GIANFRANCO FANTIN NUOVO PRESIDENTE PROVINCIALE DELLA CATEGORIA SERVIZI E AFFINI PER L’EDILIZIA

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27/06/2006GIANFRANCO FANTIN NUOVO PRESIDENTE PROVINCIALE DELLA CATEGORIA SERVIZI E AFFINI PER L’EDILIZIAI dirigenti della Consulta dei Servizi e Affini per l’Edilizia dell’Associazione Artigiani vicentina hanno eletto nei giorni scorsi il nuovo presidente provinciale della Categoria: si tratta di Gianfranco Fantin, 51 anni, imprenditore di Montegalda, già vicepresidente provinciale della Categoria e presidente del settore per il Mandamento di Vicenza.Gianfranco Fantin ha espresso la sua soddisfazione per la recente nomina, sottolineando i motivi che lo hanno portato a candidarsi. "E’ necessario – ha detto – assicurare continuità ai progetti di attività presentati all’inizio del mandato, confermando le linee di azione che la stessa Consulta ha più volte espresso, nel rispetto delle diverse componenti della Categoria. Ogni singolo presidente mandamentale di Categoria e ogni rappresentante mandamentale di Mestiere dovrà quindi prestare la consueta attenzione nel cogliere i segnali provenienti dal territorio, in modo da farsi interprete delle esigenze espresse dalle imprese e dai colleghi associati, sia in sede di Consulta che nei vari Consigli".Forte dell’adesione di oltre 1.800 aziende, la Categoria dei Servizi e Affini per l’Edilizia è infatti una tra le più composite del panorama associativo, raggruppando ben cinque diversi Mestieri. "Si va infatti – spiega il neo presidente – dalle imprese attive nel campo del Movimento Terra, ultime in ordine di tempo a costituirsi in mestiere, ai tradizionali settori dei Dipintori, dei Posatori, alle aziende del Marmo e della Pietra e ai Lattonieri"."Ciascuna attività, come si può ben intuire, ha esigenze particolari – aggiunge Fantin – che derivano da specifiche normative. Denominatore comune tra tutte è comunque lo stretto rapporto con il comparto delle costruzioni, e quindi con il vasto mondo dell’edilizia, che condiziona in maniera importante il mercato dei servizi a esso collegati. E proprio con i colleghi della Categoria Edili della nostra Associazione Artigiani sono state attivate recentemente alcune importanti forme di collaborazione per quanto riguarda l’aggiornamento tecnico e l’informazione sulle norme di settore".In occasione dell’elezione alla presidenza, a ricoprire l’incarico di vicepresidente di Categoria lasciato da Gianfranco Fantin è stato chiamato ora il thienese Antonio De Rossi, capo del Consiglio provinciale dei Dipintori.

DELEGAZIONE MALESE OSPITE DELL’ASSOARTIGIANI DI VICENZA PER CONOSCERE MEGLIO IL SETTORE METALMECCANICO

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20/06/2006DELEGAZIONE MALESE OSPITE DELL’ASSOARTIGIANI DI VICENZA PER CONOSCERE MEGLIO IL SETTORE METALMECCANICO_x000D_
Nei giorni scorsi una delegazione malese è stata ospite dell’Assoartigiani vicentina. La delegazione, guidata dal console malese e direttore di MIDA (Malaysian Investment Development Authority) a Milano, signora Noor Aieda Ahmad, e dal vicedirettore della Divisione "Meccanica & Engineering" di MIDA, signor Sangaran, comprendeva imprenditori malesi del comparto metalmeccanico, settore che sta conoscendo una fase di crescita significativa.Il MIDA, ente pubblico malese con sede a Kuala Lumpur e sedici uffici nel mondo (cinque in Europa di cui uno a Milano), costituisce il primo punto di contatto per gli operatori esteri che intendono investire in Malesia nel settore manifatturiero e dei servizi, potendo fornire loro assistenza e supporto nelle fasi della valutazione di fattibilità, della pianificazione industriale e finanziaria, nonché del follow up e controllo. La collaborazione tra l’Assoartigiani vicentina e l’Ufficio milanese di MIDA prosegue ormai da alcuni anni e ha portato, nello scorso mese di ottobre, alla realizzazione di una missione imprenditoriale che ha visto la partecipazione di quindici aziende artigiane, alcune delle quali hanno potuto avviare interessanti contatti con operatori locali, ulteriormente approfonditi in occasione di "Presentazione Paese Malesia" svoltosi a Milano alla presenza del ministro malese per il Commercio Estero.La visita a Vicenza si è articolata in due momenti. In mattinata alcuni imprenditori dell’Assoartigiani, del settore lavorazione dell’acciaio inox e della produzione di stampi, hanno avuto l’opportunità di incontrare i loro colleghi malesi. Un’occasione questa anche per presentare alle aziende vicentine obiettivi e attività di MIDA, le opportunità che il settore metalmeccanico malese può offrire agli operatori economici esteri e infine le politiche di agevolazione attuate dal governo malese per incrementare il flusso di investimenti stranieri. Durante la sua presentazione, il vicedirettore della Divisione "Meccanica & Engineering" ha posto l’accento sull’attuale strategia perseguita da MIDA, finalizzata a favorire l’espansione di comparti ad alto valore aggiunto ed elevato contenuto tecnologico, con l’obiettivo di rendere la Malesia, nel medio termine, il centro di riferimento dell’area per le attività di Ricerca & Sviluppo, design di prodotto, assemblaggio di prodotti tecnologicamente avanzati, logistica, distribuzione e marketing.Una scelta di politica industriale indubbiamente intelligente, che permette alla Malesia di valorizzare i propri punti di forza evitando di entrare in concorrenza con Cina, Vietnam e India sul terreno del puro costo dei fattori della produzione (e in particolare del lavoro), in cui questi Paesi godono tuttora di un rilevante vantaggio competitivo.Nel pomeriggio la visita, curata dalla Divisione Internazionalizzazione dell’Assoartigiani vicentina, ha previsto gli incontri in tre aziende socie (CLA S.r.l. di Schio, Italform s.n.c. di Marostica e Nichele Fratelli s.n.c. di Molvena), al fine di consentire agli ospiti malesi di stabilire un contatto con la realtà produttiva metalmeccanica della provincia di Vicenza. Le aziende vicentine visitate sono state individuate sulla base di specifiche richieste dei componenti la delegazione malese, prevalentemente interessati alla produzione di stampi e di macchine da impiegare nell’industria alimentare. Al termine, da entrambe le parti è emersa la volontà di mantenere vivi i contatti avviati, nell’ottica dello sviluppo di ulteriori e possibili iniziative di collaborazione.

