RAPPORTO ARTIGIANATO 2006: LA RISORSA SONO LE IDEE

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12/06/2006RAPPORTO ARTIGIANATO 2006: LA RISORSA SONO LE IDEE_x000D_
Che il mondo, e di conseguenza l’economia, sia in una fase di radicale trasformazione non è un mistero per nessuno. Ma quali sono le conseguenze sul tessuto della nostra provincia e, in particolare, sulle piccole imprese? È da questo interrogativo che ha preso il via il dibattito sviluppatosi alla sede provinciale dell’Associazione Artigiani vicentina durante la recente presentazione del Rapporto Artigianato Vicentino 2006. La dettagliata analisi della situazione viene svolta ormai da cinque anni dall’Ufficio Studi dell’organizzazione di categoria, con la collaborazione scientifica dell’Università di Bologna attraverso il Centro di Ricerca Antares. Introdotti dal vicepresidente dell’Assoartigiani Agostino Bonomo e da Christian Caleari per l’Ufficio Studi, i lavori sono stati aperti proprio dalla relazione di Lorenzo Ciapetti del Centro Antares, attraverso la quale sono emersi i risultati dell’indagine tesa da un lato a "fotografare" la situazione dell’attuale congiuntura in rapporto agli anni precedenti, dall’altro a cogliere i principali fattori di mutamento che investono l’artigianato vicentino e veneto, ovvero i riflessi che esso sta manifestando nel nostro territorio.Quanto sta accadendo a livello internazionale, ha spiegato Ciapetti, provoca sulle nostre piccole aziende tre effetti: uno di "spiazzamento" rispetto alle logiche precedenti, vedi l’ingresso sulla scena di produttori come la Cina, uno di maggiore e conseguente "esposizione" alla competizione globale, il terzo di inevitabile "selezione": sopravvive chi sa adattarsi meglio ai cambiamenti.Tutto ciò dipende anche dal fatto che la struttura del Vicentino ha caratteristiche ben precise: una preponderanza del manifatturiero (il 35% su base regionale) e delle lavorazioni tradizionali (70%) rispetto a quelle ad alta tecnologia (30%), nonché una forte propensione all’export e un solido contributo al valore aggiunto provinciale (80%). Un quadro di sostanziale stabilità nel quale, però, la pressione esterna ha cominciato a farsi sentire provocando, pur nella complessiva tenuta manifestatasi anche rispetto ad altre aree del Veneto, alcuni scricchiolii in materia di occupazione, esportazioni e dello stesso valore aggiunto. Inoltre, la congiuntura negativa – per qualcuno vera e propria crisi – registratasi negli anni recenti non ha avuto un andamento generalizzato, ma si è diversificata da settore a settore, così come l’accenno di ripresa manifestatosi negli ultimi mesi: il rallentamento è stato avvertito sensibilmente, per esempio, nel tessile, nell’oro, nella ceramica, una media diminuzione l’ha conosciuta l’abbigliamento, una crescita la si è avvertita invece nei settori delle eccellenze agroalimentari, nel vasto comparto della comunicazione, nel mondo del legno, nella meccanica che ha saputo riorganizzarsi. Dunque, la trasformazione passa per dinamiche esterne all’impresa e per elementi al suo interno, sicché l’adattamento dell’attività varia a seconda della capacità dell’azienda di mantenersi competitiva, anche cercando quelle aggregazioni che possono supplire alle esigue dimensioni.Chiamato a fornire un proprio commento sulla situazione, Luca Paolazzi de "Il Sole 24 Ore" ha sottolineato come quella che stiamo attraversando sia una "crisi di crescita", cioè legata alla trasformazione in atto. Da questa constatazione il giornalista ha preso spunto per parlare di un cambiamento di proporzioni tali da rendere ormai inadeguato, secondo alcuni osservatori, non solo il "modello Nord-Est", ma quello dell’intero nostro continente. "Il baricentro della crescita – ha osservato Paolazzi – si è spostato in altre aree mondiali, dalla Cina all’India, di fatto rendendo l’Europa industrializzata marginale rispetto a un mercato che ora è più grande, più "lontano" di prima e chiede prodotti diversi. C’è poi da considerare l’effetto della pressione al ribasso dei listini e quindi dei margini di guadagno, complice la crescita portentosa dei nuovi Paesi a basso costo del lavoro, mentre aumenta il prezzo delle materie prime. A questi fattori internazionali, si sommano quelli nazionali: l’euro che non permette più come la lira di contare su un cambio favorevole o sulla svalutazione, un espediente utilizzato in passato anche per coprire errori di politica economica; un fisco più presente e meno tollerante; l’affollamento, tanto di prodotti che di produttori, che poi si riversa sulle nostre intasate infrastrutture; il sistema formativo che mostra lacune e carenze; il non sempre facile ricambio generazionale alla guida delle imprese; il peso eccessivo del manifatturiero nelle