DA VENERDI’ 8 A MERCOLEDI’ 13 PANIFICATORI ASSOARTIGIANI PROTAGONISTI A “LA FIERA DEL SOCO”

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04/09/2006DA VENERDI’ 8 A MERCOLEDI’ 13 PANIFICATORI ASSOARTIGIANI PROTAGONISTI A "LA FIERA DEL SOCO"_x000D_
"Profumo di Pane" dà appuntamento agli stand dell’Antica Fiera del Soco a Grisignano, che si svolgerà da questo venerdì 8 fino a mercoledì 13. La manifestazione dedicata al pane, organizzata dai fornai dell’Assoartigiani vicentina, in collaborazione con la Libera Associazione Panificatori Vicentini, la Camera di Commercio e la Banca Popolare di Vicenza, ha l’obbiettivo di promuovere gli artigiani panificatori che lavorano sulla qualità e non sulla quantità realizzando, con professionalità, un prodotto fresco e senza conservanti. E il calendario 2006 di "Profumo di pane" è ormai alla quarta edizione dopo aver fatto tappa in 27 località della provincia, per un totale di 12mila chili di pane sfornati, accanto a 8mila chili di biscotti e dolci da forno e altrettanti chili di pizza. "Il titolo dell’iniziativa non è casuale: è infatti un "profumo" inconfondibile quello del pane appena sfornato, e che spesso consente di individuare un buon panificio artigiano anche prima di vederne l’insegna – spiega Ruggero Garlani, presidente dei Panificatori dell’Assoartigiani di Vicenza -. Non solo, ma l’iniziativa vuole anche mettere l’accento sulle qualità e sulla versatilità di un prodotto, quale appunto il pane, semplice, genuino, adatto a tutte le età. Uno degli alimenti più importanti della nostra tradizione gastronomica, elemento portante della cosiddetta "dieta mediterranea" che ormai da anni è considerata da medici e dietologi la strada per vivere a lungo ed evitare i classici problemi di salute che caratterizzano le società industrializzate". "A caratterizzare "Profumo di Pane" – aggiunge Garlani – è poi il fatto che i panificatori artigiani realizzano il pane (ma anche biscotti e pizze) di fronte al pubblico, in maniera da mostrare come nasce un alimento che quotidianamente si porta in tavola, che vanta una storia millenaria, che conosce un’ampia varietà regionale". Come di consueto i fornai, che in queste occasioni rinunciano al loro unico giorno di riposo, raccoglieranno un’offerta libera che sarà poi devoluta in beneficenza. Al proposito, quelle raccolte a Grisignano saranno consegnate alla Cooperativa "Il nuovo ponte". Prossimi appuntamenti con "Profumo di Pane": a Marostica (domenica 29 ottobre in Piazza degli Scacchi) e a Breganze, in concomitanza con la Fiera di San Martino (domenica 12 novembre), poi l’arrivederci al 2007.

IL CONSORZIO ARTIGIANO UNIT DA VICENZA AL CILE “CONSULENTE” DELLA MINIERA ANDINA PER UN PROGETTO FORMATIVO DEDICATO AI GIOVANI TECNICI