RITA DAL PRA’, CERAMISTA DI NOVE, E’ LA NUOVA PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE REGIONALE PER L’ARTIGIANATO

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15/06/2006RITA DAL PRA’, CERAMISTA DI NOVE, E’ LA NUOVA PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE REGIONALE PER L’ARTIGIANATOUn altro importante riconoscimento in ambito regionale per l’artigianato vicentino: Rita Dal Prà, titolare della ditta "Ceramiche Artistiche Dal Prà", azienda storica nel settore con sede a Nove, è stata eletta all’unanimità presidente della Commissione Regionale per l’Artigianato del Veneto.L’imprenditrice, presidente dal 2000 della Commissione Provinciale per l’Artigianato di Vicenza e dal 1992 dirigente dell’Associazione Artigiani vicentina, dove attualmente è Capo Mestiere provinciale della categoria Ceramica, ha iniziato la sua attività professionale nel 1963. La produzione della sua azienda, che per la maggior parte viene esportata grazie anche a significative collaborazioni internazionali con designer e stilisti di prestigio, è molto apprezzata da importanti "griffe" dell’arredamento e della moda Made in Italy.La Commissione che la neo presidente regionale si appresta a guidare è un organismo "di secondo livello", formato cioè da tutti i presidenti delle singole Commissioni Provinciali per l’Artigianato (CPA) del Veneto, nonché da rappresentanti della Regione e da esperti da questa nominati su segnalazione dalle organizzazioni imprenditoriali del settore.Le funzioni della Commissione Regionale per l’Artigianato sono: decidere sui ricorsi contro le decisioni delle CPA in materia di gestione dell’Albo provinciale delle Imprese Artigiane; esprimere pareri su problematiche inerenti il settore sottoposte dalla Giunta Regionale; promuovere indagini periodiche e conoscitive sull’artigianato veneto; formulare pareri o proposte sull’attuazione di iniziative promozionali a favore del comparto.Come si vede, quindi, non solo compiti di carattere amministrativo-burocratico, ma anche azioni di analisi e sviluppo dell’artigianato veneto."L’importante – questo il primo commento di Rita Dal Prà dopo l’elezione – è che tutti i componenti della Commissione siano sempre attenti alle reali esigenze del comparto con un atteggiamento costruttivo e di collaborazione e che si riesca, con il coinvolgimento del Dipartimento Regionale dell’Artigianato, ad attuare un’azione univoca di indirizzo e di semplificazione dell’attività svolta a livello provinciale dalle locali CPA". Uno degli obiettivi che la neo presidente si prefigge con l’aiuto di tutti i componenti la Commissione è quello, infatti, di semplificare e snellire il più possibile gli adempimenti burocratici che gravano sulle aziende, anche nei rapporti con le Camere di Commercio e le altre Pubbliche Amministrazioni coinvolte nelle molteplici fasi di vita delle piccole imprese.

