
Facciamo la differenza: l’artigianato guarda oltre
C’è un mondo produttivo che ogni giorno cerca di dare il meglio di sé nonostante il ‘rumore’ continuo e di sottofondo che potrebbe scoraggiarlo. Sono gli artigiani e i piccoli imprenditori che, solo dall’inizio dell’anno, hanno dovuto fare i conti con nuove incertezze e nuovi aumenti di costi, oramai non più eccezioni ma elementi che caratterizzano questo tempo.
Essere artigiano oggi, perché l’artigianato è prima di tutto un diverso approccio a quel che si fa, richiede quindi una buona dose di coraggio. L’artigiano non può pensare di chiudere bottega su due piedi trasferendo l’attività, o passarla di proprietà a qualche fondo o multinazionale come nulla fosse. Poiché un mestiere non si impara dall’oggi al domani o grazie a un ‘tutorial’, l’artigianato è fatto di saperi che vanno “oltre” e coinvolgono altre competenze: la visione d’insieme, la capacità di adattamento alla situazione, la lettura del problema, le soluzioni creative. Sono questi elementi a fare la differenza, a fare di ogni mestiere artigiano un mix unico. Questo che ha voluto raccontare la Fondazione Symbola raccogliendo le storie di 100 imprese artigiane, tra cui tre vicentine; questo ha portato la gelateria Capodilatte a conquistare il Premio Speciale del Gambero Rosso Miglior Gelato Gastronomico, e Franco Zanellato, il brand di pelletteria di lusso vicentino in attività da 50 anni, a ricevere direttamente dalle mani del ministro Adolfo Urso, alla Camera dei Deputati, il riconoscimento di Marchio Storico di Interesse Nazionale. Ma tutto ciò non sarebbe possibile se gli artigiani rimanessero nel chiuso delle loro botteghe. Al contrario, ciò che li muove, e li ha sempre mossi, è una naturale curiosità, un innato spirito dinamico. Questo vuol dire capire come cambia il mercato, la tecnologia con cui si lavora, i metodi di produzione. Da qui l’instaurarsi di rapporti con altre istituzioni e realtà che potrebbero apparire lontane dal “fare artigiano” e che invece sono di stimolo per ulteriori salti di qualità.
È il caso di iniziative che promuovono l’uso di tecnologie di ultima generazione per intercettare i più giovani e le loro capacità in campo informatico e di elaborazione dati, o la collaborazione con la sede universitaria di Vicenza. La presenza dalla Fondazione Studi Universitari Vicenza è infatti un mediatore importante tra ateneo, studenti e imprese, grazie alla quale gli uni possono presentarsi alle aziende e mettere in pratica quanto apprendono, mentre le altre hanno l’opportunità di incontrare giovani che hanno dalla loro la creatività, l’entusiasmo dell’età e una preparazione adeguata.
Anche per questo continuano, forti del successo registrato in questi anni, le iniziative dell’Ufficio Scuola come l’Academy. Diversamente da esperienze analoghe, quelli proposti da Confartigianato sono i laboratori pratici, che vedono gli artigiani protagonisti. Di anno in anno l’offerta si è ampliata inserendo anche quei settori (alimentazione, benessere, comunicazioni, STEM) i cui trend sono in crescita e sviluppo. Comparti i cui percorsi di formazione hanno tempistiche che permettono un inserimento lavorativo rapido anche, e proprio, per la richiesta di tali figure professionali. Qui si entra nel campo delle risorse umane e della loro gestione. Anche in questo caso, se prima il tema sembrava appannaggio delle sole grandi industrie, oggi tocca molto e direttamente anche le piccole e medie imprese. Di nuovo a supporto dell’artigiano ci sono competenze che lo aiutano in un cambio di paradigma nella ricerca e conservazione del personale, perché non basta un buon annuncio o un colloquio, servono altre chiavi di presentazione e selezione. Poi c’è tutto il settore del digitale e delle nuove tecnologie con cui, piaccia o non piaccia, si devono fare i conti. Se molti dei prodotti oggi viaggiano su piattaforme di acquisto, allora perché non capire come funzionano, come potersi inserire, come ottimizzare anche quel tipo di vendite e mercati?
Giusto per capire cosa può fare la differenza, l’Ufficio Studi di Confartigianato periodicamente produce elaborazioni sui trend di mercato. Negli ultimi lavori si sono analizzati alcuni ambiti di crescita: la Pet economy, la Green economy (intesa anche come mestieri legati alla cura e manutenzione del verde), e la Silver economy, ovvero servizi e prodotti legati alla terza età. Tutte economie in cui la componente artigiana è alta. In merito all’ultima, la Silver, in un Paese in cui la quota degli anziani cresce, i recenti dati elaborati e analizzati da Enrico Quintavalle dell’Ufficio Studi, evidenziano che “nell’intera filiera sanitaria – che va dalla produzione e commercializzazione di prodotti farmaceutici e dispositivi medici ai servizi di assistenza sanitaria, ospedalieri e degli studi medici e odontoiatrici, comprendendo l’offerta di servizi di assistenza sociale – operano 407 mila imprese, delle quali 394 mila, pari a circa il 97%, hanno meno di dieci addetti. Nel complesso la filiera genera un fatturato di 196,8 miliardi di euro, con un valore aggiunto di 73 miliardi di euro (pari al 3,4% del PIL) e un milione e 400 mila occupati”.
Intercettare tali trend non è semplice, serve tempo per capire quali sono le evidenze utili per l’impresa e quali no, o in che misura. Avere accanto Confartigianato vuol dire avere momenti di confronto, di approfondimento, di conoscenza, e sportelli ad hoc. Senza dimenticare i rapporti dell’Associazione con scuole, enti, università… che permettono la promozione e collaborazione attraverso tante iniziative e progetti da cui nascono altre collaborazioni, altri momenti di promozione, altre occasioni per le imprese. Anche questo fa la differenza.

Hanno collaborato a questo numero:
Carlotta Andracco, Chiara Carradore, Nicola Carrarini, Veronica Cogo, Benedetta Fasolo, Sandra Fontana, Sabrina Nicoli, Matteo Pisanu, Enrico Quintavalle, Marina Rigotto, Andrea Schiavo.
Direttore responsabile: Antonio Stefani
In redazione: Valentina Celsan, Stefano Rossi
Contributi multimedia: Corrado Graziano, Davide Samadello, Federica Vencato
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