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Veneto e vicentino: insieme si vince anche nell’export

Che “insieme” sia più facile correre che non da soli, lo dimostrano anche gli ultimi dati sull’export, dove Veneto e Vicentino tornano a fare numeri importanti.

E questo anche grazie al grande lavoro di accompagnamento che compie Confartigianato nei confronti delle aziende, sia nella lettura delle dinamiche internazionali e sia verso mercati diversi da quelli in cui le turbolenze proseguono. Tra le sorprese, quella delle esportazioni verso il Regno Unito, dove si temeva che la Brexit avrebbe prodotto qualche effetto sul Made in Italy. E invece, nel corso del 2022, le imprese manifatturiere venete hanno esportato, proprio verso l’UK, 3 miliardi e 607 milioni di euro. Un risultato straordinario, che si avvicina molto ai 3,7 miliardi esportati nel 2019 (-3,1%), anno “boom” per la nostra regione. E anche a Vicenza i dati parlano da soli.

CIFRE E DESTINAZIONI

I numeri dell’export

Complessivamente il manifatturiero regionale ha esportato nel 2022 per 79.581,3 milioni di euro (il 13,4% del totale export manifatturiero italiano), confermando la terza posizione nel ranking nazionale. Il primato spetta sempre alla Lombardia con un valore pari al 26,5%, seguita dall’Emilia Romagna con il 13,8%. L’export si conferma quindi un fattore di punta dell’economia della nostra Regione: +15,5% rispetto al 2021 e +36,1% rispetto al 2020. Va però evidenziato che l’incremento del valore delle nostre esportazioni è influenzato anche dall’aumento prezzi materie prime, oltre che da un maggior volume di vendite.

Guardando ai principali paesi di destinazione, la Germania si conferma il principale mercato di sbocco dei prodotti artigiani veneti (vale il 13,7% del totale export manifatturiero regionale), con un aumento di +14,1% rispetto al 2021. In aumento anche gli altri principali Paesi di destinazione della UE a 27 “post Brexit”: le crescite più marcate hanno riguardato i mercati di Austria (+22,9%), Paesi Bassi (+19,2%), Polonia (+17,8%) e Francia (+17,6%). Gli Stati Uniti si confermano il nostro principale partner extra-UE (9,9% del totale export manifatturiero regionale, con una crescita di +25,3%). La Russia, nonostante il conflitto con l’Ucraina, rimane uno dei Paesi di destinazione (1,4% del totale export manifatturiero regionale), pur in contrazione di -16,4% rispetto al 2021.

Nel dettaglio dei settori di attività economica, si rilevano che quelli che hanno contribuito maggiormente all’export veneto si confermano essere: Macchinari e Apparecchiature “nca” (19,0%), Prodotti vari delle industrie manifatturiere (10,6%), Apparecchiature elettriche e per uso domestico non elettriche (8,2%) e articoli in Pelle – escluso Abbigliamento e simili (7,9%).

Il caso post-Brexit

“Arrivata la Brexit le preoccupazioni c’erano ed erano fondate. Per cui, questa ripresa verso il Regno Unito non può che sorprendere felicemente – commenta Cristian Veller componente della Giunta Esecutiva provinciale di Confartigianato con delega all’export -. Ciò dimostra in primis una capacità di adattamento alla situazione delle imprese artigiane che, quasi in tempo reale, sanno reagire ai nuovi ambienti economici in cui devono muoversi. C’è poi da aggiungere che il Made in Italy è un ‘marchio’ che continua a piacere, è sinonimo di creatività, bellezza unicità, altri fattori che caratterizzano le produzioni delle nostre imprese. E infatti – ecco un terzo elemento – alcune delle lavorazioni delle imprese venete e vicentine evidentemente hanno delle caratteristiche cui difficilmente i clienti rinunciano, compresi gli stessi britannici. Al proposito, tra i settori maggiormente cresciuti in termini di export verso il Regno Unito c’è la Meccanica: sia in modo diretto ma anche, e soprattutto, attraverso filiere, ed è qui che molto probabilmente si gioca la differenza con gli altri competitor in termini di prodotto”.
“Imprese straordinarie e prodotti altrettanto straordinari sono stati più forti della Brexit – ribadisce Roberto Boschetto, presidente di Confartigianato Imprese Veneto -. Facendo un bilancio a tre anni dall’uscita dell’Inghilterra dal mercato comune europeo, sembra proprio che gli anglosassoni non possano fare a meno dei prodotti made in Veneto”.
La Gran Bretagna è infatti ancora il 5° Paese di destinazione delle merci venete. Nel 2020 e nel 2021 le esportazioni sono effettivamente calate – senza mai scendere però sotto la soglia dei 3 miliardi di euro -, ma più per la pandemia e per la guerra che per le difficoltà doganali. Sono solo due i comparti che stanno ancora soffrendo: gli articoli di Abbigliamento (anche in pelle e in pelliccia) e gli Articoli in pelle (escluso Abbigliamento) e simili. Il primo è quasi dimezzato rispetto al 2019 (-47,2%), il secondo perde il -29,4%. Nel frattempo, le imprese venete hanno trovato nuove destinazioni per i loro prodotti. Gli articoli in Pelle esportati nel mondo hanno infatti raggiunto, nel 2022, il valore di 6 miliardi e 260 milioni di euro (+10,1%) e l’Abbigliamento è cresciuto del +15,6%, arrivando a quasi 4 miliardi e mezzo”.

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