nostre produzioni, che altrove si sta sempre più riducendo". Tutti questi vincoli, ha proseguito Paolazzi citando anche i recenti dati di Banca d’Italia, Istat e Unioncamere, si traducono a livello nazionale in un effetto di scarsa produttività: ovvero lavoriamo molto ma guadagniamo poco, tanto nella piccola che nella grande impresa. segno che il problema non è legato alle dimensioni ma all’investimento di capitali. In pratica, le imprese in grado di sfruttare positivamente il cambiamento e di ottenere buoni margini di produttività sono quelle che destinano più capitale per addetto, che esportano di più e devono essere perciò più efficienti, che investono maggiori risorse nei servizi (ricerca, tecnologia) e nell’ideazione dei prodotti più che nella realizzazione "materiale" del prodotto (cosa che può avvenire ormai ovunque con gli stessi risultati), che al loro interno hanno figure e competenze che non si sovrappongono, ma che sono ben organizzate."Il punto di forza di Vicenza – ha concluso Paolazzi – è però quello di essere una provincia molto diversificata produttivamente, con aziende impegnate in vari settori. Certo, sopravvivere alla concorrenza imporrà di sfoltire il manifatturiero, costringerà i subfornitori a presentarsi sul mercato con prodotti propri, ma quelli che ce la faranno diventeranno dei "casi" interessanti. E non è nemmeno il caso di spaventarsi, ma di affrontare la sfida: questa terra può sempre contare su fattori storici come la cultura del lavoro, la propria versatilità e flessibilità. Puntare più sulla qualità che non sulla quantità delle produzioni potrà consentire di tenere il passo e di trarre nuova linfa"."I momenti di transizione portano a una scomposizione e ricomposizione all’interno dei distretti e delle filiere, con la conseguenza che alcune imprese scompaiono, altre sanno riposizionarsi. La crisi, le trasformazioni, impongono un salto di qualità dove la capacità di migliorarsi e di "leggere" il cambiamento fa la differenza – ha aggiunto Enrico Quintavalle dell’Ufficio Studi nazionale di Confartigianato-. Fino a oggi la grande impresa ha avuto la gestione delle relazione di mercato e dei cosiddetti elementi "intangibili": è il momento che questi diventino le carte vincenti anche delle imprese artigiane. Saper creare – e mantenere – relazioni con il mercato e le altre aziende è fondamentale per affacciarsi sui nuovi mercati, è un "capitale sociale" che, se magari non paga nell’immediato, rappresenta un investimento a lungo andare irrinunciabile. Altrettanto importante, poi, è comprendere che la condivisione con gli altri del proprio patrimonio di relazioni, insomma il "far rete", non è un vuoto slogan, ma la forza per capitalizzare tutti insieme i risultati, per ridurre i rischi individuali. E un altro elemento di supporto importante è quello rappresentato dalle Associazioni Artigiane, che possono indicare suggerimenti, contribuire a nuove conoscenze, ampliare gli orizzonti, aiutare ad alleviare i pesi e i costi della burocrazia, dell’energia, dei contenziosi. Ciò che serve quindi è una nuova cultura, anche con la sincera ammissione dei propri limiti individuali. A proposito, fa piacere constatare come i laureati – siano essi titolari, soci o collaboratori – si avvicinino sempre più al mondo dell’impresa artigiana, riconoscendo in essa un ambiente dinamico dove potersi realizzare, dove portare innovazione". "Concludendo, l’impresa deve pensare – ha suggerito Quintavalle – a una trasformazione da giocare più in attacco che non in difesa e puntare sul patrimonio personale, che rappresenta il principale veicolo per superare i momenti difficili. Sono questi alcuni di quei valori "intangibili" che un’impresa deve saper esprimere e ai quali, giustamente, l’Assoartigiani di Vicenza aveva già dedicato il proprio Rapporto 2004, riconoscendone il peso. Qualche segnale c’è: le imprese vicentine, oltre al tradizionale partner tedesco, hanno cominciato a vendere alla Cina, all’India, alla Russia".Al segretario generale della stessa Assoartigiani, Carmelo Rigobello, è spettato il compito di sintetizzare l’analisi dei cambiamenti in atto nel mondo dell’artigianato vicentino: "Il merito dei relatori – ha detto – è stato quello di aver illustrato non solo e non tanto gli elementi esterni della trasformazione ma anche, e soprattutto, quelli interni richiesti all’azienda. Ora, visti e commentati i numeri del Rapporto 2006, si tratta di saperli misurare e di trasformarli in strategie, in interventi. Il momento dell’inerzia è finito per sempre. Ora, a quanto pare, la ripresa c’è: ebbene, non perdiamola. Anche come mondo di piccoli imprenditori cerchiamo soluzioni condivise per assecondare il cambiamento, facendo leva su quel grande valore che sono le idee, la conoscenza".