GIOVEDI’ 15 SI CHIUDE CON CREPET LA SECONDA EDIZIONE DELLA SCUOLA PER GENITORI MA E’ GIA’ TUTTO PRONTO PER IL TERZO ANNO DI LEZIONI

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14/06/2006GIOVEDI’ 15 SI CHIUDE CON CREPET LA SECONDA EDIZIONE DELLA SCUOLA PER GENITORI MA E’ GIA’ TUTTO PRONTO PER IL TERZO ANNO DI LEZIONI_x000D_
Giunge a conclusione il secondo anno della Scuola per Genitori dall’Assoartigiani di Vicenza. Giovedì 15, alle 20.30 in Fiera, per gli iscritti è infatti prevista una "festa di fine anno" con uno spettacolo a sopresa. Alla serata sarà presente anche il direttore scientifico della Scuola, Paolo Crepet, che avrà il compito di tracciare un bilancio di questa edizione oltre che presentare il programma del terzo anno della Scuola, ribattezzata "Impresa Famiglia".L’edizione 2006/2007 dell’iniziativa si svolgerà con gli stessi criteri delle precedenti: dodici incontri con altrettanti relatori sui temi della coppia, dell’infanzia e dell’adolescenza. Sarà inoltre riproposto lo Spazio Giovani, rivolto agli studenti del triennio degli istituti vicentini, che quest’anno ha riscosso un notevole successo. Infine, la novità: un seminario dedicato agli insegnanti che hanno aderito alle mattinate con i ragazzi, in maniera da fornire loro gli strumenti per proseguire il dialogo in classe.Una formula, quella della Scuola per Genitori dell’Assoartigiani, che si è rivelata vincente tanto da aver dato vita ad analoghe iniziative a Terni e Forlì.