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IL CONSORZIO ARTIGIANO UNIT DA VICENZA AL CILE "CONSULENTE" DELLA MINIERA ANDINA PER UN PROGETTO FORMATIVO DEDICATO AI GIOVANI TECNICI_x000D_
Il Consorzio UnIT dell’Assoartigiani Vicenza è stato ospite dell’Associazione Imprenditori Veneti in Cile per una vista alla miniera statale di El Teniente, prima al mondo per produzione di rame e per sviluppo sotterraneo, che impiega quasi 10mila persone l’anno e che quest’anno festeggia cento anni di attività.Il Consorzio UnIT (Unione Imprese Tecnologiche), aggregazione di aziende specializzate nelle problematiche legate a acqua, aria, freddo, calore, automazione, sicurezza, energie alternative e ambiente, ha suscitato per l’appunto l’interesse dell’Associazione Imprenditori Veneti in Cile, che intende tenere vivi i legami con la terra di origine anche collaborando sul piano economico. Il presidente dell’associazione cilena, Italo Cantele, ingegnere originario di Chiuppano, e da tempo impegnato nelle attività di assistenza tecnica alla miniera El Teniente,e un altro veneto nato in Cile nonché console onorario del suo Paese a Vicenza, Aldo Rozzi Marin, hanno chiesto a Giuseppe Sbalchiero, presidente dell’Assoartigiani vicentina, e a Giorgio Colombara, presidente di UnIT, la disponibilità a definire e sviluppare percorsi formativi per giovani tecnici cileni, da impiegare poi nell’assistenza e manutenzione dei sofisticati macchinari e impianti della miniera. Così una delegazione dell’Assoartigiani, del Consorzio UnIT (Maurizio Foralosso e Alberto Urbani, periti industriali, e il tecnico minerario Carlo Fontana), dell’Api (con il vicepresidente Mariano Rigotto), è partita alla volta delle Ande cilene accompagnata dal console Rozzi Marin.Il gruppo vicentino ha svolto un’accurata visita alla miniera, in particolare a macchinari e impianti, ai fini della stesura del progetto formativo. Prima del rientro in Italia, sono state dibattute le varie tematiche emerse con i vertici dell’Associazione cilena e ne è risultato un primo schema di progetto che è piaciuto molto anche al consigliere del ministro cileno per l’energia e le miniere incontrato appositamente. Adesso occorrerà lavorare in Italia, coinvolgendo altri partner, cercando i finanziamenti e, naturalmente, individuando gli imprenditori disposti a trasformarsi in docenti. Non è sfuggito a nessuno infatti che i giovani tecnici cileni, una volta formati, potrebbero divenire i primi e qualificati interlocutori delle imprese vicentine, magari futuri partner in terra sudamericana.

DATI MOVIMPRESE SULL’ARTIGIANATO IN PROVINCIA DI VICENZA: PER L’ASSOARTIGIANI “NESSUN ALLARME”

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27/07/2006DATI MOVIMPRESE SULL’ARTIGIANATO IN PROVINCIA DI VICENZA: PER L’ASSOARTIGIANI "NESSUN ALLARME"_x000D_
A prima vista, i numeri diffusi dalla rilevazione Movimprese di Unioncamere destano sensazione: -594 imprese artigiane in provincia di Vicenza nel secondo semestre di quest’anno, frutto del saldo negativo tra 472 iscrizioni e 1.066 cessazioni pari al 2,20%, ovvero la peggiore performance a livello nazionale. Possibile?"Naturalmente no", commenta l’Associazione Artigiani della provincia di Vicenza. E precisa: "Tutto dipende dalle varie modalità operative dei sistemi delle Camere di Commercio, e quindi dalla registrazione delle relative "anagrafi". Nella fattispecie, il dato in esame risente stavolta di una diversa impostazione avvenuta a Vicenza relativamente alla registrazione delle cessazioni pervenute all’inizio dell’anno, periodo in cui si rileva un loro picco "fisiologico" e che finora veniva registrato nel primo trimestre"."In realtà, il dato oggettivo e "reale" che ricaviamo – prosegue l’Assoartigiani vicentina – sia dall’Albo Imprese Artigiane operante presso la stessa Camera di Commercio e sia dai nostri Uffici Soci e Studi, è di tutt’altra natura. Infatti, nel primo semestre di quest’anno si sono iscritte all’Albo 1.292 aziende e ne risultano cessate 1.459, con un saldo provvisorio negativo di 167 unità, perfettamente rientrante nella norma. E c’è anche di più, dato che proprio durante questo mese di luglio è avvenuta una inversione di tendenza: le pratiche pervenute all’Albo relativamente a richieste di iscrizione superano già quelle inoltrate per la cancellazione".

PER LE AZIENDE ARTIGIANE CONNESSIONI PIU’ VELOCI E SENZA CAVI GRAZIE AL SERVIZIO DI ARTIGIANINET “INTERBANDA”