LE AZIENDE DEI PULLMAN TURISTICI CONTRO I TICKET NELLE CITTA’ D’ARTE

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09/06/2006LE AZIENDE DEI PULLMAN TURISTICI CONTRO I TICKET NELLE CITTA’ D’ARTE_x000D_
ZTL (Zone a Traffico Limitato), ticket e ostacoli burocratici per i bus turistici nelle città d’arte italiane causano danni nell’ordine di centinaia di milioni di euro. Per questo diverse associazioni straniere e italiane del turismo organizzato su gomma, così come operatori del ricettivo turistico italiano, hanno denunciato un costante calo nella scelta della destinazione Italia in una conferenza stampa svoltasi a Milano cui ha partecipato per l’Italia il vicentino Willy Della Valle, presidente provinciale (in seno all’Assoartigiani), regionale e nazionale della Confartigianato Auto/Bus Operator. Le cause principali sono le barriere burocratiche e i pedaggi elevati messi in atto dalle amministrazioni di città d’arte italiane – come Firenze, Roma e Venezia – con misure sempre più restrittive che vengono all’improvviso applicate, modificate e rimodulate sempre a danno di coloro che convogliano flussi turistici."Finora – ha osservato Della Valle – le autorità municipali non hanno dato seguito alle nostre richieste per cercare di risolvere il problema dell’ingresso alle città. Un problema che ci fa perdere quote di mercato, che ci impone pagamenti per non avere nulla in cambio, con i nostri autisti sbattuti a destra e a manca senza avere un minimo di servizio. Nei parcheggi – spesso periferici – non ci sono toilette, un ristoro, un po’ di verde, veniamo abbandonati sotto il sole, negli autobus la temperatura può arrivare anche a 50° e quello stesso autista che la sopporta deve poi ripartire con i turisti dopo aver pagato dai 180 ai 230 euro di ticket.Con gli stessi soldi, converrebbe affittare una camera d’albergo a quattro stelle con tutti i comfort. A Venezia, oltre al ticket, ti fanno pagare anche il parcheggio, 21 euro per 12 ore, e se non ci si ferma sono 3 euro solo per la manovra d’uscita"."La giustificazione dei balzelli – ha proseguito Della Valle – risiede secondo i Comuni nel fatto che i turisti sporcano, e quindi nei costi dello smaltimento rifiuti, e nell’inquinamento che causerebbero i bus. Ebbene, se si calcola che la pulizia ambientale costi un euro a persona, per quale motivo un mezzo che ne trasporta 20 o 50 deve pagare 185 euro per entrare a Venezia? E chi arriva in treno, in auto, in nave, in aereo? Quanto all’inquinamento, mentre i nostri bus sono nuovi, certo non altrettanto si può dire di quelli di linea che hanno motori "euro zero", se non addirittura "meno zero". Tutto ciò premesso -ha concluso Della Valle – la mia proposta è questa: abolire il ticket, oppure far pagare un euro a ogni visitatore che arrivi a Venezia, indipendentemente dal mezzo di trasporto".