RAPPORTO ARTIGIANATO 2006: LA RISORSA SONO LE IDEE

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12/06/2006RAPPORTO ARTIGIANATO 2006: LA RISORSA SONO LE IDEE_x000D_
Che il mondo, e di conseguenza l’economia, sia in una fase di radicale trasformazione non è un mistero per nessuno. Ma quali sono le conseguenze sul tessuto della nostra provincia e, in particolare, sulle piccole imprese? È da questo interrogativo che ha preso il via il dibattito sviluppatosi alla sede provinciale dell’Associazione Artigiani vicentina durante la recente presentazione del Rapporto Artigianato Vicentino 2006. La dettagliata analisi della situazione viene svolta ormai da cinque anni dall’Ufficio Studi dell’organizzazione di categoria, con la collaborazione scientifica dell’Università di Bologna attraverso il Centro di Ricerca Antares. Introdotti dal vicepresidente dell’Assoartigiani Agostino Bonomo e da Christian Caleari per l’Ufficio Studi, i lavori sono stati aperti proprio dalla relazione di Lorenzo Ciapetti del Centro Antares, attraverso la quale sono emersi i risultati dell’indagine tesa da un lato a "fotografare" la situazione dell’attuale congiuntura in rapporto agli anni precedenti, dall’altro a cogliere i principali fattori di mutamento che investono l’artigianato vicentino e veneto, ovvero i riflessi che esso sta manifestando nel nostro territorio.Quanto sta accadendo a livello internazionale, ha spiegato Ciapetti, provoca sulle nostre piccole aziende tre effetti: uno di "spiazzamento" rispetto alle logiche precedenti, vedi l’ingresso sulla scena di produttori come la Cina, uno di maggiore e conseguente "esposizione" alla competizione globale, il terzo di inevitabile "selezione": sopravvive chi sa adattarsi meglio ai cambiamenti.Tutto ciò dipende anche dal fatto che la struttura del Vicentino ha caratteristiche ben precise: una preponderanza del manifatturiero (il 35% su base regionale) e delle lavorazioni tradizionali (70%) rispetto a quelle ad alta tecnologia (30%), nonché una forte propensione all’export e un solido contributo al valore aggiunto provinciale (80%). Un quadro di sostanziale stabilità nel quale, però, la pressione esterna ha cominciato a farsi sentire provocando, pur nella complessiva tenuta manifestatasi anche rispetto ad altre aree del Veneto, alcuni scricchiolii in materia di occupazione, esportazioni e dello stesso valore aggiunto. Inoltre, la congiuntura negativa – per qualcuno vera e propria crisi – registratasi negli anni recenti non ha avuto un andamento generalizzato, ma si è diversificata da settore a settore, così come l’accenno di ripresa manifestatosi negli ultimi mesi: il rallentamento è stato avvertito sensibilmente, per esempio, nel tessile, nell’oro, nella ceramica, una media diminuzione l’ha conosciuta l’abbigliamento, una crescita la si è avvertita invece nei settori delle eccellenze agroalimentari, nel vasto comparto della comunicazione, nel mondo del legno, nella meccanica che ha saputo riorganizzarsi. Dunque, la trasformazione passa per dinamiche esterne all’impresa e per elementi al suo interno, sicché l’adattamento dell’attività varia a seconda della capacità dell’azienda di mantenersi competitiva, anche cercando quelle aggregazioni che possono supplire alle esigue dimensioni.Chiamato a fornire un proprio commento sulla situazione, Luca Paolazzi de "Il Sole 24 Ore" ha sottolineato come quella che stiamo attraversando sia una "crisi di crescita", cioè legata alla trasformazione in atto. Da questa constatazione il giornalista ha preso spunto per parlare di un cambiamento di proporzioni tali da rendere ormai inadeguato, secondo alcuni osservatori, non solo il "modello Nord-Est", ma quello dell’intero nostro continente. "Il baricentro della crescita – ha osservato Paolazzi – si è spostato in altre aree mondiali, dalla Cina all’India, di fatto rendendo l’Europa industrializzata marginale rispetto a un mercato che ora è più grande, più "lontano" di prima e chiede prodotti diversi. C’è poi da considerare l’effetto della pressione al ribasso dei listini e quindi dei margini di guadagno, complice la crescita portentosa dei nuovi Paesi a basso costo del lavoro, mentre aumenta il prezzo delle materie prime. A questi fattori internazionali, si sommano quelli nazionali: l’euro che non permette più come la lira di contare su un cambio favorevole o sulla svalutazione, un espediente utilizzato in passato anche per coprire errori di politica economica; un fisco più presente e meno tollerante; l’affollamento, tanto di prodotti che di produttori, che poi si riversa sulle nostre intasate infrastrutture; il sistema formativo che mostra lacune e carenze; il non sempre facile ricambio generazionale alla guida delle imprese; il peso eccessivo del manifatturiero nelle nostre produzioni, che altrove si sta sempre più riducendo". Tutti questi vincoli, ha proseguito Paolazzi citando anche i recenti dati di Banca d’Italia, Istat e Unioncamere, si traducono a livello nazionale in un effetto di scarsa produttività: ovvero lavoriamo molto ma guadagniamo poco, tanto nella piccola che nella grande impresa. segno che il problema non è legato alle dimensioni ma all’investimento di capitali. In pratica, le imprese in grado di sfruttare positivamente il cambiamento e di ottenere buoni margini di produttività sono quelle che destinano più capitale per addetto, che esportano di più e devono essere perciò più efficienti, che investono maggiori risorse nei servizi (ricerca, tecnologia) e nell’ideazione dei prodotti più che nella realizzazione "materiale" del prodotto (cosa che può avvenire ormai ovunque con gli stessi risultati), che al loro interno hanno figure e competenze che non si sovrappongono, ma che sono ben organizzate."Il punto di forza di Vicenza – ha concluso Paolazzi – è però quello di essere una provincia molto diversificata produttivamente, con aziende impegnate in vari settori. Certo, sopravvivere alla concorrenza imporrà di sfoltire il manifatturiero, costringerà i subfornitori a presentarsi sul mercato con prodotti propri, ma quelli che ce la faranno diventeranno dei "casi" interessanti. E non è nemmeno il caso di spaventarsi, ma di affrontare la sfida: questa terra può sempre contare su fattori storici come la cultura del lavoro, la propria versatilità e flessibilità. Puntare più sulla qualità che non sulla quantità delle produzioni potrà consentire di tenere il passo e di trarre nuova linfa"."I momenti di transizione portano a una scomposizione e ricomposizione all’interno dei distretti e delle filiere, con la conseguenza che alcune imprese scompaiono, altre sanno riposizionarsi. La crisi, le trasformazioni, impongono un salto di qualità dove la capacità di migliorarsi e di "leggere" il cambiamento fa la differenza – ha aggiunto Enrico Quintavalle dell’Ufficio Studi nazionale di Confartigianato-. Fino a oggi la grande impresa ha avuto la gestione delle relazione di mercato e dei cosiddetti elementi "intangibili": è il momento che questi diventino le carte vincenti anche delle imprese artigiane. Saper creare – e mantenere – relazioni con il mercato e le altre aziende è fondamentale per affacciarsi sui nuovi mercati, è un "capitale sociale" che, se magari non paga nell’immediato, rappresenta un investimento a lungo andare irrinunciabile. Altrettanto importante, poi, è comprendere che la condivisione con gli altri del proprio patrimonio di relazioni, insomma il "far rete", non è un vuoto slogan, ma la forza per capitalizzare tutti insieme i risultati, per ridurre i rischi individuali. E un altro elemento di supporto importante è quello rappresentato dalle Associazioni Artigiane, che possono indicare suggerimenti, contribuire a nuove conoscenze, ampliare gli orizzonti, aiutare ad alleviare i pesi e i costi della burocrazia, dell’energia, dei contenziosi. Ciò che serve quindi è una nuova cultura, anche con la sincera ammissione dei propri limiti individuali. A proposito, fa piacere constatare come i laureati – siano essi titolari, soci o collaboratori – si avvicinino sempre più al mondo dell’impresa artigiana, riconoscendo in essa un ambiente dinamico dove potersi realizzare, dove portare innovazione". "Concludendo, l’impresa deve pensare – ha suggerito Quintavalle – a una trasformazione da giocare più in attacco che non in difesa e puntare sul patrimonio personale, che rappresenta il principale veicolo per superare i momenti difficili. Sono questi alcuni di quei valori "intangibili" che un’impresa deve saper esprimere e ai quali, giustamente, l’Assoartigiani di Vicenza aveva già dedicato il proprio Rapporto 2004, riconoscendone il peso. Qualche segnale c’è: le imprese vicentine, oltre al tradizionale partner tedesco, hanno cominciato a vendere alla Cina, all’India, alla Russia".Al segretario generale della stessa Assoartigiani, Carmelo Rigobello, è spettato il compito di sintetizzare l’analisi dei cambiamenti in atto nel mondo dell’artigianato vicentino: "Il merito dei relatori – ha detto – è stato quello di aver illustrato non solo e non tanto gli elementi esterni della trasformazione ma anche, e soprattutto, quelli interni richiesti all’azienda. Ora, visti e commentati i numeri del Rapporto 2006, si tratta di saperli misurare e di trasformarli in strategie, in interventi. Il momento dell’inerzia è finito per sempre. Ora, a quanto pare, la ripresa c’è: ebbene, non perdiamola. Anche come mondo di piccoli imprenditori cerchiamo soluzioni condivise per assecondare il cambiamento, facendo leva su quel grande valore che sono le idee, la conoscenza".