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26/07/2006PER LE AZIENDE ARTIGIANE CONNESSIONI PIU’ VELOCI E SENZA CAVI GRAZIE AL SERVIZIO DI ARTIGIANINET "INTERBANDA"_x000D_
Grazie a "Interbanda" le aziende possono oggi connettersi ad alta velocità libere da cavi, ovvero con collegamento "wireless" che permette ottime prestazioni in modo sicuro e conveniente. Si tratta di un nuovo servizio fornito da Artigianinet, il portale promosso dall’Assoartigiani di Vicenza, per un sistema di trasmissione dati affidabile e in grado di superare le prestazioni del tradizionale cavo. Proprio per questo il servizio può essere una soluzione ottimale per quelle aziende che si trovano in zone scoperte da connessione ADSL/HDSL, oppure una valida alternativa per quelle che hanno la sede in zone dove il servizio ADSL/HDSL ha copertura, ma il servizio di rete wireless risulta più vantaggioso.Il servizio, fornito da Artigianinet grazie alla rete artigiana "a banda larga", consiste in un sistema wireless che mette in comunicazione la "dorsale" principale con le singole aziende, attraverso collegamenti a condizioni economiche vantaggiose.Interbanda può essere la soluzione più adatta per esigenze di trasmissione di dati e immagini, oltre che di traffico telefonico, per imprese che hanno più sedi e hanno l’esigenza di creare un collegamento fra clienti e i fornitori, per aziende che accedono con grande frequenza a Internet e necessitano di elevate velocità, oppure per aziende che, come detto, si trovano in aree in cui non è disponibile la normale copertura con linea ADSL. Il servizio permette di accedere a Internet con velocità da 64 Kbps a 14 Mbps per caricare e scaricare dati e immagini, oltre alla possibilità di integrazioni con la rete telefonica per ottimizzare i costi. Il tutto supportato da un servizio di assistenza locale, con sede a Vicenza. Interbanda copre la maggior parte del territorio vicentino e in più alcuni comuni limitrofi di altre province. L’ampliamento della rete è in continuo sviluppo e si prevede una copertura pari al 90% della provincia di Vicenza entro la fine del 2006. La garanzia del servizio è data dal rispetto delle leggi vigenti, dall’utilizzo di tecnologia Alvarion con fornitura di apparecchiature omologate dal Ministero delle Telecomunicazioni, dalla potenza emessa entro i limiti di legge, come previsto dallo standard europeo Hiperlan, dall’installazione realizzata da professionisti certificati e da impianti realizzati con certificazione di primo grado. Inoltre la tecnologia utilizzata, di derivazione militare, garantisce un elevato standard di sicurezza. Per ulteriori informazioni si può consultare l’area dedicata a "Interbanda", nella sezione Servizi di Artigianinet, oppure contattare il portale telefonando allo 0444/560944 o inviando un messaggio all’indirizzo mail: servizi@artigianinet.com

I PANIFICATORI ASSOARTIGIANI CHIEDONO AL GOVERNO CHIAREZZA

Anche i panificatori dell’Assoartigiani di Vicenza si dichiarano contrari a ipotesi di serrata perché, accanto alla norma di abrogazione della legge 1002/56, sono state preliminarmente accolte al Senato, nella discussione sul decreto Bersani, alcune richieste avanzate dalla categoria. In particolare sono state introdotte misure a tutela della produzione ed è stato individuato un percorso per identificare i requisiti di qualificazione professionale riguardanti la tutela della salute e dell’igiene sanitaria degli alimenti.Al proposito Ruggero Garlani, presidente regionale Confartigianato e provinciale Assoartigiani dei Panificatori, ricorda che “il possesso di requisiti professionali dovrebbe essere propedeutico all’esercizio delle attività di tutte le imprese di produzione e trasformazione alimentare, a garanzia dei consumatori e della qualità dei prodotti”. I panificatori invitano così Parlamento e Governo, in sede di conversione in legge del Decreto Bersani, a introdurre le necessarie modifiche per superare le turbative della concorrenza e favorire un percorso di qualificazione professionale e di valorizzazione del pane. In ogni caso, per la categoria è necessario l’avvio di un tavolo di confronto per approfondire il tema dei requisiti professionali, o problemi storici quali l’abusivismo.Sull’intenzione del Governo di eliminare divieti o autorizzazioni preventive per il consumo dei prodotti di gastronomia presso gli esercizi commerciali, i panificatori denunciano poi un rischio di discriminazione a danno delle imprese di produzione e trasformazione alimentare, soprattutto quelle di natura artigiana. Al contrario di quanto previsto per gli esercizi commerciali, infatti, le imprese di produzione che vogliano consentire ai clienti di consumare sul posto i loro prodotti resterebbero assoggettate a “divieti” e ad “autorizzazioni preventive”.In pratica le imprese artigiane e le piccole imprese di produzione e trasformazione alimentare (nei settori della pasticceria, gelateria, yogurteria, rosticceria, pizzeria da asporto, gastronomia in genere e panificazione), se intendono consentire ai clienti la sosta e il consumo sul posto del prodotto, sarebbero costrette ancora ad acquisire le prescritte autorizzazioni per la somministrazione di alimenti e bevande, con i connessi oneri amministrativi ed organizzativi. “Questi vincoli – spiega Garlani- sono ingiustificati visto che chiediamo solo la possibilità di avere semplici attrezzature (mensole, sgabelli, sedie, panchine) per permettere al cliente di degustare il prodotto all’interno del locale o nei pressi di esso, senza la prestazione di servizi di somministrazione al tavolo (coperto e stoviglieria)”.