PROSEGUE IL PROGETTO “ASIA INVEST”: DELEGAZIONE CAMBOGIANA IN VISITA A VICENZA PER STUDIARE I MODELLI DI SVILUPPO DELLE PMI

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09/06/2006PROSEGUE IL PROGETTO "ASIA INVEST": DELEGAZIONE CAMBOGIANA IN VISITA A VICENZA PER STUDIARE I MODELLI DI SVILUPPO DELLE PMINell’ambito del progetto Asia Invest "Un modello di sviluppo per le Pmi cambogiane", di cui l’Assoartigiani di Vicenza è capofila, una delegazione di ventisei operatori economici cambogiani sarà in Veneto per un "viaggio studio" dall’11 al 17 giugno. L’obiettivo del progetto, giunto al secondo anno, è di trasferire le conoscenze alla Camera di Commercio di Cambogia, e alle aziende ad essa associate, dei modelli di aggregazione di impresa (Associazioni di categoria, consorzi e distretti). Gli ospiti potranno così: avere un contatto diretto con la realtà economica della Regione, già oggetto di due sessioni di formazione svolte a Phnom Penh da esperti dell’Associazione; incontrare gli imprenditori vicentini di settori omologhi; allacciare relazioni con enti,organismi e istituzioni della Regione per proseguire il percorso di cooperazione avviato tramite il progetto.L’incontro ufficiale con la delegazione cambogiana si svolgerà lunedì 12 giugno, nella sede provinciale dell’Assoartigiani, alle ore 14.30. Il programma del "viaggio studio" prevede poi una serie di incontri: con il sindaco di Vicenza, la Camera di Commercio, Vicenza Qualità, la Scuola d’Arte e Mestieri, il Cuoa, e – a livello regionale- con il Centro Estero delle Camere di Commercio del Veneto.Un altro momento importante sarà la firma di un accordo di collaborazione, tra la Camera di Commercio di Cambogia e l’Assoartigiani, volto a sostenere la collaborazione tra le due organizzazioni una volta esaurito il finanziamento dell’Unione Europea. Al proposito, sono già due i nuovi progetti di cooperazione in fase di impostazione; il primo vedrà la presenza nel partenariato, oltre che dell’Assoartigiani e della Camera di Cambogia, anche della Camera di Commercio di Vicenza e sarà finalizzato al trasferimento di buone pratiche sui temi dell’arbitrato e della conciliazione a funzionari e avvocati cambogiani; il secondo avrà quale capofila la Scuola d’Arte e Mestieri (sempre in collaborazione con Assoartigiani e Camera di Commercio di Cambogia) e avrà l’obiettivo di migliorare la capacità delle aziende cambogiane del settore della lavorazione artistica della pietra attraverso la rivisitazione in chiave moderna della tradizionale iconografia e delle componenti etniche khmer. I progetti verranno presentati all’Unione Europea in occasione dei prossimi bandi del Programma Asia Invest. Come detto è prevista anche la visita, interessante soprattutto per la componente imprenditoriale della delegazione, a quattro aziende vicentine: CLA srl di Schio e TAER srl di Gambugliano per il comparto metalmeccanico, Poli Distillerie srl di Schiavon e Grande Dino & C. snc di Cornedo Vicentino per il comparto liquoristica e dolciario. Infine, l’incontro con il Centro Estero delle Camere di Commercio del Veneto avrà l’obiettivo di investigare nuove opportunità di collaborazione, grazie anche alla consolidata esperienza del Centro nel Sud est asiatico.La "visita studio" non costitusce il momento conclusivo del progetto, che infatti terminerà a settembre a Phnom Penh, in occasione di un importante seminario, cui parteciperà il presidente provinciale dell’Assoartigiani, Giuseppe Sbalchiero, e che vedrà la presentazione a una platea di imprenditori, funzionari e uomini politici cambogiani di una pubblicazione in lingua inglese contenente le "buone pratiche" sviluppate nei diciotto mesi di lavoro congiunto tra l’Assoartigiani e la Camera di Commercio di Cambogia.