C’E’ SCAMBIO DI OPPORTUNITA’ TRA VICENTINO E CAMBOGIA

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23/06/2006C’E’ SCAMBIO DI OPPORTUNITA’ TRA VICENTINO E CAMBOGIA_x000D_
Si è concluso con soddisfazione il viaggio studio in Veneto della delegazione cambogiana previsto dal Progetto europeo Asia Invest Un Modello di Sviluppo per le PMI Cambogiane in cui l’Assoartigiani di Vicenza è capofila. Nel corso della missione la delegazione, composta da 25 operatori economici (imprenditori e funzionari della Camera di Commercio di Cambogia, partner dell’Assoartigiani nel progetto), è entrata in contatto con i modelli di aggregazione d’impresa che caratterizzano il tessuto produttivo della nostra regione e considerati dall’Unione Europea, se opportunamente adattati alla realtà socio-economica locale, strumenti idonei a migliorare le performance delle piccole imprese cambogiane. Intenso e articolato il programma di visite messo a punto dall’Assoartigiani vicentina, che ha compreso incontri con le autorità (sindaco di Vicenza e presidente della Provincia), con le istituzioni economiche (Camera di Commercio, Vicenza Qualità, Centro Estero delle Camere di Commercio del Veneto), con centri di formazione (Cuoa e Scuola d’Arte e Mestieri) e naturalmente con imprese, selezionate in funzione dell’appartenenza a comparti omologhi a quelli rappresentati nella delegazione (CLA di Schio e TAER di Gambugliano per la metalmeccanica, Poli Distillerie di Schiavon e Grande di Cornedo Vicentino per il comparto liquoristica e dolciario).La visita alle aziende artigiane ha suscitato vivo apprezzamento negli operatori cambogiani, che hanno potuto "toccare con mano" quanto sia importante, anche e soprattutto per le piccole imprese, una costante attenzione al tema della qualità della produzione nonché dell’aggiornamento degli aspetti di organizzazione interna e della componente tecnologica per essere in grado di rispondere in maniera adeguata alle richieste, in costante cambiamento, provenienti dal mercato globale. Oltre alle visite, uno dei momenti centrali del viaggio di studio, soprattutto in prospettiva futura, è stata la firma di un accordo di collaborazione tra l’Assoartigiani, rappresentata dal presidente provinciale Giuseppe Sbalchiero, e la Camera di Commercio di Cambogia, rappresentata dal direttore generale Nguong Meng Tech; scopo dell’accordo è quello di dare continuità alla collaborazione tra le due organizzazioni, a testimonianza della comune volontà di rendere il progetto attualmente in corso il punto di partenza di un percorso di medio-lungo periodo, che investirà diversi ambiti di possibile cooperazione e che sarà volto a contribuire al graduale miglioramento delle condizioni dell’economia cambogiana.Il viaggio di studio ha inoltre costituito l’occasione per parlare di nuove iniziative da avviare nel corso dei prossimi mesi. Sono infatti già due i progetti di cooperazione in fase d’impostazione; il primo, che vedrà la presenza nel partenariato, oltre che dell’Assoartigiani e della Camera di Cambogia, anche della Cciaa di Vicenza e della Camera Artigianale di Francoforte, sarà finalizzato al trasferimento di buone pratiche sui temi dell’Arbitrato e della Conciliazione a funzionari e avvocati cambogiani; il secondo avrà quale capofila la Scuola d’Arte e Mestieri (sempre in collaborazione con Assoartigiani e Camera di Commercio di Cambogia) e avrà l’obiettivo di migliorare la capacità della aziende cambogiane attive nel settore della lavorazione artistica della pietra.Questi due nuovi progetti verranno presentati all’Unione Europea in occasione dei prossimi bandi del Programma Asia Invest, il primo dei quali avrà scadenza il 6 ottobre e introdurrà le linee guida del Programma per il 2007-2008.Interesse per la possibilità di cooperare con la Camera di Cambogia nell’ambito di un progetto a finanziamento comunitario, sempre con la "regia" dell’Assoartigiani vicentina è stato espresso anche dal Centro Estero delle Camere di Commercio del Veneto, che intende potenziare la propria partecipazione a tale genere di iniziative nel SudEst asiatico, mentre la Provincia di Vicenza ha manifestato la disponibilità a collaborare in ambito turistico-culturale, prendendo a ideale spunto il fatto che l’Unesco abbia assegnato sia alla Città del Palladio che ai meravigliosi templi di Angkor, situati nel nord della Cambogia, il riconoscimento di "Patrimonio dell’Umanità". Tante e nuove opportunità quindi che saranno oggetto di ulteriore approfondimento in occasione del seminario conclusivo del progetto Un Modello di Sviluppo per le PMI Cambogiane che si svolgerà in settembre a Phnom Penh con la partecipazione del presidente Assoartigiani Giuseppe Sbalchiero, che ha salutato gli ospiti cambogiani augurando "al vostro Paese di sperimentare nei prossimi 10/15 anni, anche grazie a questo Progetto, lo sviluppo che negli ultimi cinquant’anni ha portato il Veneto a divenire da zona povera e depressa ad area tra le più industrialmente avanzate d’Europa".

