L’EXPORT PREMIA ANCHE IL “MADE IN VICENZA” DELL’ARTIGIANATO ALIMENTARE

Anche a tavola piace il “Made in Vicenza”. È quanto emerge dall’elaborazione dell’Ufficio Studi della Confartigianato provinciale sui dati dell’ultimo trimestre relativi all’export dell’artigianato alimentare. Nel 2016, infatti, le esportazioni vicentine di prodotti alimentari e bevande hanno confermato il trend di crescita dell’ultimo decennio registrando il massimo storico, con un valore di 626 milioni di euro tra ottobre 2015 e settembre 2016.
“L’Italia è conosciuta nel mondo anche per la buona cucina e per i suoi prodotti tipici e Vicenza – commenta Christian Malinverni, presidente Confartigianato provinciale della categoria Ristoratori, nonché presidente regionale e nazionale della Federazione Alimentazione – dimostra di non fare eccezione. Anzi, l’impegno di tante imprese nel proporre il meglio della nostra tradizione enogastronomica, puntando sulla qualità degli ingredienti e dei processi di trasformazione e produzione, viene sempre più premiato. Non bisogna inoltre dimenticare che oggi il consumatore è molto più attendo e informato su quanto porta in tavola, e ciò ha stimolato la riscoperta e la rivalutazione dei prodotti artigianali. Prodotti che, non dimentichiamolo, sono anche un ottimo mezzo di promozione turistica per Vicenza”.
I dati dicono che nei primi nove mesi del 2016 le esportazioni di prodotti alimentari e bevande hanno rappresentato il 3,8% delle esportazioni manifatturiere vicentine e sono cresciute dell’8%, registrando una migliore dinamica rispetto al -3,2% del totale delle esportazioni manifatturiere. Nel dettaglio, il 70,2% dell’export è relativo ai prodotti alimentari e il rimanente 29,8% alle bevande, entrambi settori in crescita, rispettivamente, del 7,6% e del 9%.
Quanto alla destinazione dei prodotti, si rileva che i mercati dell’Unione Europea – che rappresentano il 62,2% dell’export del comparto – sono stabili, mentre nei mercati extra UE a 28 si registra un forte incremento del 24,3%.
E così, la crescita dell’export del settore Alimentare e bevande colloca Vicenza al decimo posto tra le principali e più dinamiche province esportatrici italiane. Merito delle 1.090 piccole imprese vicentine del settore, in crescita dell’1% rispetto allo stesso periodo del 2015, mostrando una performance migliore rispetto al -1% registrato dal totale artigianato.
Il comparto più consistente risulta quello della Pasticceria, Panifici e Gelaterie (487 imprese, pari al 44,7% del settore), seguito dalla Lavorazione e conservazione di carne e produzione a base di carne (27 imprese, pari al 2,5%), dalla Pasta (24 imprese, pari al 2,2%), e Vini, Distillerie, Birre e altre bevande (20 imprese, pari all’1,8%).
“Fa piacere notare – aggiunge Ruggero Garlani, presidente dei Panificatori di Confartigianato Vicenza – che i consumatori tornano a scoprire la qualità e la bontà dei prodotti freschi. In questi anni ci siamo quotidianamente impegnati per offrire il meglio, in termini di qualità e di varietà di proposte, convinti che un buon e sano prodotto, come nel caso del pane, sia sempre vincente. Ora i numeri ci confortano nelle scelte e ci spronano a fare ancora meglio”.
Proprio i Panificatori hanno recentemente lanciato la campagna “Dal Fornaio ogni giorno è straordinario”, azione promozionale che per la prima volta ha utilizzato i social network diffondendo video tramite smartphone e programmi di messaggeria istantanea.
A completare i dati del quadro del settore alimentare è presente la componente che coniuga produzione e servizio, rappresentata dai Servizi di ristorazione e dei cibi da asporto in cui sono attive 467 imprese, pari al 42,8% del totale.
Nell’ultimo anno, inoltre, si registrano le maggiori crescite per il comparto della Pasta fresca (+20%), dei Produttori alimentari vari (+16,7%) e dei Servizi di ristorazione e dei cibi da asporto (+3,1%).
Dati lusinghieri che sono anche merito anche dei 12 prodotti agroalimentari vicentini di qualità a Denominazione di Origine e a Indicazione Geografica riconosciuti dall’Unione Europea. Di questi, otto sono DOP (Denominazione di Origine Protetta) e quattro IGP (Indicazione Geografica Protetta).
A livello settoriale, tre prodotti agroalimentari di qualità DOP e IGP si riferiscono al settore degli Ortofrutticoli e Cereali (25%), tre a quello dei Formaggi (25%), cinque ai Prodotti a base di carne (41,7%) e uno agli Oli e grassi (8,3%). Nel dettaglio, i prodotti agroalimentari di qualità della sola provincia di Vicenza, e non anche di altri territori, sono l’Asparago bianco di Bassano, la Ciliegia di Marostica e la Soprèssa Vicentina.