SABATO 10 LA CONVENTION PROVINCIALE DEL GRUPPO GIOVANI IMPRENDITORI DELL’ASSOARTIGIANI DI VICENZA

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08/06/2006SABATO 10 LA CONVENTION PROVINCIALE DEL GRUPPO GIOVANI IMPRENDITORI DELL’ASSOARTIGIANI DI VICENZAI Giovani Imprenditori dell’Assoartigiani di Vicenza – guidati da Andrea Nardello- si danno appuntamento, nella suggestiva cornice di Villa Morosini Valmarana di Altavilla, per sabato 10 giugno in occasione della Convention provinciale per confrontarsi su un tema molto appassionante: Quali sono i fattori che contribuiscono a migliorare la competitività delle proprie imprese?La giornata prevede un momento di confronto con alcuni imprenditori vicentini che hanno saputo cogliere le sfide del mercato e, attraverso scelte fatte di valori, competenze e di passione, ora possono vantare il successo delle proprie imprese. Si intitola infatti Storie e valori che rendono vincenti le proprie imprese: confronto con alcuni testimonial del mondo imprenditoriale il talk show che si svolgerà a partire dalle 9.30 e che vedrà, in qualità di conduttore, Ferruccio Cavallin.Grande spazio sarà poi dedicato al confronto tra i giovani imprenditori durante i lavori di gruppo in cui la partecipazione di ciascuno sarà fondamentale. Proprio in preparazione di questo importante momento sono stati proposti degli incontri dedicati in particolare a: la trasmissione d’impresa e il passaggio generazionale e a cosa c’è da sapere per gestire al meglio le relazioni con gli istituti di credito. I lavori di gruppo prenderanno il via alle 10.30 e, dopo la pausa pranzo, si procederà con la sintesi e le conclusioni degli stessi.

“NELLE POLITICHE PER L’INTEGRAZIONE L’ITALIA DEVE RECUPERARE I SUOI VALORI”

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07/06/2006"NELLE POLITICHE PER L’INTEGRAZIONE L’ITALIA DEVE RECUPERARE I SUOI VALORI"_x000D_
"Avevo proposto l’istituzione di un Ministero per l’Integrazione, l’Identità nazionale e la Cittadinanza, un progetto politico che, purtroppo, non ha avuto buon esito. Eppure l’esigenza di un nuovo modello di società qui da noi resta drammaticamente aperta". 54 anni, egiziano di nascita, Magdi Allam è il vicedirettore del "Corriere della Sera" che vive sotto scorta perché agli estremisti islamici non ha mai risparmiato critiche feroci.Cresciuto al Cairo dalle suore comboniane e poi dai salesiani, Allam nel 1972 ha raggiunto quella che per lui era la terra promessa, cioè l’Italia. Quell’Italia nei confronti della quale, da giornalista ed editorialista e autore di saggi, egli oggi è costretto a essere egualmente critico, come spiega nelle pagine di questo suo nuovo libro Io amo l’Italia. Ma gli italiani la amano? (ed. Mondadori).Ospite nei giorni scorsi dell’Associazione Artigiani vicentina, prima in un incontro con gli iscritti alla Scuola di Politica ed Economia e poi in un dibattito pubblico introdotto dal segretario Carmelo Rigobello, Magdi Allam ha incentrato i suoi interventi sullo scottante tema che lo vede protagonista sempre più impegnato: quello del rapporto tra il nostro Paese e gli immigrati, specie se di fede musulmana.Una integrazione che, a suo giudizio, si potrà realizzare solo delineando un sistema di regole precise, di diritti e doveri la cui attuale mancanza chiama in causa, in primo luogo, proprio l’Italia. "Oggi – egli osserva – la classe politica non si pone l’urgenza di questo problema. C’è un misto di ingenuità e confusione, di lassismo e miopia – quando non di connivenza- che deriva dall’assenza di valori certi, condivisi, di senso dello Stato, di "identità". In altre parole, come possiamo essere credibili nei confronti degli stranieri se non lo siamo noi come nazione?"I pericoli di tale situazione sono sotto gli occhi di tutti: mancanza di prevenzione significa esporsi al rischio del terrorismo, a quella "cultura della morte" che magari viene inculcata nella predicazione delle moschee, significa non agire "prima" e dover fare i conti "dopo", com’è avvenuto in Inghilterra e Olanda, con una situazione incancrenita.Che fare, allora? Pretendere che chi arriva qui si integri nella nostra società conoscendone e rispettandone la cultura, la lingua, le leggi, la religione, il modo di concepire la vita. E pretenderlo come un dovere.Altrimenti si corre il rischio di vedere nascere degli "stati negli stati", comunità impermeabili che adottano proprie norme giuridiche, ghetti confessionali di stampo medievale, luoghi in cui è facile cresca la scuola dell’odio."Ogni Paese ha gli immigrati che si merita", ha ammonito Allam. E dunque, per evitare che la situazione degeneri a livelli già visti nel resto d’Europa, l’Italia deve in primo luogo recuperare il senso di sé, assumersi le proprie responsabilità etiche, dichiarare insomma da che parte sta, e pretendere che i suoi nuovi cittadini si adeguino. "Sono questioni – ha ammonito Allam – che riguardano direttamente il nostro futuro. Ricordiamoci soprattutto una cosa: ciò che è deleterio per gli italiani è deleterio anche per gli immigrati, e ciò che va bene per gli italiani va bene anche per gli immigrati".Gli uni e gli altri ne devono però prendere coscienza, pena un domani pieno di incognite.