ACCONCIATORI ASSOARTIGIANI A CONVEGNO LUNEDI’ 19 PER DISCUTERE DELLA NUOVA LEGGE PROFESSIONALE

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16/06/2006ACCONCIATORI ASSOARTIGIANI A CONVEGNO LUNEDI’ 19 PER DISCUTERE DELLA NUOVA LEGGE PROFESSIONALE_x000D_
Lunedì 19 a partire dalle 17 nella sede dell’Assoartigiani di Vicenza si svolgerà un convegno di presentazione delle novità della Legge quadro nazionale con cui si istituisce la figura dell’acconciatore.Non più quindi parrucchiere o barbiere, la nuova Legge quadro nazionale definisce una figura importante dell’economia – appunto l’acconciatore – che svolge un’attività legata non solo alla quotidianità ma anche alla moda. Tagliarsi i capelli, infatti, non è solo un’incombenza estetica, diventa un appuntamento con l’immagine individuale, con la nostra capacità di rinnovare il look. Le novità della Legge saranno illustrate dalla relatrice on. Lorena Milanato, ci si soffermerà poi sull’attuale fase di recepimento della legge in ambito regionale, in cui si concentrano i maggiori sforzi per dare dignità e concretezza alla nuova figura dell’acconciatore. La conferenza Stato/Regioni, a tale proposito, dovrà esprimersi e la Regione Veneto dovrà approntare un testo coerente con la nuova legge. Al convegno interverranno anche il presidente Assoartigiani di Vicenza, Giuseppe Sbalchiero, il presidente nazionale e regionale degli acconciatori Confartigianato, Gualfranco Velo, Giuliana Fontanella, presidente della commissione attività produttive della Regione, l’on. Milanato e Pierluigi Dal Lago (funzionario Assoartigiani). Moderatore dell’incontro sarà il giornalista Fabrizio Stelluto.