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NONOSTANTE UN ANNO DIFFICILE, VICENZA MANTIENE IL SECONDO POSTO NELLA CLASSIFICA DELL’EXPORT MPI

Nei primi nove mesi del 2016, le esportazioni dei settori a maggior concentrazione di Micro e Piccole Imprese (MPI) della provincia di Vicenza sono calate dell’1,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, variazione più contenuta rispetto al -3,2% registrato dal totale export manifatturiero.
I settori a maggior concentrazione di Micro e Piccole Imprese rappresentano il 47% delle vendite all’estero dei prodotti manifatturieri vicentini, per un valore nei primi nove mesi del 2016 pari a 5.714,4 milioni di euro. Nonostante la flessione Vicenza si conferma, dunque, la seconda provincia per export dei settori MPI, dietro solo a Milano.
“Si sta chiudendo un anno – commenta Agostino Bonomo, presidente di Confartigianato Vicenza – in cui le vicende, talvolta politiche e altre volte economiche, dei Paesi con cui le nostre imprese si rapportano, hanno prodotto qualche contraccolpo. Ma abbiamo tenuto comunque il passo, e così di nuovo Vicenza si pone ai vertici della classifica nazionale. Quanto ai numeri riferiti al Veneto, ci sono province, come appunto Vicenza e Treviso, che nonostante i cali spiccano nei settori driver dell’artigianato”.
In merito ai dati veri e propri, forti crescite nell’export si registrano per Prodotti Tessili (+9,4%, pari a +34 milioni di euro) e Alimentari (+7,6%, pari a +22,7 milioni), mentre a determinare il calo sono stati i prodotti compresi nella voce “altre industrie manifatturiere” (-8,9%, pari a -102,4 milioni).
A livello regionale, a fronte di una crescita delle esportazioni dei settori di MPI pari a +0,9% nei primi nove mesi del 2016, si osserva un maggior dinamismo per Legno e Prodotti in legno e sughero, che aumentano del 5,5%, per i Mobili (+4,3%), Prodotti alimentari (+4,1%), Prodotti tessili (+4%) e Articoli in pelle e simili (+1,3%).
Le vendite vicentine all’estero delle MPI si distribuiscono equamente tra i Paesi UE a 28 (50%) e i Paesi extra UE (50%); questi ultimi mostrano una maggior flessione delle esportazioni (-2,1%) nei primi nove mesi del 2016, mentre i Paesi UE segnano un leggero -0,9%. Soffermandosi sulle destinazioni europee, si osservano delle crescite dell’export per Legno e Prodotti in legno e sughero (+11,7%), Prodotti tessili (+8,5%), Mobili (+3,3%) e Articoli in pelle e simili (+0,6%). Le esportazioni destinate ai mercati extra UE segnano una crescita per i Prodotti alimentari (+29,1%), Legno e prodotti in legno e sughero esclusi i Mobili (+11,6%), Prodotti tessili (+11,1%), Prodotti in metallo esclusi macchinari e attrezzature (+1,4%) e Articoli in pelle e simili (+0,4%).
Prendendo in considerazione invece l’intero settore manifatturiero vicentino (che comprende quindi anche le MPI), nonostante un calo generale del 3,2% si presentano situazioni in controtendenza, come ad esempio le crescite delle vendite in Romania (+11,3%, pari a +34,7 milioni), Russia (+10,2%, pari a +23,4 milioni), Cina (+6,3%, pari a +22,5 milioni), Repubblica Ceca (+2,7%, pari a +6,2 milioni), Spagna (+1,6%, pari a +4,2 milioni) e Polonia (+0,3%, pari a +1,1 milioni). Le contrazioni più consistenti dell’export vicentino, sempre a livello di settore manifatturiero, si riscontrano invece nei mercati di Svizzera (-40,6%, pari a -350,2 milioni), Hong Kong (-12%, pari a -49,1 milioni), Emirati Arabi Uniti (-7,2% pari a -19,2 milioni), Austria (-6,1% pari a -17,6 milioni) e USA ( -5,7% pari a -59,5 milioni). Le esportazioni verso i mercati emergenti sono risultate in aumento del +1,1% rispetto ai primi nove mesi del 2015, mentre verso i mercati avanzati sono calate del 5,2%.