MARTEDI’ 6 GIUGNO MAGDI ALLAM A VICENZA PER PRESENTARE IL SUO LIBRO SULL’ITALIA

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05/06/2006MARTEDI’ 6 GIUGNO MAGDI ALLAM A VICENZA PER PRESENTARE IL SUO LIBRO SULL’ITALIAL’Associazione Artigiani della provincia di Vicenza ha organizzato per martedì 6 giugno un incontro con Magdi Allam vicedirettore de "Il Corriere della Sera", editorialista, saggista, esperto sui temi del dialogo tra civiltà, identità nazionali, diritti umani, islam e immigrazione. Nel corso dell’incontro, che si svolgerà a partire dalle ore 18 al Jolly Hotel Tiepolo di Viale S. Lazzaro a Vicenza, Allam presenterà fra l’altro, in anteprima, il suo nuovo libro intitolato "Io amo l’Italia. Ma gli italiani la amano?"Per motivi organizzativi, data la limitata disponibilità di posti, l’Assoartigiani invita a confermare la propria presenza ai numeri di telefono 0444/386.521 – 392.300.

SOPRESSA VICENTINA DOP IN FESTA

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Tra i promotori anche l’Assoartigiani di VicenzaSOPRESSA VICENTINA DOP IN FESTA: DOMENICA 4 "SALUMIFICI APERTI" SABATO 10 E DOMENICA 11 A SCHIO DEGUSTAZIONI E TAGLIO DEL MEGAPANINOLa Camera di Commercio vicentina e la sua azienda speciale Vicenza Qualità, d’intesa con l’Associazione Artigiani, il Comune di Schio, la Comunità Montana Leogra-Timonchio, "Schio Anch’io" e il Consorzio di tutela della Soprèssa Vicentina D.O.P. , sono gli organizzatori della terza edizione di "Soprèssa Vicentina D.O.P. in festa", manifestazione dedicata alla valorizzazione di questo insaccato che, grazie anche al riconoscimento comunitario di Denominazione di Origine Protetta, è ormai entrato a pieno titolo tra i prodotti di qualità più rappresentativi e fortemente legati al territorio, costituendo non solo un valore economico, ma anche storico e culturale da promuovere e tutelare.E questo anche in virtù di un rigoroso disciplinare di produzione che, riprendendo le modalità di lavorazione tradizionali del Vicentino, impone l’utilizzazione di tutte le parti nobili del maiale, come la coscia, normalmente destinata ai prosciutti, e di animali nati e allevati unicamente in aziende della provincia di Vicenza, alimentati con materie prime costantemente verificate in grado di conferire al prodotto quella tipicità garantita dal controllo permanente dell’intera filiera produttiva.L’iniziativa prevede due momenti: il primo è fissato per domenica 4 giugno quando, a partire dalle 10, sarà possibile visitare alcuni salumifici associati al Consorzio di Tutela della Soprèssa Vicentina D.O.P.. Porte aperte, quindi, ai seguenti salumifici: Busin Ignazio di Zanè, Salumificio dei Castelli di Montecchio Maggiore, Salumicifio Vicentino di Molina di Malo e Valpasubio di Valli del Pasubio. I visitatori potranno così scoprire – e… assaggiare – tutti i segreti di un prodotto tipico, genuino e soprattutto buono.Il secondo appuntamento è invece fissato a Schio in Piazza Statuto dove, nel weekend di sabato 10 e domenica 11 giugno, si terranno diverse iniziative aventi come protagonista la specialità vicentina, tra cui degustazioni "teatralizzate", corsi di cucina guidati dal Gruppo Ristoratori Scledensi, e nel pomeriggio della domenica la realizzazione e il taglio del "megapanino" farcito di soprèssa Vicentina D.O.P. . Quest’ultimo, partendo da Piazza Statuto si "svilupperà" lungo le vie del centro storico di Schio raggiungendo una lunghezza di circa 400 metri. Per la sua realizzazione è previsto l’utilizzo di circa 350 kg di pane fornito dal Panificio Vicentini e 150 kg di Soprèssa Vicentina D.O.P. fornita dagli associati al Consorzio di tutela.Il ricavato raccolto nel corso della manifestazione sarà devoluto all’Associazione Schio C’è – "Fondo di solidarietà" e al progetto agricolo di Chikowa Zambia, in collaborazione con i missionari Comboniani.

