Intelligenza Artigiana: creatività, giovani e nuove strategie d’impresa
Di fronte alle sfide, c’è un mondo di imprese che sanno coniugare tradizione e innovazione mantenendo la persona al centro del lavoro. Come? Rispondendo con adeguate strategie
Che sia un’Intelligenza Creativa quella degli artigiani è sotto gli occhi di tutti, se non altro per la capacità di rispondere con soluzioni, appunto creative, ai diversi eventi che hanno segnato il 2025. E, visto come si è aperto il nuovo anno, anche per il 2026 di Intelligenza Creativa ci sarà bisogno.
Non a caso lo stesso slogan, ma con immagini che puntano alla varietà di mestieri artigiani e quindi con una nuova accezione, viene riproposto anche dalla campagna associativa Confartigianato 2026.
Una prima “prova” della creatività artigiana è quella affrontata dalle imprese del settore orafo, già a gennaio chiamate a confrontarsi con il mondo e a leggere i trend in occasione della Fiera vicentina dedicata al comparto. Quali mercati stanno emergendo, quali invece sono in difficoltà, come costi e situazione geopolitica incidano sull’andamento dell’economia in generale, sono altrettanti elementi che si sono potuti raccogliere nel contatto diretto con i buyer. Perché, al di là dei numeri e delle cifre, è il “sentiment”, la percezione di come stanno andando le cose, che spesso fa la differenza. Non a caso, Confartigianato a fine 2025 ha interpellato i suoi associati per capire come vedono l’anno appena iniziato, ricerca da cui è emersa una certa positività. Affrontare il futuro a viso aperto, guardando al famoso bicchiere mezzo pieno, è già un vantaggio perché può innescare un virtuoso circolo propositivo che si traduce in azioni, prima tra tutte gli investimenti.
Investire vuol dire programmare, avere una visione, guardare avanti, se non oltre, al momento contingente. E tutto questo lo si fa non solo attraverso strumenti economici, ma anche con il prendersi tempo per comprendere meglio la realtà, con l’acquisire competenze e conoscenze sulle nuove tecnologie (in primis l’IA), per capire come sfruttarne al meglio le potenzialità, con la creazione di proposte in grado di attirare i giovani in azienda puntando sui loro talenti anche in ottica di trasmissione d’impresa. Un processo “creativo” che riguarda insomma tutti gli aspetti dell’attività e che tocca tutti i settori, diventando sempre più la cifra distintiva dell’artigianato.
Una capacità di reazione, se vogliamo, che si è letteralmente concretizzata per esempio con il cambio di rotta dell’export: sono stati infatti individuate nuove destinazioni per i prodotti vicentini, mercati emergenti in cui l’artigianato italiano è apprezzato, pur senza dimenticare il presidio nelle mete “storiche”. E tra queste va annoverato quel mercato europeo dal potenziale enorme ma che rischia di essere ‘preda’ di altri Paesi, minando un tessuto imprenditoriale e produttivo di qualità.
Accanto a questa nuova mappa internazionale, c’è il tema sempre più forte dei giovani talenti da inserire e trattenere in azienda. Il Cnel, a fine anno, nel suo rapporto ha di nuovo riportato i dati di un esodo di giovani (dai 18 ai 34 anni) verso altri Paesi europei, a torto o ragione ritenuti più attrattivi.
Anche Confartigianato si è chiesta quali sono i territori “amici dei giovani”, ovvero quali sono le aree nazionali in grado di attrarre o trattenere i giovani e i giovani imprenditori. Nella seconda edizione dell’Indice dei territori Youth Friendly 2025 (ICYF), dopo la prima realizzata nel 2023, al primo posto c’è la Lombardia (con indice pari a 709, il 22,5% superiore alla media nazionale), seguita dall’Emilia-Romagna (con indice pari a 687, il 18,6% superiore alla media nazionale) e quindi dal Veneto (con indice pari a 680, il 17,4% superiore alla media nazionale).
A livello veneto poi nel segmento alto di youth friendliness, Vicenza si colloca al secondo posto (12° a livello nazionale). Il lavoro sintetizza 27 indicatori appartenenti a 4 diverse categorie (pilastri): Occupazione e dinamiche giovanili; Struttura e vitalità del sistema produttivo; Capitale umano e istruzione; Capacità amministrativa e inclusione territoriale. L’indice finale evidenzia così i territori che offrono le migliori condizioni di contesto per il lavoro e il ‘fare impresa’ dei giovani. Veneto e Vicenza non ne escono male, ma rimane il fatto dell’emigrazione di troppi giovani talenti.
Per trattenerli serve anche qui creatività, la stessa che ha mosso la Regione a istituire un tavolo con gli atenei veneti per elaborare proposte che incentivino i ragazzi a rimanere sul territorio dopo il loro percorso di studi, proposte che coinvolgeranno anche le imprese. Nel frattempo, l’Academy di Confartigianato “coltiva” i talenti più giovani con laboratori che raccontano il mondo dell’artigianato in maniera nuova e fresca, obiettivo questo anche del Festival della Comunicazione alla sua prima edizione (in programma a marzo) e del nuovo calendario di lezioni della Scuola di Politica ed Economia per l’anno 2026/2027.
Approfondimenti con esperti, Conversazioni con ospiti d’eccellenza, momenti di confronto, offriranno nuovi spunti di riflessione: nessuna ricetta, ma stimoli per attivare la propria creatività. Il che significa che spesso basta anche poco a fare la differenza, come racconta Moira, una imprenditrice che riaprendo un bar ha vivacizzato una comunità montana.
Se l’Intelligenza Artificiale è una, quella Creativa non ha limiti e può far leva sulla prima per esprimersi in tanti modi diversi. Anche la politica farà bene a prenderne atto, abbandonando vecchi schemi per favorire nuove strategie economiche.

Hanno collaborato a questo numero:
Marco Amendola, Carlotta Andracco, Gaia Anzolin, Chiara Carradore, Nicola Carrarini, Sandra Fontana, Roberto Gobbo, Sabrina Nicoli, Marina Rigotto, Vladi Riva, Valentino Varotto.
Direttore responsabile: Antonio Stefani
In redazione: Valentina Celsan, Stefano Rossi
Contributi multimedia: Corrado Graziano, Davide Samadello, Federica Vencato
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