L’ASSOARTIGIANI VICENTINA SU NUOVE NORME SU VIBRAZIONI E RUMORE: “NON SI POTREBBE “TESTARE” PRIMA L’IMPATTO SULLE AZIENDE?”

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24/07/2006L’ASSOARTIGIANI VICENTINA SU NUOVE NORME SU VIBRAZIONI E RUMORE: "NON SI POTREBBE "TESTARE" PRIMA L’IMPATTO SULLE AZIENDE?"_x000D_
Alla sede provinciale dell’Assoartigiani vicentina si è tenuto un incontro riguardante la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori che sono esposti – o possono esserlo – a rischi derivanti da vibrazioni meccaniche. Il convegno, promosso dall’Assoartigiani e dallo Spisal dell’Ulss n. 6 di Vicenza, ha visto tra i relatori la dottoressa Iole Pinto del Dipartimento di Prevenzione dell’Ausl 7 di Siena, una tra i massimi esperti della materia nel nostro Paese e che, tra i tanti incarichi di prestigio, ricopre anche quello di coordinatrice del Gruppo di lavoro nazionale Ispesl Prevenzione Rischio Vibrazioni. La presenza, oltre che degli imprenditori delle categorie maggiormente interessate dalla problematica, anche di molti tecnici degli Spisal regionali, ha testimoniato la necessità di una comprensione adeguata della materia anche da parte del sistema della vigilanza come ha fatto notare, nel suo intervento, la dottoressa Emanuela Bellotto, Responsabile dello Spisal dell’Ulss n.6.Si è trattato dunque di un’occasione preziosa non solo per avere una prima conoscenza della materia, ma anche per poter iniziare un confronto con gli organi pubblici di prevenzione sulle problematiche applicative che la norma pone anche alle imprese artigiane. Proprio su questo punto si è soffermata l’assessore delegata Assoartigiani Daniela Rader, sottolineando il fatto che risultati concreti in una materia così delicata come la sicurezza sul lavoro possano essere raggiunti solo con un’attività di sistema che veda coinvolte tutte le parti in gioco, con uno sforzo che, nel rispetto dei ruoli, abbia l’obiettivo comune del miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro nei vari settori di attività e produca quindi l’abbassamento ulteriore degli indici infortunistici.Daniela Rader ha evidenziato come il mondo artigiano abbia ben presente il valore fondamentale del lavorare in sicurezza, ma ha anche messo in risalto l’impatto e le difficoltà che le aziende incontrano nel muoversi in un contesto normativo in rapida evoluzione, con leggi e decreti complessi nella loro strutturazione, di non facile interpretazione, spesso non coordinati tra loro o con le norme precedenti, e quasi sempre con tempi di applicazione brevissimi, come nel caso del recente decreto che cambia le disposizioni in materia di rumore."Non è abitudine degli artigiani – ha osservato Daniela Rader – protestare per il solo gusto di farlo, ma è giusto mettere le aziende in condizione di poter concretamente applicare le norme, rendendole comprensibili e adatte anche alle piccole imprese, puntando alla sostanza e non alla burocrazia, prevedendo tempi adeguati per l’adempimento e, magari, concedendo i giusti incentivi economici per le aziende che investono in sicurezza". Concludendo il suo intervento l’assessore Assoartigiani ha, infine, lanciato una provocazione domandandosi perché, come accade per tanti prodotti, non sia possibile una fase di condivisione e "testatura" dell’impatto applicativo delle norme sulla quotidianità delle imprese prima della loro pubblicazione definitiva; tale procedura renderebbe per tutti chiara, semplice e condivisa la metodologia di applicazione delle norme, e in questo modo non verrebbe lasciato spazio a dubbi interpretativi che spesso sono causa di contenziosi. Sarebbe, in definitiva, un metodo efficace per eliminare a priori molta burocrazia, per controllare chi non applica seriamente le leggi, e diventerebbe anche un meccanismo incentivante e distintivo per quegli imprenditori che credono effettivamente nei valori della sicurezza propria e dei lavoratori.