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LA VICENTINA MARIA TERESA MAROSO NEL DIRETTIVO NAZIONALE DEI CERAMISTI CONFARTIGIANATO

Sarà la vicentina Maria Teresa Maroso, in rappresentanza dei ceramisti del Veneto, a sedere nel Consiglio Direttivo della Categoria Ceramisti di Confartigianato nazionale insieme al neo eletto Antonio Colì, pugliese, e a Davide Servadei (Emilia Romagna), Arianna Giannoni (Toscana) e Giovanni Pietro Rampini (Umbria).
Nel programma di attività spiccano le tematiche legate al monitoraggio costante del quadro economico della ceramica in Italia, rafforzando l’attuale attività di ricerca anche attraverso l’ausilio delle Università e degli altri enti preposti, e la creazione e l’intensificazione dei rapporti con i partner esteri, da attuarsi attraverso varie iniziative, sia di carattere culturale che con finalità commerciali.
Anche Maria Teresa Maroso, nel ringraziare per la fiducia dimostratale, condivide in pieno il programma dei prossimi quattro anni, esortando tutti i colleghi a fare gruppo per sostenere il miglioramento delle condizioni economiche e normative delle imprese.

VIART: LA CERAMICA VICENTINA “ESPORTA” I SUOI PRESEPI

Dall’8 dicembre al 6 gennaio la cittadina di Cerreto Sannita ospita una mostra sulla tradizione natalizia in cui è presente anche un significativo gruppo di artisti vicentini