IN PARTENZA 27MILA TESTI SCOLASTICI STAMPATI DAI TIPOGRAFI DELL’ASSOARTIGIANI PER GLI STUDENTI DI CAPO VERDE

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14/06/2006IN PARTENZA 27MILA TESTI SCOLASTICI STAMPATI DAI TIPOGRAFI DELL’ASSOARTIGIANI PER GLI STUDENTI DI CAPO VERDE_x000D_
Entro la fine di luglio giungeranno alle isole di Capo Verde ben 27.000 testi scolastici stampati e confezionati dai Tipografi aderenti all’Associazione Artigiani della provincia di Vicenza. Si conclude così il progetto di solidarietà "Sostegno alla scuola dell’obbligo della Repubblica di Capo Verde", iniziativa che ha potuto contare sul sostegno della Camera di Commercio di Vicenza e sul contributo della Regione Veneto e che ha preso il via nello scorso febbraio da un protocollo d’intenti siglato proprio a Capo Verde tra il presidente dell’Assoartigiani, Giuseppe Sbalchiero, e le autorità del locale Ministero dell’Educazione e Valorizzazione delle Risorse Umane.Il contatto tra l’organizzazione di categoria vicentina e il governo capoverdino è stato promosso da padre Ottavio Fasano, fondatore di una missione nell’isola di Fogo, una delle nove che compongono l’arcipelago, religioso che conosce bene le problematiche e le difficoltà che ancora ostacolano lo svolgimento del regolare percorso scolastico dei giovani e dei giovanissimi, che costituiscono la stragrande maggioranza della popolazione locale. In base al Protocollo, le aziende del Mestiere Tipografi Assoartigiani aderenti al progetto hanno provveduto alla stampa e alla rilegatura dei libri di testo di materie quali Lingua Portoghese, Matematica, Introduzione all’Economia e Uomo e Ambiente, volumi destinati al primo e secondo ciclo della scuola superiore, per un impegno di spesa di circa 30mila euro.Con la missione di febbraio sono state tracciate inoltre alcune linee direttrici in grado di ispirare un allargamento della cooperazione avviata tra l’Assoartigiani e il Ministero dell’Educazione capoverdino. Tra queste la verifica, da parte dell’organizzazione vicentina, della possibilità di accedere a programmi europei finalizzati a supportare simili forme di cooperazione, con l’obiettivo di fornire anche l’assistenza tecnica per la realizzazione di una tipografia presso il Ministero dell’Educazione, permettendo così al governo di Capo Verde di acquisire una maggiore autonomia nell’attuazione dei programmi scolastici.Nel corso della conferenza stampa che si è svolta questa mattina nella sede dell’Assoartigiani sono stati illustrati i dettagli del progetto che ha visto coinvolte, nella realizzazione e confezionamento dei volumi, una decina di tipografie vicentine (Artigiana Grafica di Montegalda, Grafica Corma di Grisignano di Zocco, Grafiche Fantinato di Romano d’Ezzelino, La Grafica di Marano Vicentino, Legatoria Lux di Creazzo, Legatoria Torri di Torri di Quartesolo, Repro Longo Bassano di Pove del Grappa, Legatoria Riva di Vicenza, Artigiana Imballaggi di Chiuppano, coordinate dal Centro Grafico di Mason Vicentino e dalla Tipografia Lino Dal Maso di Marostica). E ora i libri partiranno tra qualche giorno alla volta di Capo Verde, dove giungeranno nei tempi stabiliti per permettere agli studenti di avere il materiale per il nuovo anno scolastico. Il capo Mestiere Tipografi Assoartigiani, Franco Pavan, ha illustrato l’impegno dei colleghi in questo progetto: "Per realizzare questi quattro volumi ognuna delle aziende coinvolte ha messo a disposizione a titolo gratuito manodopera, professionalità, tempo e tanto entusiasmo". Il saluto della Camera di Commercio è stato portato dal segretario generale Giuliano Simonato.Con questa iniziativa, ancora una volta dunque l’Assoartigiani vicentina conferma la sua sensibilità sui temi della cooperazione internazionale e l’impegno per il miglioramento delle condizioni economico-sociali di Paesi meno fortunati. "Si tratta di iniziative che affermano lo spirito di solidarietà tipico della cultura e dell’essere artigiani che l’Associazione vicentina promuove e diffonde da sessant’anni a questa parte, conciliandole con le opportunità che la presenza sui mercati internazionali può offrire alle aziende", ha commentato il presidente Sbalchiero."Ho trovato nell’Assoartigiani una solidarità diretta e concreta – ha aggiunto padre Fasano- che ancora una volta dimostra come, per aiutare i Paesi in via di sviluppo, più che le grandi teorie bastino alcuni gesti semplici ma precisi. La popolazione giovane a Capo Verde rappresenta oltre il 50 per cento del totale, offrire quindi ai bambini la possibilità di avere un’adeguata formazione significa investire sul futuro loro e sullo sviluppo del loro Paese".Alle parole di padre Fasano hanno fatto eco quelle di Rinaldo Pellizzari, presidente della Categoria Comunicazione e Servizi Innovativi dell’Assoartigiani, che ha sottolineato come "sempre più, oggi, l’educazione rappresenti un vero e proprio spartiacque tra una vita di stenti e un’esistenza piena e felice".