QUATTORDICI “DIPLOMATI ” ALLA SCUOLA ASSOARTIGIANI DI POLITICA ED ECONOMIA DI VILLA FABRIS A THIENE

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19/07/2006QUATTORDICI "DIPLOMATI " ALLA SCUOLA ASSOARTIGIANI DI POLITICA ED ECONOMIA DI VILLA FABRIS A THIENECon la consegna degli attestati di frequenza da parte del presidente provinciale, Giuseppe Sbalchiero, e dei componenti della Giunta Esecutiva provinciale, si è chiuso l’anno scolastico 2005/2006 della Scuola di Politica ed Economia dell’Associazione Artigiani che ha sede a Villa Fabris di Thiene.Sbalchiero ha voluto ringraziare gli oltre sessanta imprenditori "che con entusiasmo hanno intrapreso un cammino molto impegnativo e coinvolgente. Un impegno che i partecipanti – e di riflesso l’Assoartigiani- vedranno sicuramente ripagato da positivi risultati, contribuendo così ad accrescere la preparazione culturale, il livello partecipativo e le competenze per agire da protagonisti nel contesto associativo e territoriale".Nel corso della serata finale sono stati particolarmente festeggiati i quattordici imprenditori della "classe" che ha positivamente concluso il suo ciclo di formazione triennale (Fiorella Bertoldo, Paolo Bittante, Paolo Bottazzi, Roberto Cazzaro, Alessandra Cuman, Stefano Dal Maso, Renata Lagni, Gilberto Lazzarotto, Maria Teresa Maroso, Andrea Nardello, Franco Pavan, Nicoletta Scalchi, Bernardo Valerio, Alessandro Valle) conquistando l’attestato grazie a tre tesi di studio riguardanti progetti di valorizzazione, di animazione e di sviluppo economico di alcune aree del territorio vicentino. I lavori sono stati apprezzati dalla commissione esaminatrice tanto per il grado di "fattibilità", quanto per il metodo di realizzazione. Intanto alla Scuola di Thiene è già tutto pronto per la ripresa in settembre, con l’avvio del quinto ciclo formativo per il quale è già pronta la nuova "classe".

“AZIENDE APERTE” A MONTECCHIO MAGGIORE. GLI ARTIGIANI LOCALI PROTAGONISTI SABATO 8 E DOMENICA 9

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04/07/2006″AZIENDE APERTE” A MONTECCHIO MAGGIORE. GLI ARTIGIANI LOCALI PROTAGONISTI SABATO 8 E DOMENICA 9Le aziende di Montecchio Maggiore aprono le porte ai visitatori. La manifestazione, intitolata appunto Aziende Aperte, e organizzata dall’Assoartigiani comunale presieduta da Giovanni Vencato, si svolge sabato 8 e domenica 9 luglio in zona artigianale. Fitto il programma degli eventi proposti per una due giorni che ha l’obiettivo di avvicinare la popolazione alla realtà produttiva locale.Sabato 8 è prevista una dimostrazione delle unità cinofile della Protezione Civile (ore 15) cui seguirà la partita di calcio tra la squadra degli imprenditori locali e quella degli amministratori e dipendenti comunali (ore 16, campo sportivo di via Natta). Dalle 18 invece si potrà degustare il gelato artigianale offerto dall’azienda “Nuova tradizione” (via Dell’Artigianato 27), quindi l’apertivo e lo snack “Al chiosco bar” (via Natta). L’apertura della fiera espositiva si terrà presso la nuova sede Fer Metal (via Sudiero) alle 20.30, così come l’apertura dello stand gastronomico organizzato dalla Confesercenti e l’esposizione dei prodotti alimentari a cura della Coldiretti. A chiudere la giornata sarà la musica dell’orchestra “Mister Domenico”.Per domenica 9 il programma prevede il ritrovo presso l’azienda Fer Metal alle 9 per l’inaugurazione degli stand espositivi alla presenza delle autorità. Il momento clou della manifestazione è però fissato alle 9.30: a partire da quell’ora (e fino alle 14), infatti, il pubblico potrà visitare le aziende aderenti all’iniziativa e quindi scoprendone la tecnologia, l’impegno e il lavoro che sta dietro anche a prodotti di uso comune. Considerati gli spostamenti previsti, gli organizzatori consigliano agli interessati di armarsi… di bicicletta. La giornata continuerà con l’appuntamento col Mondiale di calcio, la cui finale si potrà seguire in compagnia alle 21 grazie all’installazione di un maxischermo. La manifestazione si chiuderà degustando le bontà del fornito stand gastronomico e sulla musica del complesso “Il Volo”.