A Cerreto Sannita, cittadina di antica tradizione ceramica in provincia di Benevento, una mostra di presepi racconta questa tradizione millenaria, partita dall’Italia e diffusasi in tutto il mondo. Durante il periodo natalizio, “Presepiarte” offre dunque in esposizione una serie di raffigurazioni della Natività create esclusivamente in ceramica e provenienti da tutto il Paese: dal Piemonte come dalla Sicilia, dal Veneto come dalla Sardegna, e in particolare da ognuno dei centri di antica tradizione aderenti all’AiCC (Associazione italiana Città della Ceramica), associazione no-profit che persegue l’obiettivo di creare una rete nazionale dei luoghi ove storicamente è venuta a svilupparsi una significativa attività nel settore, mettendo in campo varie attività di promozione e di scambio reciproco.
Grazie all’apporto organizzativo di ViArt, il centro per la valorizzazione dell’artigianato artistico vicentino, anche da Nove e Bassano del Grappa, città riconosciute a livello internazionale come di Antica Tradizione Ceramica e aderenti all’AiCC, arriveranno alla mostra una decina di presepi in grado di raccontare quello che anche oggi sanno creare le sapienti mani dei nostri artigiani-artisti, in questo caso attraverso le suggestive opere di Giordano Giampaolo, Marco Maria Polloniato, Diego e Domenico Poloniato, Luisella Rech, Vania Sartori, Vittore Tasca e Nico Toniolo.
L’esposizione sarà inaugurata l’8 dicembre e resterà aperta fino al 6 gennaio prossimo e si concluderà con la vendita all’asta di alcuni esemplari, il cui ricavato sarà interamente devoluto ai Comuni colpiti dal recente terremoto.
L’occasione della “trasferta” campana si rivela utile anche per ricordare le caratteristiche della nostra tradizione ceramica. Come, ad esempio, il fatto che nella zona di Nove e Bassano dal Settecento si sia sviluppata una produzione di maioliche, porcellane e terraglie a livelli di eccellenza tali che le forme, i decori e gli smalti si siano caratterizzati come lo “stile di Nove”. Ma anche attualmente la ceramica vicentina si caratterizza per l’ampia varietà di lavorazioni, colori e modelli e comprende complementi di arredo, articoli da tavola, articoli da regalo, oggetti di design contemporaneo e riproduzioni tipiche della ceramica antica. La componente artistica è sempre molto presente in tutte queste lavorazioni, fino ad arrivare alla realizzazione di opere uniche.
Al Museo Civico della Ceramica di Nove si può ammirare una collezione di pezzi che documenta l’evoluzione stilistica e tecnica della ceramica veneta, novese e vicentina dal ‘700 ai nostri giorni, oltre a presentare alcuni interessanti manufatti di epoche precedenti.
Nel frattempo, sempre fino all’8 dicembre, Agropoli ospita l’esposizione “Fragilità, il tuo nome è donna”. Promossa da Confartigianato Vicenza, ViArt e Associazione Pandora Artiste-Ceramiste, ha lo scopo di consolidare e promuovere l’universo femminile attraverso l’arte.

WORKSHOP SULLA FOTOGRAFIA MATRIMONIALE IL 5 E 6 DICEMBRE IN VILLA FABRIS A THIENE

Proseguono gli appuntamenti di “Click to Click”, il ciclo di workshop professionali promossi da Confartigianato Vicenza e rivolti ai Fotografi.
Il prossimo incontro è con Luigi Rota e si svolgerà nelle giornate di lunedì 5 e martedì 6 dicembre in Villa Fabris a Thiene. Tema del seminario sarà il “Wedding”, ovvero il matrimonio, dallo scatto alla postproduzione: come ottenere immagini di forte impatto con pochi passaggi, tendenze di mercato, nuove idee e spunti utili, web, social network , marketing promozionali. Le due giornate prenderanno il via alle 9 per chiudersi verso le 18.

VENZO (CONFARTIGIANATO VICENZA): “IL PROBLEMA VOUCHER NASCONDE QUELLO DELL’ALTO COSTO DEL LAVORO”

