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Il futuro delle imprese parte dal territorio

di Gianluca Cavion presidente Confartigianato Imprese Vicenza

In questa prima parte d’anno le associazioni di rappresentanza sindacali come Confartigianato hanno portato all’attenzione delle istituzioni, e delle comunità, la diffusa importanza dell’artigianato. Ultima in ordine di tempo, mentre va in stampa questo giornale, la questione dei trasportatori che, a fronte di aumenti del costo del gasolio e senza alcun sostegno concreto, hanno dimostrato come la loro sia una attività fondamentale per la vita quotidiana di tutti.

Gianluca Cavion

Ricordo anche il recente incontro, insieme alle altre categorie economiche, con il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi a Vicenza sulla sicurezza, altro tema che tocca, oltre che i cittadini, le imprese e gli imprenditori del territorio. Se l’effetto Hormuz è stato quello di bloccare il commercio internazionale, e quindi l’economia globale, non possiamo dimenticare le ricadute locali, altrettanto pesanti e preoccupanti.

Anche per questi motivi, Confartigianato ha seguito con interesse la tornata elettorale che in dieci Comuni ha rinnovato i consigli comunali ed eletto i sindaci. Perché è con questa prima frontiera della Pubblica Amministrazione che avviene il dialogo quotidiano delle imprese, in un’ottica di comunità che si adopera per trovare soluzioni, sotto tutti i punti di vista, all’interno di un mondo in trasformazione. Ben 60mila sono stati i cittadini coinvolti nelle elezioni comunali e tra loro tanti artigiani. Nei territori interessati, infatti, sono presenti molti imprenditori e molte attività artigianali (2.203 in totale). Alcuni Comuni presentano storicamente forti vocazioni per alcuni comparti, penso a realtà come Arzignano o Nove, mentre altri, di più piccole dimensioni come Castegnero, Nanto o Recoaro Terme, spostano il loro baricentro su nuove forme di imprenditorialità, per esempio il turismo.

In tutti questi contesti territoriali Confartigianato svolge appieno il suo ruolo di rappresentanza attraverso i presidenti di Area, che hanno uno sguardo sovracomunale su zone che presentano analoghe problematiche o hanno analoghe vocazioni produttive, i presidenti dei Raggruppamenti che concentrano l’azione in contesti più circostanziati, fino ai presidenti comunali. Sono loro la ‘filiera’ del mondo sindacale sul territorio, con un duplice compito. Il primo è portare la voce, talvolta critica ma propositiva, degli artigiani del territorio nelle sedi amministrative; il secondo è dialogare costantemente con sindaco, assessori e uffici comunali per trovare insieme soluzioni a favore del territorio nel suo complesso. Senza dimenticare, poi, che dai territori possono anche emergere situazioni di forte interesse a livello provinciale.
Non c’è dubbio, infatti, che l’esperienza concreta e pratica degli artigiani possa essere un valore aggiuntivo nei tavoli istituzionali locali, così come nella vita della comunità, con iniziative o il sostegno a iniziative che mirano a coinvolgere tutti. Va anche ricordato che il tessuto dell’artigianato è quello che spesso mantiene vivo un territorio offrendo occasioni occupazionali, magari vicino a casa, permettendo ai collaboratori di conciliare tempo di vita e di lavoro, e quindi buoni motivi per acquistare e/o costruire casa e contribuire così alla crescita del benessere. Naturalmente tutto questo si sviluppa maggiormente quando anche l’Amministrazione del territorio funziona bene. Ecco perché è così importante il dialogo tra mondo produttivo e istituzioni locali: quel che deve muovere entrambi è creare un “senso di comunità” che si traduce in inclusione, sviluppo, attrazione per i giovani, rilancio dei territori.
Tanti i temi, quindi, che Confartigianato ha portato all’attenzione dei candidati a sindaco nel corso degli incontri sul territorio, raggruppati in sette aree individuate di interesse per imprese e cittadini: efficientamento della Pubblica Amministrazione (che vuol dire anche nuove forme di condivisione o potenziamento di servizi, attrazione di nuove competenze, digitalizzazione e innovazione tecnologica), viabilità e mobilità (che incide in modo particolare sulle piccole aziende che hanno un raggio d’intervento di chilometraggio ridotto), efficienza energetica (con anche apertura a iniziative come la Comunità Energetica di Confartigianato) tanto della stessa Amministrazione che degli edifici di sua competenza che della comunità; e ancora ambiente (perché rappresenta un elemento qualificante del territorio, ma questo significa anche un “sistema rifiuti” efficiente, con costi adeguati e per quanto possibile omogeneizzati per aree); sostegno al lavoro (con politiche attive ma anche con valorizzazione delle vocazioni artigianali del luogo e politiche di attrazione di competenze e attività economiche). Fondamentali poi gli ultimi due punti: il governo e la gestione del territorio (perché in caso di disastri naturali ci sono imprenditori e cittadini che ne fanno le spese) e il sostegno ai cittadini (perché, come detto sopra, un territorio vive se c’è una comunità vivace e coesa).
Anche ponendo attenzione a questi aspetti territoriali di contesto si può reagire meglio ai cambiamenti, senza perdere di vista cosa accade fuori, cioè lo scenario internazionale. È su questo doppio binario che Confartigianato, e con essa le imprese, devono viaggiare.