L’ASSESSORE CICERO RASSICURA I TASSISTI VICENTINI: A VICENZA IL “DECRETO BERSANI” NON SARA’ APPLICATO

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05/07/2006L’ASSESSORE CICERO RASSICURA I TASSISTI VICENTINI: A VICENZA IL "DECRETO BERSANI" NON SARA’ APPLICATO_x000D_
Durante l’incontro tenutosi oggi (martedì 6 luglio) negli uffici dell’assessorato alla Mobilità del Comune di Vicenza a cui hanno partecipato i rappresentanti della Cooperativa Taxi Vicenza (Cotavi) e del Settore Trasporti dell’Assoartigiani, l’assessore Claudio Cicero, dopo aver concordato la linea con il sindaco Enrico Hüllweck, ha rassicurato i tassisti sul fatto che il "decreto Bersani", oggetto in questi giorni di manifestazioni di protesta soprattutto a Roma, Milano, Genova e Torino, a Vicenza non sarà applicato e quindi il contingente dei taxi resterà tale. "I tassisti vicentini – osserva Walter De Beni, capo consiglio provinciale di mestiere in seno all’Assoartigiani vicentina, consigliere Cotavi e vicepresidente regionale di Confartigianato Taxi – sono contrari alla liberalizzazione selvaggia delle licenze, ma sono favorevoli a studiare qualsiasi soluzione per migliorare il servizio. Se ci sono necessità, i tassisti della Cotavi sono i primi a volerle risolvere, naturalmente attraverso il dialogo con l’Amministrazione. Lo hanno fatto in occasione delle varie Fiere dell’Oro degli ultimi anni, oppure per offrire un servizio ai non deambulanti. Quello che non possiamo assolutamente condividere è il metodo adottato dal ministro Bersani: imporre un qualcosa che da oggi al domani introduce una rivoluzione senza concertare nulla". A giudizio della categoria, si tratta di un provvedimento che potrebbe anche suscitare in qualche Comune piccolo ma ambizioso l’idea di offrire un servizio comunale nuovo, mettendo in strada un imprenditore che poi a livello locale non sopravvivrebbe costringendolo a svolgere servizi fuori Comune, soprattutto nel capoluogo di provincia, esercitando un’attività non regolare. A tale proposito, la Cotavi ha invece chiesto all’assessore Cicero di farsi promotore nei confronti dei Comuni limitrofi a quello di Vicenza di un progetto secondo il quale i tassisti vicentini garantirebbero il servizio anche a questi centri, senza che questi si debbano preoccupare di farsi carico di tutta una serie di procedure burocratiche onerose e di lunga durata. L’assessore ha reputato interessante la proposta e ha chiesto alla Cooperativa di redigere il progetto al più presto, per presentarlo ai Comuni contermini.Inoltre i tassisti, considerata la discussione in atto sulla fusione tra AIM e FTV con conseguente revisione dei servizi urbani, hanno ribadito a Cicero la loro disponibilità a studiare un servizio ad hoc per sostituire gli autobus AIM durante le ore in cui l’affluenza di utenti è molto bassa e quindi rende la corsa poco remunerativa, anzi, in forte perdita. Con il taxi, i costi di gestione sarebbero di gran lunga inferiori e il servizio sarebbe qualitativamente superiore. A giudizio dei tassisti vicentini il decreto Bersani contiene comunque qualcosa di interessante: la possibilità di prevedere titoli autorizzativi temporanei non cedibili per fronteggiare eventi straordinari. A questo proposito De Beni ha riferito all’assessore Cicero che a livello regionale, in seno a Confartigianato e cooperative taxi del Veneto, da tempo si sta parlando di scambio auto tra organismi di varie città nel momento in cui, per esempio, a Vicenza c’è un evento particolare coma la fiera dell’oro. Alcune vetture immatricolate in altre province verrebbero messe a disposizione della Cooperativa vicentina per i giorni necessari, inserendo tali mezzi all’interno dei turni di lavoro della Cooperativa stessa: questo significherebbe più macchine in servizio e quindi più possibilità di utilizzo da parte degli utenti, il tutto senza alterare il numero delle licenze che, al di fuori dell’evento, non avrebbero alcun senso.Quanto allo sciopero nazionale dell’11 luglio, i tassisti certamente aderiranno per solidarietà ai colleghi delle grandi città ma non certo per manifestare contro il Comune, che si è dimostrato sempre ragionevole. L’adesione dei tassisti vicentini all’agitazione non causerà problemi al normale traffico e i servizi di base saranno comunque garantiti.In ogni caso, in questi giorni a Venezia e a Roma si susseguiranno altre riunioni in seno a Confartigianato e tra le varie associazioni dei tassisti, durante le quali saranno definite le linee sindacali da seguire.