L’osservatorio sul precariato dell’Inps, che analizza la dinamica dei flussi delle assunzioni e cessazioni, ha pubblicato i dati sui voucher tra gennaio e ottobre 2016 evidenziandone il costante incremento di utilizzo, con un aumento del 32% rispetto al 2015, che a sua volta aveva fatto registrare un più 67% sul 2014.
“Va rilevato – commenta Sandro Venzo, componente della Giunta di Confartigianato Vicenza con delega alle politiche del lavoro e della formazione – che i dati non tengono conto degli ultimi interventi del Governo in tema di tracciabilità dei voucher: probabilmente si assisterà a un ridimensionamento del fenomeno e nei prossimi mesi verificheremo se ciò corrisponde a verità. Ma intanto quello che emerge è che le imprese manifestano con forza l’esigenza di coniugare flessibilità e costo del lavoro per rispondere nel migliore dei modi alle esigenze del mercato”.
Entrando più nello specifico dei voucher, denominati anche buoni-lavoro, secondo il dirigente Confartigianato “va rilevato come lo strumento in questi anni abbia subito varie evoluzioni, perdendo nel tempo la sua originaria valenza, che era quella di remunerare prestazioni accessorie, meramente occasionali. Il boom di questi ultimi anni, spinto da una normativa che ormai pone solo un limite economico per il loro utilizzo, ha comunque consentito a molte imprese di inserire al proprio interno personale in regola, coperto sia dal punto di vista previdenziale che assicurativo. Tuttavia, se vogliamo parlare di buona occupazione, di investimento nella formazione continua del personale, non possiamo pensare che i voucher diventino lo strumento principale di inserimento in azienda: i buoni-lavoro devono consentire alle aziende di rispondere a esigenze improvvise e per prestazioni occasionali, contando in tal caso su un costo più che accettabile”.
Però, secondo Venzo, “il tema di fondo che sta a cuore alle imprese, ed è il principale deterrente che impedisce l’inserimento di personale stabile, è l’elevato costo del lavoro. Prendiamo una retribuzione lorda mensile di 2mila euro, riferita al settore artigiano: è inconcepibile che il costo per l’azienda sia superiore ai 3mila euro, mentre il lavoratore di euro ne porta a casa netti 1.530.  Bisogna ripensare a interventi strutturali che rendano tutto ciò meno costoso, sia per le imprese che per i dipendenti. Le assunzioni a tempo indeterminato nel 2016 sono diminuite del 32%, una contrazione dovuta principalmente all’abbattimento degli incentivi previsti nel 2015 e fortemente ridimensionati nel 2016. Addirittura, nel 2017 viene abolito l’esonero contributivo per le aziende che volessero assumere a tempo indeterminato lavoratori privi di un precedente rapporto di lavoro simile, di fatto privando le imprese di un’agevolazione che negli ultimi due anni ha contribuito a creare centinaia di migliaia di nuovi posti di lavoro stabili”.
Perciò, se le imprese hanno l’esigenza di coniugare flessibilità e costo del lavoro e se sulla flessibilità il Jobs Act ha previsto una serie di strumenti a favore delle aziende, per Confartigianato ancora troppo poco è stato fatto sul versante della riduzione del costo del lavoro e della differenza tra la retribuzione netta percepita dal lavoratore e il costo per l’azienda.
“Il Governo – ribadisce Venzo – deve assolutamente intervenire per ridurre questo gap. Inoltre, sia la Legge di Bilancio dello scorso anno e sia quella del 2017 hanno puntato molto sulla detassazione dei premi di produttività erogati ai dipendenti: un fatto positivo per il lavoratore, però ai fini del costo del lavoro l’operazione è neutra per l’azienda, dato che sui premi si pagano regolarmente i contributi. Auspichiamo perciò che si torni a parlare anche di decontribuzione dei premi di produttività, come avveniva fino al 2015: in tal modo anche l’azienda otterrebbe un beneficio tangibile”.
“La preoccupazione sulle politiche relative al costo del lavoro e all’inserimento dei talenti nelle piccole realtà aziendali rimane viva – conclude Venzo- anche dopo le ultime affermazioni del ministro Poletti, pur se subito smentite. Non vogliamo entrare nella sterile polemica dei palazzi romani magari interna a questo o a quel partito, ma sentiamo forte il dovere di richiamare tutta la politica quella nazionale, regionale e locale, a essere più vicina alla realtà, magari passando un periodo in una piccola azienda per capire come imprenditori e lavoratori sostengono questo Paese. Le nostre imprese sono disponibili, magari con qualche voucher…”

