavoro più inclusivo: a livello nazionale la quota di imprese artigiane che offre contratti stabili a tempo indeterminato e/o di apprendistato (22,5% delle assunzioni) risulta superiore alla quota rilevata per le non artigiane (16,9%). L‘artigianato in particolare offre anche un’opportunità di emancipazione sociale attraverso l’autoimprenditorialità, permettendo di raggiungere il successo personale ed economico ad una maggior quota di imprenditori stranieri e Under35. Le imprese mettono al centro i propri dipendenti anche tramite la formazione: il 40,7% delle imprese vicentine fa formazione con corsi, nel 71,8% dei casi per aggiornare il personale su mansioni già svolte. Per la trasmissione di conoscenze ai più giovani, risorsa sempre più scarsa, il 18,9% delle imprese vicentine ospita tirocinanti, seconda quota più alta in Veneto dopo Treviso (19,4%). Sempre più centrale in questo diventa il rapporto con le scuole, in particolare gli istituti tecnici e professionali. Avvicinare i giovani all’artigianato significa anche far loro scoprire nuove opportunità. Sempre più neodiplomati, infatti, sono attratti dal ‘fare impresa’ e cercano un lavoro che garantisca autonomia e flessibilità, portando nel mondo imprenditoriale anche nuove istanze di conciliazione vita-lavoro.

Idee che innovano
Nell’era dell’incertezza, segnata da crisi ricorrenti, il sistema delle imprese sta cambiando profondamente, superando modelli rigidi e aprendosi a persone, welfare, formazione, scuola, competenze, relazioni, mercati esteri, innovazione, digitale e sostenibilità. L’innovazione non è solo tecnologica, ma anche organizzativa e sociale, e passa anche dalla capacità (in un mercato del lavoro in trasformazione) di includere e valorizzare giovani, stranieri e lavoratori senior.

Le micro e piccole imprese – che spesso sperimentano e creano in modo non formalizzato – mostrano una forte dinamicità innovativa, con una crescita della spesa in R&S a livello nazionale pari al +39%, superiore al +33% delle medio-grandi. Questo rafforza competitività e sviluppo, generando anche occupazione qualificata e opportunità di lavoro per le donne. La transizione digitale insieme a quella green guida gli investimenti: il 74,0% delle MPI vicentine nel 2025 ha investito nel digitale. In un sistema che evolve, il ruolo delle nuove generazioni è cruciale, sia per la maggiore propensione all’uso delle tecnologie sia per la continuità del sistema imprenditoriale. Nel 2025, il 34,3% delle nuove imprese in Veneto è guidato da giovani imprenditori Under 35. Le idee innovative nascono solo in territori fertili, capaci di attrarre e accogliere. Tuttavia, non tutti i territori presentano le stesse condizioni.
L’Indice Confartigianato Youth Friendly (calcolato su 27 variabili economiche) distingue aree più dinamiche da altre più fragili: nella classifica regionale, con un valore dell’indice pari a 680, il Veneto risulta terzo, dietro a Lombardia (indice pari a 709) ed Emilia-Romagna (indice pari a 687). Questo risultato indica che, pur disponendo di un contesto particolarmente dinamico, la nostra regione deve continuare a investire in politiche e strumenti capaci di rafforzarne ulteriormente l’attrattività, sostenere il capitale umano e alimentare i processi di innovazione e competitività. A livello provinciale, Vicenza si trova nella fascia medio alta dell’indice, 12° tra le province italiane, dietro, tra quelle venete, solo a Padova (7° in Italia) che si trova nel gruppo di fascia alta dell’indice.

Il futuro sostenibile genera dunque opportunità grazie ad un equilibrio tra cura dei territori, valorizzazione delle persone e capacità di innovare senza perdere identità: una sintesi che rappresenta il contributo distintivo delle micro e piccole imprese allo sviluppo del Paese.