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La nuova normalità dell’impresa: governare il cambiamento

di Gianluca Cavion, presidente Confartigianato Imprese Vicenza

È come viaggiare con il freno a mano tirato. Appena si ha l’impressione che la situazione si sia in qualche modo definita, ecco che arriva il colpo di scena. E di nuovo giorni e giorni di analisi e attesa. Si è aperto così anche il nuovo anno, quando speravano che, archiviato il 2025 e le sue novità sui fronti internazionali, la situazione permettesse di capire “dove stiamo andando”. D’altronde, nel nostro Paese non si sta meglio quando tra norme e decreti annunciati, modificati, ritirati e rilanciati, districarsi diventa difficile. Se lo è per gli addetti ai lavori, legislatori e tecnici, figurarsi per un’azienda, che rischia di perdere tempo per capirci qualcosa. Nel frattempo, l’imprenditore deve mandare avanti l’attività, pensare alla sua sopravvivenza, a mantenere ordini e pagare i salari.

Gianluca Cavion

Eppure, quando con una penna qualcuno decide di tracciare un confine, firmare una legge, emanare un provvedimento, ma anche solo stabilire dove passa una strada, dovrebbe avere una minima cognizione di causa di come quelle scelte possano ripercuotersi sulle imprese. In questo l’attività sindacale e l’articolazione dei servizi proposti da Confartigianato possono sempre essere d’aiuto. Un’attività di supporto che, l’anno scorso, oltre 600 nuovi soci vicentini hanno riconosciuto come valore aggiunto alla loro azienda.
Sulla Legge di Bilancio 2026, intanto, Confartigianato ha espresso il proprio parere ritenendola prudente, con una prevalente linea del rigore e della responsabilità, anche a causa delle risorse limitate e della necessità di salvaguardare i conti pubblici. Certo, sul piano fiscale la manovra introduce alcune misure apprezzabili, ma non sufficienti a sostenere in modo deciso gli investimenti delle imprese. Positivo il rifinanziamento della Nuova Sabatini, che facilita l’accesso al credito e sostiene la capitalizzazione delle imprese che investono nel rinnovo di macchinari e attrezzature. Diverso il giudizio sulle detrazioni edilizie ed energetiche. Pur a parità di condizioni, la progressiva riduzione degli incentivi, iniziata nel 2025 e destinata a proseguire nel 2026, rischia di scoraggiare il comparto edile, già provato dagli effetti del superbonus. Le continue rimodulazioni annuali rendono inoltre difficile programmare i lavori nel medio-lungo periodo. Restano anche forti perplessità sulla gestione degli incentivi per l’innovazione, in particolare su Transizione 5.0: dopo numerosi cambi di impostazione, la misura risulta penalizzata da risorse insufficienti a coprire le domande presentate e dalla cancellazione delle maggiorazioni “green”, nonostante l’ampliamento degli elenchi dei beni agevolabili.
Cito questi esempi, invitando a consultare le posizioni di Confartigianato sulle diverse voci della Manovra di Bilancio pubblicate sul sito, perché sono strumenti che possono far premere sull’acceleratore o frenare le imprese con inevitabile effetto domino.
In questi primi mesi avremo anche modo di vedere come la Regione, dopo il rinnovo elettorale, si approccerà al mondo delle imprese, con quali strumenti e quali politiche sosterrà il tessuto economico, che si traduce in una tenuta anche di tipo sociale. Dove c’è impresa, c’è lavoro e quindi possibilità di crescita e di investimenti. È poco realistico per il legislatore, sia esso locale che nazionale, non pensare all’impresa anche in questi termini. Per questo sarebbe auspicabile una politica economico-industriale non tarata sulle necessità contingenti, ma con una visione più ampia.
Accanto a ciò, la situazione internazionale non favorisce certo la pianificazione. Tra dazi applicati e minacciati, di volta in volta c’è un settore che viene interessato. In una provincia come quella vicentina, che fa dell’export una delle voci di bilancio più importanti, l’impatto di questi annunci è palpabile. Per questo nello scorso anno il mercato estero è stato al centro della nostra attenzione e, per quel che si preannuncia, lo sarà anche per il 2026. Va perciò capito come i diversi settori dovranno intercettare nuovi mercati con il supporto di Confartigianato, attraverso missioni e incontri B2B. Sarà importante inoltre guardare al mercato europeo che, proprio per l’effetto dei dazi, rischia di essere meta preferita da merci e prodotti che arrivano dalla Cina. La forza dell’artigianato dev’essere quindi quella di puntare su ciò che fa la differenza: unicità e qualità dei prodotti.
Capire quali saranno i macro-trend e come intercettarli al meglio è stato anche oggetto del percorso “Progettare il Futuro”, un percorso formativo di Strategic Foresight per individuare opportunità e rischi, rafforzare le decisioni e costruire strategie più resilienti, perché la conoscenza può fare la differenza. La stessa preparazione che si deve avere nell’utilizzare strumenti come l’Intelligenza Artificiale, che può aiutare a ottimizzare processi e procedure in azienda.
Tutto questo presuppone il mettersi al passo con le varie trasformazioni, come imprenditori e come struttura associativa. Compreso che i cambiamenti sono all’ordine del giorno, bisogna sfruttare gli strumenti necessari per affrontarli al meglio.