“SI ALLA LIBERALIZZAZIONE, TRAMITE LE COOPERATIVE RADIOTAXI”

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07/07/2006"SI ALLA LIBERALIZZAZIONE, TRAMITE LE COOPERATIVE RADIOTAXI"_x000D_
C’era anche la delegazione dell’Associazione Artigiani vicentina guidata dal dirigente Walter De Beni al Consiglio Direttivo regionale della Confartigianato Taxi del Veneto – di cui lo stesso De Beni è vicepresidente – riunitasi per discutere la liberalizzazione del settore decisa dal Governo. Al termine dell’incontro, è stato stilato un documento nel quale i tassisti veneti si dichiarano "consapevoli della necessità, dettata dall’economia di mercato, di liberalizzare il settore dei servizi, e favorevoli a iniziative che contribuiscano alla qualificazione e al miglioramento dell’offerta. Ma chiediamo al Governo di essere, su queste questioni, un interlocutore responsabile percorrendo la strada della concertazione, di affrontare i problemi senza preconcetti evitando i rischi che si profilano, dalla destabilizzazione di una categoria di lavoratori alla dequalificazione dell’offerta legata a una deregulation improvvisa e improvvisata".Di qui la proposta che De Beni, capo consiglio di mestiere in seno all’Assoartigiani provinciale e consigliere della Cotavi, Cooperativa Taxi Vicenza, riassume così: "Proponiamo la liberalizzazione calmierata, gestita tramite le cooperative di radiotaxi. A esse va concessa la possibilità di effettuare il cumulo delle licenze, con l’obiettivo di organizzare al meglio il servizio taxi nel territorio. A queste condizioni non diciamo no al ministro Bersani, noi non difendiamo privilegi che riteniamo di non avere". "La liberalizzazione – osserva il Direttivo Tassisti Confartigianato Veneto – in linea di principio non ci vede ostili, a condizione che il Governo sappia portare avanti questo percorso coerentemente, riuscendo anche ad abbattere la giungla burocratica che oggi vanifica ogni proposito di razionalizzazione e il buon funzionamento del mercato. Conosciamo il nostro settore e chiediamo la concertazione per contribuire a dar vita a provvedimenti che davvero, e non solo sulla carta, migliorino il servizio alla clientela. Le cooperative di radiotaxi sono, secondo noi, lo strumento ottimale per ottenere questo risultato: in quasi tutte le realtà sono state costituite dagli stessi tassisti, con impegno economico e senza contributi pubblici. Funzionano da decenni, e bene, devono perciò essere protagoniste e non vittime della liberalizzazione e della razionalizzazione del servizio. Le nostre cooperative radiotaxi potranno in questo modo essere interlocutori attenti con la Regione e i Comuni del Veneto, venendo incontro con tempestività alle esigenze di servizio, soprattutto quelle dovute a particolari eventi stagionali o manifestazioni collettive. Il rischio, altrimenti, è di buttare via il bambino assieme all’acqua sporca. Ricordiamo, a questo proposito, che in Italia troppo spesso privatizzazioni e liberalizzazioni non hanno raggiunto gli obiettivi prefissati; non vorremmo che succedesse anche stavolta. Noi siamo lavoratori autonomi che hanno un rischio d’impresa e difendono il proprio lavoro dal pericolo dell’abusivismo selvaggio, sempre presente e possibile all’interno del nostro settore, che comporta gravi rischi anche per la sicurezza dei nostri clienti".