I RAPPORTI TRA BANCA E IMPRESA: COSA E COME CAMBIA CON BASILEA 2

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01/06/2006_x000D_
In programma martedì 6 giugnoI RAPPORTI TRA BANCA E IMPRESA: COSA E COME CAMBIA CON BASILEA 2. IL MANDAMENTO ASSOARTIGIANI DI VICENZA PROMUOVE UN INCONTRO SUL TEMACambiano le regole nel mondo del credito e anche l’Assoartigiani ha imboccato la strada per seguire il percorso indicato da Basilea 2. Cambia il modo di relazionarsi con la banca, ma l’Associazione resta e, anzi, diventa ancor più uno strumento cruciale per supportare in tale ambito le imprese. Per capire meglio questi cambiamenti, il Mandamento di Vicenza dell’Assoartigiani e l’Artigianfidi promuovono un incontro in programma per martedì 6 giugno, dalle ore 19, al Jolly Hotel Tiepolo di Vicenza, cui interverranno gli esperti Luciano Sassetto (responsabile credito), Gianni Ruffin (responsabile garanzie), Marco Peron (analista finanziario) e Andrea Nardin (responsabile sistemi agevolati)."Dobbiamo essere coscienti delle nuove modalità di valutazione cui verremo sottoposti d’ora in poi – commenta Carlo Crestani, presidente del Mandamento Assoartigiani di Vicenza -. I modelli che verranno adottati dalle banche si basano sul calcolo del rating, ossia una vera e propria "pagella" che verrà data dalla banca stessa all’impresa richiedente il credito. Quindi, conoscere le modalità di indagine e valutazione per le aziende diventa molto importante, senza trascusare altri fattori, altrettanto rilevanti, come i tassi e le condizioni, applicati dalla banca. Nella gestione dell’impresa è poi fondamentale dedicare una particolare attenzione alle opportunità offerte dai finanziamenti agevolati tramite le nostre strutture di garanzia". "Pertanto – conclude Crestani- il convegno può rappresentare una preziosa occasione per arricchire le conoscenze su queste tematiche". Nel corso del convegno saranno dunque affrontati temi quali: l’accesso al credito per le imprese artigiane (l’estratto conto, i finanziamenti bancari a medio e breve termine, le condizioni e i tassi, i rapporti con la banca); le valutazioni delle banche per l’accesso al credito (le aree di indagine e le valutazioni bancarie); il rating; il credito agevolato (fondi di rotazione regionali, l’Artigiancassa, gli incentivi a bando).

IL “GRAZIE” DI VICENZA ALL’ASSOCIAZIONE ARTIGIANI PER IL RESTAURO AL PIAZZALE DELLA VITTORIA

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25/05/2006IL "GRAZIE" DI VICENZA ALL’ASSOCIAZIONE ARTIGIANI PER IL RESTAURO AL PIAZZALE DELLA VITTORIA_x000D_
"Oggi ho voluto indossare la fascia tricolore per esprimere solennemente il ringraziamento della città agli artigiani che hanno voluto restituire alla sua originaria bellezza un luogo così significativo per Vicenza, tanto legato a importanti memorie storiche e a molti ricordi privati di ciascuno di noi". Così il sindaco Enrico Hüllweck si è rivolto al presidente dell’Associazione Artigiani provinciale, Giuseppe Sbalchiero, e al Prefetto Piero Mattei al momento del taglio del nastro che ha sancito l’avvenuto restauro conservativo della balaustra in pietra del Piazzale della Vittoria a Monte Berico, promossa dall’organizzazione di categoria assieme alla Fondazione Monte di Pietà – rappresentata alla cerimonia dal presidente Mario Nicoli e dal prof. Giuseppe Ottavio Zanon – con la partecipazione della Banca Popolare di Vicenza e di Lora Recoaro. Un intervento che è stato tecnicamente realizzato del Consorzio Carve sotto la guida dell’architetto Nazario Berti e che, come ha ricordato Sbalchiero, si colloca lungo quel filone di recuperi del patrimonio architettonico del centro storico – Casa Pigafetta, Oratorio del Gonfalone, Arco delle Scalette – che gli artigiani da anni intraprendono arricchendo in tal modo il loro ruolo sindacale anche con iniziative sociali e culturali a beneficio dell’intera comunità vicentina. Assieme al segretario Assoartigiani Carmelo Rigobello, è toccato poi al memorialista Walter Stefani ripercorrere le vicende del Piazzale, inaugurato nel 1924 a ricordo della Grande Guerra, illustrando i testi e le immagini ora consegnati alle pagine della pubblicazione rievocativa Il balcone di Vicenza. Tra breve, una targa contenente un auspicio di pace ricorderà il restauro 2006.