SABATO 17 A MONTEGALDA LA CERIMONIA PER LA CONCLUSIONE DEL RESTAURO ALLA FACCIATA DELLA CHIESA DI SAN MARCO

A conclusione dell’intervento di restauro della facciata della Chiesa di San Marco a Montegalda, è prevista per sabato 17 una cerimonia di inaugurazione per sottolineare l’importanza di questo importante e prezioso recupero.
L’appuntamento è per le 18.30, quando sarà illustrato l’intervento effettuato e verranno consegnati gli attestati ai partecipanti ai lavori; successivamente avrà luogo un concerto nella chiesa parrocchiale di Santa Giustina, aperto a tutta la comunità, in programma alle 20.30 e organizzato dal C.A.R.V.E. (Consorzio Artigiani Restauratori Veneti): a esibirsi saranno la Nuova Orchestra Pedrollo diretta da Gabriele Dal Santo e i Cantori di Santomio diretti da Nicola Sella.
L’iniziativa, avviata in ottobre, è stata resa possibile grazie a un corso gratuito di cantiere-scuola promosso da Confartigianato Vicenza, in collaborazione con il centro di formazione Cesar, e dedicato alle imprese del settore edilizio. La formazione pratica delle maestranze “sul campo”, già sperimentata in altro cantieri, ha visto anche il contributo di Edilcassa Veneto.
Si è trattato di un percorso particolare per le modalità con cui è stato proposto, per i temi affrontati e per la possibilità di intervenire in un contesto di particolare pregio storico e architettonico; il tutto con l’obiettivo di fornire ai partecipanti le conoscenze di base – sia teoriche che pratiche – necessarie per operare correttamente e praticamente su edifici di valenza storico-artistica. Supportata da lezioni sui materiali e i loro aspetti chimici e fisici e sulle normative vigenti in materia, l’attività didattica è stata coordinata dal C.A.R.VE.

IL 12 DICEMBRE A VICENZA I PENSIONATI ARTIGIANI IN ASSEMBLEA PER ANALIZZARE I CAMBIAMENTI IN ATTO

Tra Ape (Anticipo pensionistico) volontaria o sociale, aumento della quattordicesima, “no tax area”, ricongiunzioni, penalizzazioni o rivalutazioni degli importi, cosa bolle in pentola in materia di pensioni?
Al momento, nulla è definito: il Governo ha siglato un protocollo d’intesa con i sindacati, accogliendo anche alcune proposte presentate al ministro Poletti dai Pensionati Confartigianato, ma la Legge di Stabilità è in piena discussione in Parlamento.
Per chiarire i cambiamenti e le novità in atto, quindi, l’Anap Vicenza, l’associazione provinciale dei Pensionati di Confartigianato ha indetto un’assemblea pubblica in programma lunedì 12 dicembre, alle ore 15, al Centro Congressi di via Fermi a Vicenza. L’incontro è aperto a tutta la cittadinanza.
Dopo il saluto del presidente provinciale Gino Cogo, sarà Francesco Tibaldo, operatore del Patronato Inapa, a illustrare cosa cambia per chi è pensionato e chi intende andare in pensione; poi Fabio Menicacci, segretario nazionale Anap, sintetizzerà le linee di indirizzo, le valutazioni e le proposte dell’associazione mentre i funzionari Nicola Carrarini e Alberto Bordignon presenteranno una campagna sui diritti rivolta in particolare ai pensionati artigiani. L’incontro si concluderà con l’intervento del presidente nazionale Anap, Giampaolo Palazzi, e durante i lavori ci sarà anche modo di chiarire cosa deve fare chi ha subìto il blocco di rivalutazione della pensione per chiederne il ripristino integrale.