SCUOLA DIRIGENTI ASSOARTIGIANI: APERTE LE ISCRIZIONI AL QUINTO CICLO DI LEZIONI

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13/06/2006SCUOLA DIRIGENTI ASSOARTIGIANI: APERTE LE ISCRIZIONI AL QUINTO CICLO DI LEZIONI_x000D_
Sono aperte le iscrizioni al 5° ciclo della Scuola di Politica ed Economia, iniziativa formativa dell’Assoartigiani vicentina rivolta agli imprenditori che si svolge in Villa Fabris di Thiene in un percorso triennale, cadenzato da lezioni con docenti universitari, incontri con testimonial, convegni, lavori di progettazione di gruppo, prove di valutazione."L’obiettivo della Scuola – commenta il presidente Assoartigiani, Giuseppe Sbalchiero – è stato sin da subito quello di affrontare e accompagnare con più responsabilità i fenomeni non solo economici, ma anche sociali e culturali che stanno mutando la realtà delle nostre imprese e dei nostri territori. Abbiamo lavorato con grande convinzione, certi di avviare uno strumento che sarebbe divenuto un riferimento non solo per l’organizzazione ma anche per tutti i soci e per la comunità vicentina: ci dà grande soddisfazione sentire l’entusiasmo dei partecipanti che raccontano di essere cresciuti come persone, come imprenditori e come cittadini. Questo gruppo, ormai un centinaio di persone tra cui molti giovani, è una realtà che esprime positività".Ma se l’esperienza fa crescere i partecipanti, le finalità della Scuola hanno anche dei risvolti associativi. "L’Associazione cresce se crescono i suoi soci – precisa Sbalchiero- e nel contesto attuale di trasformazione, di riprogettazione dei modelli di sviluppo, di cambiamenti anche sociali profondi ed estesi, crediamo si modifichi anche il ruolo dell’organizzazione. Se cambia l’impresa, cambia l’Associazione. La crisi di questi anni ha radici lontane, l’ottimismo per superarla si fonda su motivazioni, conoscenze, capacità innovative, che non possono essere scontate e neppure improvvisate ma vanno ricercate, alimentate, formate, sperimentate e arricchite quotidianamente. La Scuola di Villa Fabris a Thiene si fa carico di questo lavoro in profondità, di capacità di intravvedere e di progettare, per aiutare l’Assoartigiani e gli imprenditori a essere sempre più artefici del benessere generale, agendo nei luoghi – politica, istituzioni, società civile, cultura – dove si formano le scelte per i cittadini e per le imprese".

LE AZIENDE DEI PULLMAN TURISTICI CONTRO I TICKET NELLE CITTA’ D’ARTE

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09/06/2006LE AZIENDE DEI PULLMAN TURISTICI CONTRO I TICKET NELLE CITTA’ D’ARTE_x000D_
ZTL (Zone a Traffico Limitato), ticket e ostacoli burocratici per i bus turistici nelle città d’arte italiane causano danni nell’ordine di centinaia di milioni di euro. Per questo diverse associazioni straniere e italiane del turismo organizzato su gomma, così come operatori del ricettivo turistico italiano, hanno denunciato un costante calo nella scelta della destinazione Italia in una conferenza stampa svoltasi a Milano cui ha partecipato per l’Italia il vicentino Willy Della Valle, presidente provinciale (in seno all’Assoartigiani), regionale e nazionale della Confartigianato Auto/Bus Operator. Le cause principali sono le barriere burocratiche e i pedaggi elevati messi in atto dalle amministrazioni di città d’arte italiane – come Firenze, Roma e Venezia – con misure sempre più restrittive che vengono all’improvviso applicate, modificate e rimodulate sempre a danno di coloro che convogliano flussi turistici."Finora – ha osservato Della Valle – le autorità municipali non hanno dato seguito alle nostre richieste per cercare di risolvere il problema dell’ingresso alle città. Un problema che ci fa perdere quote di mercato, che ci impone pagamenti per non avere nulla in cambio, con i nostri autisti sbattuti a destra e a manca senza avere un minimo di servizio. Nei parcheggi – spesso periferici – non ci sono toilette, un ristoro, un po’ di verde, veniamo abbandonati sotto il sole, negli autobus la temperatura può arrivare anche a 50° e quello stesso autista che la sopporta deve poi ripartire con i turisti dopo aver pagato dai 180 ai 230 euro di ticket.Con gli stessi soldi, converrebbe affittare una camera d’albergo a quattro stelle con tutti i comfort. A Venezia, oltre al ticket, ti fanno pagare anche il parcheggio, 21 euro per 12 ore, e se non ci si ferma sono 3 euro solo per la manovra d’uscita"."La giustificazione dei balzelli – ha proseguito Della Valle – risiede secondo i Comuni nel fatto che i turisti sporcano, e quindi nei costi dello smaltimento rifiuti, e nell’inquinamento che causerebbero i bus. Ebbene, se si calcola che la pulizia ambientale costi un euro a persona, per quale motivo un mezzo che ne trasporta 20 o 50 deve pagare 185 euro per entrare a Venezia? E chi arriva in treno, in auto, in nave, in aereo? Quanto all’inquinamento, mentre i nostri bus sono nuovi, certo non altrettanto si può dire di quelli di linea che hanno motori "euro zero", se non addirittura "meno zero". Tutto ciò premesso -ha concluso Della Valle – la mia proposta è questa: abolire il ticket, oppure far pagare un euro a ogni visitatore che arrivi a Venezia, indipendentemente dal mezzo di trasporto".