DODICESIMO “PREMIO FABER”: SABATO ALL’OLIMPICO LA COMPAGNIA DI LIZZANA DI ROVERETO PRESENTA “SE LEVA EL SOL”

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24/05/2006DODICESIMO "PREMIO FABER": SABATO ALL’OLIMPICO LA COMPAGNIA DI LIZZANA DI ROVERETO PRESENTA "SE LEVA EL SOL"_x000D_
Sabato 27 maggio si rinnova al Teatro Olimpico la cerimonia di consegna del Premio Faber, il trofeo annuale attribuito dall’Associazione Artigiani vicentina alla compagnia vincitrice del festival nazionale di prosa amatoriale Maschera d’Oro Fita Veneto che si svolge tradizionalmente tra febbraio e marzo al teatro S. Marco.Giunto alla dodicesima edizione, il Premio Faber è stato istituito per sottolineare le tante affinità – spirito d’iniziativa, estro creativo, capacità di lavorare in gruppo – che legano il mondo della piccola impresa a quello degli "artigiani del teatro" e per consentire a questi ultimi di cogliere un ulteriore, meritato momento di affermazione esibendosi all’Olimpico. E così da oltre un decennio, grazie all’ospitalità concessa dal Comune di Vicenza, il Premio Faber permette alla compagnia che si aggiudica la Maschera d’Oro di presentarsi successivamente sul palcoscenico "più bello del mondo", dando prova delle proprie capacità con un allestimento appositamente studiato per la solenne e inimitabile sala palladiana.Come vincitrice della Maschera d’Oro 2006, sarà stavolta la Compagnia di Lizzana di Rovereto a ricevere il Premio Faber, presentando per l’occasione Se leva el sol di Giovanni "Nane" Coslop per la regia di Paolo Manfrini.Si tratta di uno spettacolo tratto dai testi del poeta e artigiano roveretano Giovanni "Nane" Coslop (1880-1912) che racconta, in un piccolo grande affresco, la vita sociale, culturale e politica del popolo trentino a cavallo tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento. U n affresco della memoria vivo e coinvolgente, spassoso e commovente, in cui la narrazione lirica di Coslop si intreccia con le canzoni popolari dell’epoca, con la miseria e le speranze dei "pitocchi" e degli emigranti, coi contrasti tra gli irredentisti che volevano l’annessione del Trentino al Veneto e all’Italia e i pangermanisti che preferivano tenerlo legato al Tirolo, con le baruffe tra serve e "siore", con la lingua colta e quella dialettale. Su tutto scorre un sorriso consapevole, gioioso, ironico, e un’inesauribile voglia di amare la vita per quel che è, col suo straordinario scrigno di gioie e di dolori, di passioni e di sogni, di ricchezze e povertà. L’affresco della storia di un popolo vista, insomma, con gli occhi di un artigiano del popolo, nel segno di una grande umanità. Ad animare la rappresentazione saranno Alberta Barberi, Chiara Bassetti, Cristina Prezzi, Loredana Venturelli, Marco Prezzi, Sandro Barberi e Alberto Casagrande.Al termine della rappresentazione avrà luogo la cerimonia ufficiale di premiazione del Faber da parte del presidente dell’Associazione Artigiani, Giuseppe Sbalchiero, e del presidente regionale della Fita, Aldo Zordan.La serata, cui si accede per invito, è promossa dall’Assoartigiani in collaborazione con l’assessorato alle Attività Culturali del Comune di Vicenza, la Provincia, la Banca Popolare di Vicenza e la Regione Veneto.