L’AZIONE DI CONFARTIGIANATO FA CHIAREZZA SUL TRATTAMENTO DEI LAVORATORI IN TRASFERTA EVITANDO ALLE AZIENDE AUMENTI DEL COSTO DEL LAVORO

È stato approvato in via definitiva il decreto legge fiscale che contiene l’emendamento, fortemente voluto da Confartigianato, per porre fine all’annosa questione del trattamento contributivo e fiscale dei lavoratori in trasferta.
“La nostra posizione – osserva Sandro Venzo, componente della Giunta di Confartigianato Vicenza con delega al Lavoro e alla Formazione – intendeva fare chiarezza sulla disciplina applicabile ai lavoratori inviati temporaneamente a svolgere la propria prestazione in trasferta”. Infatti alcune sentenze della Cassazione avevano di fatto parificato i lavoratori in trasferta ai cosiddetti “trasfertisti abituali”, cioè a quei lavoratori tenuti per contratto a svolgere l’attività in luoghi sempre variabili, quindi di fatto privi di una sede fissa di lavoro; per tali lavoratori, le indennità corrisposte dall’azienda sono tassate nel limite del 50%, a differenza dei lavoratori in trasferta, che possono ricevere un’indennità totalmente esente da contributi e tasse fino a determinati limiti.
“Se non fossero state accolte le istanze di Confartigianato – prosegue Venzo -, le aziende interessate, ad esempio di settori quali edilizia, trasporti, impiantisti, avrebbero avuto un aumento significativo del costo del lavoro, stimato nell’ordine di 3.500 euro l’anno; e i lavoratori avrebbero avuto una diminuzione del proprio reddito stimato in circa 900 euro l’anno. Grazie al grande lavoro svolto da Confartigianato, sostenuto dai parlamentari veneti che hanno capito la gravità della situazione, con l’approvazione definitiva dell’emendamento di Confartigianato finalmente si sono date certezze alle aziende sul trattamento da applicare ai lavoratori inviati in trasferta”.

MOBILITÀ ELETTRICA, IL PUNTO DELLA SITUAZIONE. CONVEGNO DI CONFARTIGIANATO A VICENZA IL 5 DICEMBRE

Auto elettrica: a che punto siamo? A tale domanda intende rispondere il convegno promosso da Confartigianato Vicenza per lunedì 5 dicembre al Centro Congressi cittadino di via Fermi. A partire dalle ore 11, infatti, una serie di interventi metterà a fuoco i diversi temi legati alla mobilità sostenibile, dalle tecnologie automobilistiche alle politiche per sostenerla, compreso l’impegno di Confartigianato in materia attraverso il progetto Futuro Elettrizzante.
Aprirà il convegno Pietro Francesco De Lotto, direttore di Confartigianato Vicenza, cui farà seguito l’illustrazione di una “case history” sulla mobilità elettrica applicata alla logistica da parte di Simone Vicentini, general manager di GSL – General Logistic System Enterprise. Successivamente si parlerà del concetto di mobilità elettrica secondo Nissan, mentre l’esperto Alfredo De Dominicis approfondirà le modalità di guida sicura per i veicoli elettrici. Infine Erika Faggion, dell’Ufficio Tributario di Confartigianato Vicenza, si soffermerà sugli aspetti fiscali e agevolazioni legate alla sostituzione dei mezzi.
Come detto, la Confartigianato provinciale è impegnata da tempo sul fronte della diffusione della mobilità elettrica e, nell’ambito del progetto “Futuro Elettrizzante”, ha coinvolto a più riprese tanto le amministrazioni comunali quanto le case produttrici. Tra le ultime iniziative va ricordata l’installazione di sei punti di ricarica per mezzi elettrici donati ai Comuni di Arzignano, Marostica, Noventa, Thiene, Valdagno e Vicenza, mentre con il progetto “Reborn” è stato realizzato un kit che permette di sostituire il motore a benzina con uno elettrico.
Il convegno si concluderà con la possibilità per i partecipanti di effettuare una prova su strada con automezzi Nissan, testandone le performance.